Senza dubbio, presto i viaggiatori di nazioni come Spagna e Antigua y Barbuda, tra le altre potranno aquistare le famose barre di manì ( noccioline americane)
e gli altri prodotti che si elaborano con quste noccioline molto caloriche e di sapore tanto gradevole, senza dover prendere un aereo.
Orelvis Bormey, lavoratore indipendente e creatore della marca che porta il suo cognome, che comprende una vasta gamma conuna ventina di prodotti , progetta la loro esportazione all’estero per il piacre dei clienti straneri la sua economia e quella della nazione.
«Se conquistiamo il mercato nazionale, porchè non ci dovremmo proporre di guadagnarci anche il favore degli stranieri?»,, ha segnalato Orelvis Bormey, che riconosce che la prima cosa per chi vuole esportare è produrre con qualità e applicare tutte le misure di garanzia necessarie,
Per realizzare questo proposito, in coordinamento con le autorità della provincia, sono già stati fatti i primi passi attraverso Cubaexport, idea che include lo sviluppo di un Progetto di Sviluppo Locale capace di garantire a Bormey il rifornimento sicuro di materie prime, in funzione delle produzioni che realizzerà per l’esportazione.
Oltre a questa forma di gestione non statale, altre quattro a Villa Clara hanno fatto dei passi avanti significativi per vincolarsi a questa pratica con produttori d’artigianato, di ceramiche e scarpe, oltre al servizio di restauro dei mobili.
Eliminare l’ abitudine d’importare e incrementare le esportazioni da parte dei settori dell’economia della zona, non può essere solo una parola d’ordine, ma una necessità dalla quale dipendono le risorse finanziarie per fomentare lo sviluppo del paese.
Laritza Torres Niebla, a capo del Dipartimento del Commercio Estero nel Governo di Villa Clara, ne è convinta ed è cosciente dell’enorme potenziale che ha questa provincia per continuare a crescere grazie al numero di prodotti esportabili contribuendo allo sviluppo del paese e del territorio.
«Se oggi abbiamo 106 prodotti registrati che per la loro qualità potrebbero essere esportati. 42 sono già consolidati: dieci in via di sviluppo e 54 in fomento, la realtà mostra che siamo ancora molto lontani dal vero potenziale di questa provincia, caratterizzato da un’agricoltura e un’industria molto forti», ha aggiunto la dirigente.
«In questo momento, Villa Clara ha cinque organismi che sostengono l’esportazione, che sono l’agricoltura, energia e miniere, l’industria alimentare, l’educazione superiore e il settore dell’industria, che situano nel mercato internazionale un assortimento di 27 prodotti», afferma Laritza Torres Niebla.
Tra i prodotti che oggi il territorio ubica nel mercato internazionale, ci sono il miele delle api (non della canna da zucchero), il carbone vegetale, i sigari e il tabacco beneficato, il caffè, l’oro, le aragoste, i rottami di rame e di alluminio e vitrofural, tra i tanti, che per la loro qualità godono di prestigio nei paesi dove si vendono.
Durante il mese in corso sono riprese le esportazioni di carbone del imprese come l’agricola Valle del Yabú, che ha appena venduto circa 18 tonnellate di questo materiale attraverso la Cítricos Caribe S.A., entità che promuove prodotti e servizi nel Gruppo Agricolo del Ministero dell’Agricoltura. (GM – Granma Int.)




