OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Foto: Martirena

I rappresentanti della più reazionaria destra anticubana di Miami, con il carico di odio e risentimento che li caratterizza di fronte al fallimento del piano di colpo blando contro Cuba, hanno sollecitato ripetutamente dal Governo di Joe Biden l’invasione militare all’Isola, intervento preceduto da bombardamenti delle principali città, paesi e obiettivi economici del paese.

Questo era il piano fabbricare uno scenario di caos e ingovernabilità come avevano fatto prima in Libia, in Siria o in Bolivia quando ci fu il colpo di Stato contro Evo Morales e poi intervenire per «salvare» i cubani, per portare con i loro bombardieri la «pace yanquee» ossia la pace dei cimiteri.

In un’intervista concessa recentemente alla catena statunitense Fox News, il sindaco di Miami, Francis Suárez, ha proposto al presidente degli Usa di realizzare un bombardamento militare su Cuba per «appoggiare la popolazione che manifesta per le strade».

Suárez ha detto che «quello che si dovrebbe organizzare è una coalizione di possibili azioni militari in Cuba», simile agli interventi statunitensi in Panama e nell’ex Yugoslavia.

Il coro dei media digitali al soldo del Governo di Washington, gli youtubers, haters e cibersicari assunti dalla Forza d’Impegno organizzata dalla CIA per sovvertire l’ordine in Cuba, quelli che odiano per mestiere, gli opportunisti, genuflessi, che hanno venduto l’anima, strepitano per seminare la morte nel loro paese d’origine.

Per i cubani onesti, per la gente onesta di questo mondo, è molto difficile capire il linguaggio carico d’isteria e rancore con cui si pronunciano per la morte e la distruzione persone che sino a poco tempo vivevano nell’Isola e godevano dell’ampia libertà, la giustizia e il benessere sociale che caratterizzano la Rivoluzione.

Si capiscono anche meno quelli che dall’Isola vogliono le bombe.

La storia giudicherà quelli che oggi chiedono il sacrificio di tutto un popolo che non smetterà d’essere libero e indipendente anche se si uniranno il mare del nord con quello del sud.

Mentre l’aggressività imperialista e il coro dei suoi lacchè alzano il tono di fronte alla costanza del fallimento dei suoi impegni contro l’Isola, il mondo risponde con più solidarietà e rispetto della sovranità di coloro che hanno saputo resistere a tutte le aggressioni durante più di 60 anni.

400 personalità del mondo hanno stampato la loro firma su una lettera indirizzata al presidente degli USA, Joe Biden,per chiedere alla Casa Bianca l’eliminazione delle 243 misure unilaterali imposte dall’amministrazione di Donad Trump, con il fine d’indurire il blocco.

Il messaggio intitolato Lascia vivere Cuba, è stato pubblicato venerdì 23 nel New York Times e forma parte di un’iniziativa congiunta tra The People's Forum, CodePink e la Coalición Answer, il cui proposito è tentare di cambiare la politica degli Stati Uniti verso l’Isola grande delle Antille e donare medicinali e attrezzature mediche al popolo cubano.

Tra i firmatari gli attori Jane Fonda, Susan Sarandon, Danny Glover e Mark Ruffalo, gli ex presidenti Lula da Silva (Brasile) e Rafael Correa (Ecuador), e gli intellettuali Roxanne Dunbar-Ortiz, Judith Butler e Cornel West, conaltri politici , noti intellettuali scienziati, relifiosi artisti musiciatai ladre e attivisto

«È inconcepibile, specialmente durante una pandemia, bloccare intenzionalmente le rimesse e l’uso delle istituzioni finanziarie globali da parte di Cuba, dato che l’accesso ai dollati è necessario per l’importazione di alimenti e medicinali, segnala il testo, trasformato in un pubblico richiamo urgente per il presidente Biden, al quale si chiede che firmi immediatamente un ordine esecutivo e annulli le 243 misure coercitive di Trumps. (GM – Granma Int.)