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mantua oggi Photo: Internet

I primi che vennero a vivere nei paraggi del territorio che oggi costituisce il municipio di Mantua furono i peones – i contadini - e gli schiavi delle grandi demarcazioni circolari delle terre concesse dal Consiglio comunale dell’Avana ai proprietari; pochi, i cui nomi forse sono caduti nell’anonimato per sempre.

Se si prende in considerazione il dilatato processo di consegna delle terre - le mercedi - relazionato con la regione di Guane, il posteriore insediamento e la fondazione della città, la prima a Vuelatabajo, si può supporre che il territorio di Mantua era praticamente spopolato al principio del XVIIº secolo.  

L’allevamento del bestiame, quasi selvaggio nelle vaste savane di Vueltabajo, non necessitava la presenza di un numero elevato di guardiani per la cura degli animali: per esempio si può citare che per vigilare quattordici feudi dove si allevavano bovini, con un’estensione totale di 302,17 Ha. erano necessari circa 29 uomini, ossia due per ogni feudo.

Un calcolo approssimativo attribuisce alla regione di Mantua la quantità di circa novanta – cento abitanti nel periodo tra il 1600 – 1605, molto dispersi, in un territorio di circa 1220 Km2.

I NAVIGANTI ITALIANI FONDANO MANTUA

La fondazione del villaggio di Mantua nel luogo attuale si deve alla presenza del fiume con lo stesso nome e ai fertili campi che si trovano ai margini, raramente raggiunti dall’acqua del fiume in piena. Anche se il fiume fu il fattore determinante per la fondazione del villaggio nelle sue vicinanze, i fondatori preferirono costruire le loro case in una piccola costa a una distanza prudente dal letto del fiume, per utilizzare quei terreni bassi come campi da semina ed evitare le inondazioni.

Le prime case vennero costruite in quella che sarebbe divenuta poi la Calle Real, oggi José Martí. Poi le case di legno e foglie di palma cominciarono ad allinearsi in Calle Embarcadero, oggi Antonio Maceo che tagliava trasversalmente all’inizio la via precedente, dando al villaggio l’aspetto di una L rovesciata, il cui prolungamento di 13 Km. verso il litorale rendeva possibili le comunicazioni tra l’insediamento e il futuro imbarcadero di Los Arroyos.

Questo avvenne nel 1716 circa.

Senza dubbi esiste una preistoria, un’origine persa nella immensità del tempo e della cui esistenza a noi è giunta solo un’eco ereditata...      

«È difficile per un popolo, quando dopo lunghe giornate volge lo sguardo al suo passato e non incontra nulla di basico e fondamentale nell’epoca delle sueorigini, ma solo incertezza e oscurità» ... ha scritto molto tempo fa il primo storiografo di Mantua, Emeterio S. Santovenia riferendosi alla nascita di questa bella città.

Don Esteban Pichardo nella sua geografia dell’Isola di Cuba si chiedeva, nel già lontano 1854:

«Come ha potuto venire e fissarsi in questa remota regione dell’Isola di Cuba il nome della patria dell’insigne Virgilio? Come suona di antico la denominazione Lombarda di Mantua a lato dell’indigena Guaní!»

Sino ai nostri giorni l’assenza di testimoni diretti, di prove che confermino l’autenticità dei fatti e la scarsa documentazione ufficiale d’epoche tanto remote, hanno trasformato in un’antica leggenda quello che solo per la tradizione orale di questo popolo si può considerare una realtà: la fondazione di Mantua è dovuta a naviganti provenienti dalla penisola italica, attratti in questa terra dal caso. (Traduzione Gioia Minuti.