Il Generale d’Esercito Raúl Castro il 3 giugno ha compiuto 92 anno fatto che ha motivato le felicitazioni di alti dirigenti e personalità di Cuba e dell’estero, che riconoscono nell’opera del leader rivoluzionario un esempio da seguire per coloro che aspirano a un mondo e a un continente migliore, in pace e con le cause della sinistra e progressiste come bandiere.
Il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito e Presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ha inviato in Twitter un messaggio speciale nel quale riconosce «l’enorme privilegio» di averlo con il popolo a 92 anni «pronto con il piede nella staffa per difendere la Patri,la Rivoluzione e il socialismo con più forza che mai. Che nessuno lo dubiti, Raúl è Raúl»!
Il Capo di Stato ha citato una frase dello stesso Raúl durante la presentazione della relazione centrale del 8º Congresso del Partito, nell’aprile del 2021.
Questo documento raccoglieva quelle che dovevano essere le missioni del lavoro dell’organizzazione per i tempi futuri: lo sviluppo dell’economia nazionale, la lotta per la pace e la fermezza ideologica.
Nell’occasione Díaz-Canel aveva riconosciuto alcuni dei punti chiave del legato di Raúl per la storia della Rivoluzione cubana.
«Ha assunto la direzione del paese in una difficile congiuntura economica e sociale e ha fomentato e stimolato profondi e necessari cambi necessari cambi strutturali e concettuali come parte del processo di perfezionamento e attualizzazione del modello economico e sociale cubano.
Ha condotto il dibattito terminato in una trascendente attualizzazione della Legge Migratoria, ha sostenuto trasformazioni nel settore agricolo e dell’allevamento.
Ha promosso l’ampliamento delle forme di gestione del settore non statale dell’economia, l’approvazione di una nuova Legge d’Investimento Straniero, la creazione della Zona Speciale di Sviluppo Mariel, l’eliminazione di irregolarità per il rafforzamento dell’impresa statale cubana, gli investimenti nel settore turistico, il programma d’informatizzazione della società e il mantenimento e il perfezionamento, sino a dove è stato possibile, delle nostre conquiste sociali.
Inoltre ha realizzato la liberazione dei nostri Cinque Eroi e tra molte azioni degne di riconoscimento, con fermezza, dignità e coraggio, ha diretto personalmente il processo delle conversazioni e dei negoziati che terminarono con il ristabilimento delle relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti.
Nella sua storia di guerrigliero che, con Fidel, condusse il popolo verso il trionfo rivoluzionario del 1959, c’è la sua partecipazione come portabandiera di un gruppo di giovani universitari che nell’aprile del 1952 seppellirono simbolicamente la Costituzione del ‘40, umiliata dal colpo di Stato del 10 marzo; nel gennaio del 1953 fu uno dei fondatori della Marcia delle Fiaccole e nel marzo dello stesso anno partecipò alla Conferenza Internazionale sui Diritti della Gioventù e alla preparazione del Quarto Festival Mondiale della Gioventù egli Studenti.
Al suo ritorno, aveva ricordato allora Díaz-Canel, divenne uno degli assaltanti della Moncada, dove fu fatto Capo in combattimento, poi fu carcerato nell’ Isla de Pinos, partecipò alla preparazione della lotta contro la tirannia di Batista durante
l’esilio in Messico, sbarcò nel Granma, ritrovò Fidel in Cinco Palmas, intraprese la guerra sulla Sierra Maestra e per meriti e valore fu nominato Comandante e
fondò in modo esemplare il II Fronte Orientale Frank País.




