Considerato un oggetto archeologico di alto valore, la scoperta di una mascherina che ricorda l’immagine umana lavorata artigianalmente con la conchiglia di un mollusco, riafferma la credenza aborigena sulla leggenda chiamata cara- caracol.
Reinaldo Pérez Jiménez, autore della scoperta, che lavora come specialista del gabinetto archeologico Manuel Romero Falcón, dell’Ufficio del Conservatore di Sancti Spíritus, ha detto che il pezzo è una sorta d’ amuleto usato nelle cerimonie religiose degli indigeni che abitavano nell’Isola.
«La scoperta è avvenuta nel mese di luglio scorso, quando abbiamo realizzato esplorazioni archeologiche sulla superficie terrestre, nel sito denominato Laguna di Cantarrana II, un luogo che in varie occasioni ha apportato pezzi che indicano la presenza lì dei nostri antenati», ha commentato Pérez Jiménez.
Il pezzo è decoratto come una figura antropomorfa simile a quella che si descrive nella leggrnda detta Cara – Caracol, che racconta la storia di un parto gemellare in cui uno dei bambini indigeni nasce con la pelle ruvida simile al rivestimento del mollusco noto come /strombus giga/.
Nel libro intitolato /Mitologia e arti pre ispaniche delle Antille/, il professore di Letteratura, investigatore e scrittore holguinero José Juan Arrom fa un riferimento a questa leggenda.
Il pezzo è comunque di grande importanza, perche è stato lavorato in forma manuale dagli aborigeni - verso il 1500 - che abitavano in una zona del sud dell’attuale provincia spirituana vicino al municipio de La Sierpe.
La mascherina ha un valore patrimoniale per la classificazione degli investigatori, perchè rappresenta una leggenda che si ripete in varie aree delle Antille Maggiori.
«Questa è stata disegnata in modo speciale e lavorata come un volto antropomorfo, ha detto Reinaldo, ma soprattutto si relaziona a varie scoperte importanti dello stesso sito aborigeno».
Questa cara-caracol la potranno vedere i cittadini di Sancti Spiritus nell’Ufficio del Conservatore dove si monterà un’esposizione con vari oggetti patrimoniali trovati nel sito Cantarrana II, e dopo passerà a far parte della mostra permanente nel museo municipale di La Sierpe. (Escambray / GM – Granma Int.)




