
In nome di Cuba, il membro del Burò Politico e ministro delle Relazioni Estere di Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla, ha condannato l’espulsione delle famiglie palestinesi dalle loro case a Gerusalemme Est.
Nel suo account di Twitter, il Cancelliere cubano ha aggiunto che con questa azione eseguita dal Governo israeliano si violano la Carta della ONU e il diritto del popolo palestinese a uno Stato sovrano e indipendente, con le frontiere precedenti il 1967, con Gerusalemme Orientale come capitale.
Un gruppo di rappresentanti delle agenzie delle Nazioni Unite e di organizzazioni non governative si è riunito venerdì 18 con una famiglia palestinese nel quartiere di Sheij Jarrá, a Gerusalemme Est, di fronte alla minaccia di demolizione della loro casa da parte del autorità israeliane e il rinnovo delle tensioni nella zona negli ultimi anni, ha indicato l’agenzia Europa Press.
L’annuncio sullo sfratto nel prossimo mese di marzo della famiglia Salem, composta da dodici persone, tra le quali sei bambini, ha provocato tensioni e scontri tra i residenti palestinesi e i coloni israeliani negli ultimi giorni, oltre agli arresti di vari palestinesi da parte delle forze israeliane.
Il gruppo umanitario dell’organizzazione internazionale in Palestina, formato da agenzie della ONU e ONG’s, ha risaltato con un comunicato che «la famiglia Salem è una delle 218 famiglie palestinesi, per un totale di 970 persone, includendo 424 bambini che risiedono a Gerusalemme Est, principalmente nei quartieri di Sheij Jarrá e Siluan, che affrontano la minaccia dell’espulsione forzata da parte delle autorità israeliane.
«Le Nazioni Unite hanno chiesto ripetutamente di fermare le espulsioni e le demolizioni nella Cisgiordania occupata, includendo Gerusalemme Est : secondo il diritto umanitario i trasferimenti forzati di persone protette, da parte della potenza occupante sono proibiti, indipendentemente dal motivo», ha sostenuto.
Più di 300 000 palestinesi e 210 000 coloni israeliani vivono attualmente a Gerusalmme Est. (GM – Granma Int.)




