
Il vicepresidente dell’Istituto Cubano di Radio e Televisione (ICRT), Guillermo Pavón Pacheco, ha assicurato il media “Cubaeriodistas” che la principale premessa è garantire la sicurezza e la vita dei lavoratori, a proposito della situazione epidemiologica di questo centro dopo la scoperta di diversi casi di COVID-19.
Pavón ha assicurato che sono state eseguite misure che permettono di chiudere i contagi attivi anche se sono preparati per eventualità come questa, da quando sono stati incontrati i primi tre casi con la malattia nel territorio nazionale.
Il ICRT, come tutte le istituzioni e gli organismo del paese ha accordato un gruppo di misure il cui rispetto eviterebbe la propagazione della malattia e garantirebbe la trasmissione dei programmi di radio e televisione.
La diminuzione del numero dei lavoratori che prestano servizio ha determinato che solo il 26% del totale dei lavoratori dell’istituzione sono ora impegnati con l’obiettivo di continuare la programmazione stabilita.
Con l’entrata de L’Avana nella prima fase di recupero, le misure igienico-sanitarie sono continuate e nonostante l’incremento della quantità di dipendenti che avevano iniziato nuovamente la loro attività con la presenza, era rimasto attivo un sistema di trasporto del personale sino alle abitazioni, per evitare contatti con persone infettate.
Alla metà d’agosto però la conferma di un gruppo di persone con la malattia ha portato ad applicare con maggior rigore le misure sanitarie.
In accordo con Pavón, il primo caso confermato è stato quello di una produttrice di programmi residente nel municipio Habana del Este.
Conosciuto il caso e seguendo quanto stabilisce il protocollo d’attenzione medica, sono stati isolati tutti i suoi contatti.
Una ventina di casi
Sino al settembre il ICRT riportava 23 casi, dei quali 19 lavorano nell’edificio centrale di 23 y M, nel Vedado della capitale e quattro in dipendenze esterne.
Pavón ha aggiunto che il 19 agosto è stato riportato il primo caso positivo nel.
Sistema d’Informazione della Televisione, origine di uno dei casi aperti nel ICRT. Sino ad ora sono stati riportati 11 casi che appartengono al Sistema Informativo, cinque al secondo gruppo di contagio nell’emittente Radio Taino e uno nel gruppo di vigilanza dell’Istituto, tutti contatti di casi registrati nei focus aperti.
Radio Taíno – ha specificato Pavón- viene considerata un secondo focus, dato che nessuno dei contagiati ha avuto contatti con i diagnosticati nel Sistema Informativo.
Il dirigente ha sottolineato che sono state trasferite le emittenti radiofoniche: Radio Rebelde al locale della Cadena Habana, e Radio Reloj a Radio Ciudad.
I programmi della televisione come la /Mesa Redonda/ e /Al mediodía/ sono stati trasferiti nell’Istituto Nazionale di Giornalismo “José Martí” e nello studio di radio e televisione della Facoltà di Comunicazione dell’Università de L’Avana, rispettivamente.
Nonostante il trasferimento delle emittenti e la diminuzione del personale nel ICRT siamo riusciti a coprire il passaggio della tormenta tropicale Laura, che ha colpito il nostro territorio alla fine d’agosto, ha deto Pavón.
Un’altra misura prioritaria è stata la realizzazione delle prove di reazione a catena della polimerasa (PCR la sigla in inglese), e ne sono state effettuate 1294 a reporter, editori, presentatori, gruppi operativi e personale di servizio.
Pavón ha reiterato la decisione della direzione dell’organismo e dei suoi lavoratori di mantenere la programmazione della radio e della televisione, senza compromettere la salute di coloro che lavorano lì né quella dei cubani.
(Cubaperiodistas / GM – Granma Int.)




