OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Il popolo è sceso per le strade, appoggiando la Rivoluzione e affrontando i tentativi di sovversione che alcuni pretendono di sviluppare nel paese. Photo: Ricardo López Hevia

Quando un individuo viene bombardato in continuazione da messaggi di forte contenuto emozionale che iperbolizzano una situazione reale di crisi, gli

stereotipi seminati accuratamente e sistematicamente nel suo subcosciente creano risposte automatiche come detonazioni, di fronte al timore e alle tensioni accumulate.

Articolati negli spazi digitali controrivoluzionari, migliaia di account falsi, la maggioranza ubicati, si presume nell’Isola, hanno lanciato nelle ultime settimane messaggi d’odio e disperazione a riceventi nell’Isola grande delle Antille, in un’offensiva comunicazionale che ha diffuso il rumore tendenzioso, le dicerie create artificialmente, come armi di guerra psicologica indirizzata verso obiettivi confluenti: creare incertezze, seminare la mancanza di fiducia sulle informazioni che offrono i media della stampa e le fonti ufficiali, stabilire tendenze d’azioni anti governative, etc.

Per mesi noi cubani siamo stato oggetto di questa sistematica campagna d’ influenza motivazionale, pura e dura guerra di suggestione, con il fine di sovvertire l’ordine istituito.

I limiti economici che provocano scarsità di rifornimenti e l’incremento dei casi positivi alla COVID-19, esagerati dai media nemici, sono stati gli argomenti per creare sentimenti d’insicurezza e ansia costanti che mantengono le persone connesse con l’incertezza.

Per far credere che sono già al limite della resistenza, mentono, li mobilitano e maneggiano con destrezza i fili della trama per pretendere di trasformarle in bombe a tempo pronte ad esplodere quando il padrone schiaccia la maniglia.

Per questo necessitano seminare odio e molta paura, in modo che si annulli il giudizio della gente, vulnerando, dalla base della menzogna, le loro difese

Si ricorderà come in Bolivia si unirono vari tra questi fattori per favorire la caduta del governo di Evo Morales: gruppi violenti, apparentemente disorganizzati e spontanei che agivano con l’obiettivo di seminare il caos.

Questi gruppi criminali, invisibili per i media, hanno agito con assoluto coordinamento ed hanno occupato punti strategici della capitale del paese.

Un esempi è stato l’assalto di Bolivia TV. Non si trattava di una massa scontenta di fronte a una frode mai avvenuta, ma di un’aggressione ben pianificata

Lo sanno bene i popoli del Venezuela e del Nicaragua, vittime di queste azioni di guerra non convenzionali.

Il modus operandi non è esclusivo della nostra regione. l’Iran ha sofferto nel novembre del 2019, un’ondata di violenza, simile alla tattica usata in Bolivia: Utilizzando la tecnica degli «sciami», i gruppi comunicavano tra di loro e organizzavano le azioni usando messaggi di testo per riunirsi nei punti d’attacco.

Come ripetono una e un’altra volta gli ideologi di Maidán, i George Soros e Gene Sharp,i ragazzi «internazionalisti» di Otpor: l’ obiettivo è far sì che non resti nient’altro che il caso.

Noi cubani abbiamo combattuto come giganti per essere liberi. Ignorare la storia di questo paese non fa altro che propiziare la sconfitta dei piani dei nemici della Rivoluzione, quelli del patto di Zanjon e i neoplattisti al servizio dell’impero.(GM – Granma Int.)