SANTIAGO DI CUBA.- Nel luogo dove iniziò il motore piccolo della Rivoluzione – la Caserma Moncada - , il popolo della Città Eroe ha reclamato la fine del genocida blocco degli Stati Uniti imposto a Cuba e l’esclusione dell’Isola dalla spuria lista degli Stati presunti patrocinatori del terrorismo, nella quale l’amministrazione Biden ci mantiene, in maniera infondata.
Santiagheri di tutte le età e di ogni settore hanno risposto alla convocazione fatta dalla direzione del paese alla marcia del popolo combattente, «anche qui, oltre che nella capitale, perché non potrebbe essere diversa la risposta in questa città, Culla della Rivoluzione», ha assicurato Víctor Hugo Leyva Sojo, che presiede l’Unione dei Giornalisti nella provincia.
« Questi tempi sono per affermare che qui non si arrende nessuno e che vinceremo nuovamente!», ha detto a Granma la giovane Yurisleidis Limonta, che lavora nel turismo.
In coerenza con il Leader della Rivoluzione, il Generale d’ Esercito Raúl Castro Ruz, che ha esortato a stare «con il pugno in alto, per affrontare i problemi», i presenti hanno affermato che «Cuba va», in attitudine di combattimento nella- oggi -Città Scuola 26 di Luglio, dove ondeggia la bandiera e si espongono i titoli di Eroe della Repubblica e Ordine Antonio Maceo, «perché noi non intendiamo l’ingiustizia e il terrorismo», ha affermato la dirigente política Niurka Bell Calzado.




