
«La forza della verità distruggerà sempre le menzogne, e la storia collocherà i fatti e i protagonisti al loro posto. L’esempio di Cuba prevarrà», ha affermato il Presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, che ha denunciato, nell’Organizzazione delle Nazioni Unite, la politica d’asfissia economica e di demonizzazione del Governo degli Stati Uniti contro la Rivoluzione.Ha dimostrato la doppia morale della Casa Bianca nella lotta contro il terrorismo che promuove impunemente, ed ha condannato l’ostilità e la diffamazione sul lavoro internazionalista dei medici cubani.
Ha definito l’amministrazione imperialista «un regime aggressivo e moralmente corrotto, che disprezza a attacca il multilateralismo», che usa il ricatto finanziario e si apparta dagli spazi di consenso universale che promuove la ONU, che fomenta guerre di ogni tipo e moltiplica la coercizione e le sanzioni a chi avversa e «patrocina il crollo, con la forza, di governi sovrani ».
Ha insistito nel reclamo della riforma delle Nazioni Unite. «Questa poderosa organizzazione, emersa dal milionario costo di vite delle due guerre mondiali e come risultato della comprensione universale dell’importanza del dialogo, il negoziato, la cooperazione e la legalità internazionale, non può ritardare ancora la sua attualizzazione e la sua democratizzazione».
Ha richiamato l’attenzione sulle diverse lezioni che la pandemia ha lasciato nel mondo, le cui conseguenze aggravate dalla dittatura mercantile del neoliberalismo, esigono con urgenza «l’implementazione di politiche integrali nelle quali l’essere umano sia la priorità e non i guadagni economici o i vantaggi poltici».
Díaz-Canel ha reiterato l’impegno permanente di Cuba con la pace, la solidarietà e lo sviluppo ed ha offerto alle Nazioni Unite quello che per l’Isola è un principio inamovibile: «Salvare vite e condividere quello che siamo e abbiamo».( GM – Granma Int.)




