
I cubani hanno reso omaggio il 7 dicembre nel Mausoleo di El Cacahual, al Maggiore Generale dell’Esercito di Liberazione Antonio Maceo Grajales, e al suo giovane e leale aiutante, il Capitano Panchito Gómez Toro, morti in combattimento 123 anni fa.
Inoltre sono stati commemorati il 30º anniversario della Operazione Tributo e i 26º della fondazione dell’ Associazione dei Combattenti della Rivoluzione cubana.
Ha presieduto l’omaggio il membro del Burò Politico del Comitato Centrale del Partito, Generale di Corpo d’Esercito Álvaro López Miera, primo Viceministro delle Forze Armate Rivoluzionarie e capo dello Stato maggiore Generale.

Erano presenti Abelardo Álvarez Gil, membro della Segreteria del Comitato Centrale del Partito; i membri del Comitato Centrale del Partito, il vice ammiraglio Julio Cesar Gandarilla Bermejo e Luis Antonio Torres Iribar, ministro degli Interni e primo segretario del Comitato Centrale del Partito a L’Avana, rispettivamente.
Hanno partecipato all’omaggio anche alti dirigenti del Partito, del Governo, della ACRC e delle organizzazioni studentesche, i capi principali delle Forze Armate Rivoluzionarie e del Ministero degli Interni, i familiari dei combattenti morti in terre fraterne e il corpo diplomatico militare accreditato a Cuba.
Durante la commemorazione il Fenerale di Divisione Roberto Legrá Sotolongo, Secondo capo di Stato maggiore Generale e capo della Direzione delle Operazioni, ha pronunciato alcune parole.

Nel discorso centrale, è stato segnalato che la tradizione di rendere omaggio ogni 7 dicembre a Maceo e a Panchito ha già una grande solidità, ed ha un merito maggiore considerando che nella stessa data di 30 anni fa l’Operazione Tributo ha portato di ritorno nella terra cubana i resti dei combattenti internazionalisti morti in aiuto ad altri popoli fraterni, che sono stati ricordati in modo particolare dal nostro popolo.
I presenti hanno sostenuto la più recente dichiarazione del Ministero delle Relazioni Estere di Cuba ed hanno espresso la loro fiducia nell’infrangibile resistenza del popolo cubano nella sua lotta per difendere l’unità della nazione, le sue conquiste sociali e la sua sovranità, l’indipendenza e il suo colonialismo.

Nella cerimonia politico-culturale si è parlato delle qualità di combattente di Maceo, dell’intransigenza del suo carattere, dello spirito emancipatore delle sue idee e la sua disposizione d’aiutare altri popoli.
«Giungere sino qui è un’azione di ratificazione dell’ impegno senza condizioni con i nostri eroi e martiri e dell’assoluta decisione di tutto un popolo d’essere fedele alle sue idee e al suo esempio», ha assicurato Legrá Sotolongo.
Po ha ricordato le parole di José Martí quando disse che il Titano di Bronzo aveva tanta forza nella mente come nel braccio.
«Maceo, così come Martí, fu uno dei tanti combattenti contro il nascente imperialismo nordamericano», ha detto ancora. (GM – Granma int.)







