ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
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Con i nomi di Aly e Norma nella lotta clandestina, personaggio chiave nella creazione del Movimento 26 Luglio nella parte sud del territorio dell’allora provincia di Oriente, ha avuto un importante ruolo per la sopravvivenza della guerriglia nei giorni iniziali della Sierra Maestra, poi nell’organizzazione della vita nella campagna e nei territori liberati, come pure nelle grandi sfide dei primi decenni della Rivoluzione.
Nacque a Media Luna, nell’allora provincia di Oriente, il 9 maggio 1920 e morì a La Habana l’11 gennaio 1980.
Sulla cima del Pico Real del Turquino vi è un busto di José Martí, realizzato dalla scultrice cubana Gilma Madera, su iniziativa di Celia e di suo padre Manuel Sánchez Silveira – entrambi profondamente martiani – che si proposero di onorare l’Eroe dell’indipendenza nazionale nella repubblica neocoloniale.
Per tale motivo non fu aliena allo scoppio della nuova situazione rivoluzionaria e dal suo lavoro di organizzazione nelle zone di Manzanillo, di Pilón e di Niquero dipese il fatto che i sopravvissuti della spedizione del Granma vennero localizzati e condotti dai contadini nel cuore della Sierra Maestra.
Poi partecipò con Frank País e con altri dirigenti del M-26-7 alla prima visita dei combattenti della pianura alla guerriglia e alle conversazioni sostenute sul futuro della lotta, il 16 e 17 febbraio 1957, nella fattoria di Epifanio Díaz.
Fu il suo primo incontro con Fidel Castro.
Dal suo ritorno a Manzanillo, Celia prepara le condizioni per la ricezione, l’organizzazione e l’invio alla Sierra di un gruppo di rinforzo, mentre a Santiago de Cuba Frank comunica istruzioni a tutte le cellule nella provincia di Oriente affinché selezionino i migliori combattenti.
Per 15 giorni ospitò una cinquantina di uomini in un accampamento mascherato in un marabuzal (cespugli spinosi), a pochi chilometri da Manzanillo, grazie alla sua intelligenza, audacia, relazioni e influenza nei settori popolari.
Celia diventò la via fondamentale di comunicazione tra la guerriglia e la direzione del Movimento nella pianura mediante il lavoro politico svolto nella zona di Manzanillo e da Yara fino a Campechuela e a Media Luna, nelle vicinanze della Sierra Maestra.
A partire da allora cominciò a custodire una quantità di note, di messaggi o di documenti che passavano nelle sue mani e richiedeva che questi fogli le venissero consegnati dopo il loro utilizzo.
Promosse tra i combattenti la coscienza di conservare anche il più piccolo foglietto, alcuni di questi perfino macchiati di sangue.
Si incorporò definitivamente all’Esercito Ribelle come prima donna guerrigliera.
Dopo l’ottobre 1957 non scenderà più nella pianura fino all’offensiva finale nella Battaglia di Oriente. Fu una delle promotrici della creazione del plotone femminile "Mariana Grajales". Riuscì a capire ed ebbe una fiducia assoluta in Fidel Castro.  Non solo fece adempiere le sue indicazioni alla lettera, ma pianificò il modo in cui dovevano essere realizzate, come lui voleva, e diventò la sua migliore collaboratrice.
Sulla Sierra Maestra operò come sua segretaria esecutiva, perché si occupava di tutto: dei rifornimenti, delle spese, della ripartizione del bestiame tra i contadini nelle zone liberate, della sicurezza della guerra da molto prima dell’offensiva estiva dell’esercito batistiano e durante questa.
Organizzò ospedali, una rete telefonica, fattorie per l’allevamento avicolo e suino, sistemi per la conservazione della carne e creò saline per il rifornimento dell’Esercito Ribelle.
Si occupò dei contadini, era l’anello di congiunzione tra questi e Fidel Castro. Non dimenticò mai la popolazione della Sierra, come pure gli orfani e gli altri familiari dei martiri che ebbero successivamente in lei un’ambasciatrice a La Habana dopo il trionfo della Rivoluzione.
Il suo lavoro instancabile, molte volte anonimo, proseguì durante il potere rivoluzionario. Si dice che era come la giustizia: umana ed esigente, e una donna che curava i particolari.
Oggi viene paragonata alla mariposa, il fiore nazionale. Per il divertimento degli abitanti di La Habana promosse nel decennio del 1970 il Parco Lenin, vero polmone ecologico della capitale cubana.
Celia fondò quello che attualmente è l’Ufficio dei Temi Storici del Consiglio di Stato.
Dopo il trionfo della Rivoluzione iniziò a mettere i documenti in ordine cronologico, con l’aiuto delle sue sorelle e di altri collaboratori.
Dispose di far portare dalla Sierra a La Habana per la loro conservazione, quelle cose della campagna di guerriglia che risultavano di valore storico, alcune delle quali sono ora nel Museo della Storia Militare della Cabaña come cimeli di guerra.
La parte che conserva i documenti di Celia incomincia con una sua nota al comandante Camilo Cienfuegos del marzo 1959 "per organizzare la storia della Rivoluzione, dato che tu scrivi così bene".
Il 23 marzo 1962 è stata designata Segretaria della Presidenza e del Consiglio dei Ministri.  Anni dopo è stata nominata Ministro della Presidenza. Quando scomparve era membro del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, Segretaria del Consiglio di Stato e deputata all’Assemblea Nazionale del Poder Popular per il Municipio di Manzanillo, nella
provincia di Granma ( Italia – Cuba).