OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Il tempo parlerà, opera di Francis Fernández. Ernesto Guevara de la Serna (Che). Foto: Francis Fernández

L’8 ottobre, anniversario della morte in combattimento di Che Guevara, simbolo delle lotte della sinistra internazionale, il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel, ha pubblicato in Twitter una serie di messaggi nei quali ha ricordato il pensiero del Guerrigliero Eroico.
Con l’etichetta #CheVive,  ha pubblicato la frase «L’argilla fondamentale della nostra opera è la gioventù: in lei depositiamo le nostre speranze e la prepariamo per  ricevere dalle nostre mani la bandiera», che si legge in /Il Socialismo/ e in /L’uomo in Cuba/, del 1965.
Il mandatario ha accompagnato la pubblicazione con l’immagine di due giovani medici della brigata Henry Reeve, tornati a Cuba alla fine di una missione per affrontare la pandemia della COVID-19 lontano dalla Patria.
«Noi socialisti siamo più liberi perchè siamo più completi; siamo più completi per essere più liberi (...) Il nostro sacrificio è cosciente è la quota per pagare la libertà che costruiamo»,  è stata un’altra idea guevariana condivisa dal Capo di Stato.
Poi ha citato il Che quando disse: «Il futuro del paese è legato direttamente allo sviluppo della scienza e la tecnica. Non potremo mai camminare con i nostri piedi sino a che non avremo una tecnologia avanzata basata in una tecnica nostra, in una scienza propria».  
Díaz-Canel ha segnalato  la sua rimembranza con un’idea che, come una stoccata, può servire da bandiera a qualsiasi  rivoluzionario: «Siamo l’incubo di coloro che pretendono di strapparci i sogni».
Poi ha condiviso l’idea del Che sulla Rivoluzione cubana, espressa nel Congresso Mondiale delle Gioventù del 1960, che: «La Rivoluzione cubana esprime in ogni tribuna nella quale deve parlare la verità dei figli della sua terra e la esprime sempre di fronte agli amici o ai nemici».
«Con la nostra ambizione di rivoluzionari cerchiamo di camminare in fretta quanto è possibile, aprendo cammini, ma sappiamo che dobbiamo nutrirci della massa e che questa potrà avanzare più rapidamente solo se la stimoliamo  con il nostro esempio», ha aggiunto il mandatario, riferendosi a un’altra frase del Guerrigliero Eroico,  stavolta del 1965.
Per chiudere ha citato un’idea che ispira migliaia di giovani in tuto il mondo: «Lasciatemi dire, con il rischio d’apparire ridicolo, che il vero rivoluzionario è guidato da grandi sentimenti d’amore. È impossibile pensare in un rivoluzionario autentico senza questa qualità».
Ernesto Guevara de la Serna, conosciuto come Che Guevara, è stato un combattente rivoluzionario e medico argentino, la cui vita, la condotta e il pensiero, sono diventati paradigmi di milioni di persone.

Ernesto Guevara nell’inaugurazione della Fabbrica di matite José A. Fernández, a Batabanó. Foto: Archivio de Granma


Fece parte della spedizione dello yacth Granma, ottenne il grado di Comandante, e dopo il trionfo della Rivoluzione, fu nominato Presidente del Banco Nazionale di Cuba e ministro delle Industrie.
Nel 1965 diresse un fronte guerrigliero in Congo.
In Bolivia, nel 1967, cadde prigioniero delle truppe boliviane nella Quebrada del Yuro. Il giorno dopo la sua cattura fu assassinato. I suoi resti furono trovati nel 1997 e inviati a Cuba.