OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Photo: Hans Erni 

Il 6 ottobre del 1976 un aereo della Cubana de Aviación esplose perchè avevano situato a bordo due bombe, con odio, quel sentimento che, istigato dall’impero ha incontrato mani assassine per portare il lutto tra il nostro popolo.

Quella vile e codarda aggressione costò la vita di 73 persone tra le quali i giovani della squadra cubana di scherma, che avevano vinto tutti i titoli nel Campionato Centroamericano e dei Caraibi della disciplina, realizzato alcuni giorni prima a Caracas, in Venezuela.

Quegli sportivi rappresentavano le prime generazioni di atleti formati dalla Rivoluzione cubana, che cominciava già ad avere un movimento sportivo che coinvolgeva la sua popolazione nei risultati dell’alta competizione mondiale.

Le medaglie che affondarono nel mare ma che brilleranno nella memoria della Patria, furono il risultato del sacrificio, la volontà e la preparazione degli schermidori di fioretto, sciabola e spada, uniti alla sapienza e alla dedizione dei loro allenatori nel mezzo delle ostilità del Governo degli Stati Uniti.

È la stessa ostilità che oggi s’esprime con il blocco economico, commerciale e finanziario indurito, con le 240 misure coercitive disposte da Donald Trump e che l’attuale amministrazione mantiene, senza considerare la pandemia che colpisce il mondo.

E come allora c’è l’ordine d’ammazzare

Per ordini come questi il movimento sportivo cubano soffre attualmente per la tratta delle persone che abbiamo appena visto nel campionato mondiale

Sub-23 di baseball, pratica nella quale la vita di questi esseri umani non vale niente di fronte alle pretese dei mercanti dello Sport di riempirsi le tasche.

Non pochi dei nostri giocatori di baseball si sono trovati in situazioni di grave pericolo e sono stati al punto di rischiare la stessa sorte dei nostri giovani schermitori.

E per far sì che questo si mantenga, il Governo degli USA ha rotto l’accordo tra la Federazione cubana e le Grandi Leghe.

Sin dove sarebbe giunta sui podii quella squadra di scherma piena di talento? Sino a dove sarebbero giunti i giocatori di baseball con le stesse opportunità del resto del mondo senza essere vitime dei trafficanti?

Risuonano oggi come allora nelle orecchie dei patrocinatori dell’odio le parole del Comandante in Capo, Fidel Castro nel funerale delle vittime, nove giorni dopo il vile attentato, e riassunsero il dolore presente nei familiari, gli amici, i compagni e la nazione in generale.

«Non possiamo dire che il dolore si condivide. Il dolore si moltiplica.

Milioni di cubani oggi piangiamo assieme alle persone care delle vittime dell’orribile crimine. E quando un popolo energico e virile piange, l’ingiustizia

trema !» ( GM-Granma Int.)