Un motoscafo proveniente dagli Stati Uniti, che ha violato il mare territoriale di Cuba in un’operazione di traffico di persone, è affondato a nord di Bahía Honda, in Artemisa, urtando un’unità di superficie delle Truppe Guarda Frontiere durante la sua identificazione, si legge nelle informazioni preliminari.
L’informazione pubblicata nel sito web del Ministero degli Interni (Minint), indica che come conseguenza della collisione, il motoscafo si è rovesciato, e che sono state inviate immediatamente altre due unità di superficie delle Truppe Guarda Frontiere che si sono incorporate alle azioni di ricerca e salvataggio di passeggeri del mezzo navale.
Sono state riscattate 23 persone includendo cinque morti – un uomo, tre donne e una minorenne.
Le autorità competenti cubane hanno realizzato le azioni investigative pertinenti per il totale chiarimento di questo doloroso fatto.
Un nuovo incidente con una fine tragica, è avvenuto come conseguenza della politica ostile e crudele del governo degli Stati Uniti contro Cuba, che tollera e stimola le partenze illegali da Cuba, permettendo poi la permanenza nel loro territorio di emigranti irregolari.
Mantenendo vigente la Legge di “Ajuste Cubano” si stimolano le partenze illegali, e questo viene sfruttato da elementi senza scrupoli radicati negli USA che lucrano, senza badare al rischio che rappresentano queste attività.
Inoltre il blocco economico, commerciale e finanziario provoca enormi difficoltà alla popolazione e diventa uno degli incentivi principali che generano questo genere d’azioni.
In questa maniera il Governo statunitense non contribuisce a garantire un’emigrazione sicura, ordinata e regolare ma tenta di creare situazioni di destabilizzazione sociale, termina la pubblicazione. (GM- Granma Int.)




