ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
«In nome della direzione del nostro Partito, ricevano un meritato riconoscimento per il lavoro realizzato, tutte le nostre federate», ha detto Machado Ventura. Photo: Dunia Álvarez Palacios

Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba;

Compagno Miguel Díaz-Canel Bermúdez, Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri;

Compagne e compagni della Presidenza;

Cari delegate e invitati:

Questo X Congresso, per la profondità degli interventi che vi sono stati realizzati è una mostra evidente dei passi avanti fatti dalla donna cubana in questi anni di Rivoluzione.
E non mi riferisco solo a queste tre giornate finali ma alla tendenza predominante di tutto il processo, dalla base alle assemblee  municipali e provinciali. È stata la realizzazione di proposte certe e apportatrici, con spirito di lotta e un profondo patriottismo delle nostre federate.
Sono le figlie di un popolo al quale se qualcosa non è mai mancato sono gli impegni difficili, un lavoro intenso e le costanti aggressioni di poderosi nemici, prima di tutto del governo imperialista degli Stati Uniti che oggi s’impegna a far rivivere la triste epoca dei marins yankee che invadono uno dopo l’altro i paesi di Nuestra America quasi senza eccezioni.
Di fronte ad ogni azione d’aggressività i cubani e le cubane fortemente uniti, con serenità e determinazione abbiamo assunto invariabilmente il prezzo che implica la decisione di vivere con la fronte alta.
Così lo fa oggi nuovamente il fraterno popolo del Venezuela, bolivariano e chavista, con il suo straordinario esempio di valore e dignità, difendendo la verità di fronte all’enorme spiegamento di menzogne, disposto ad affrontare l’aggressione militare che alcuni cervelli surriscaldati sognano negli Stati Uniti con il vergognoso applauso di traditori e vendi patria.
Ratifichiamo il nostro appoggio senza condizioni al Venezuela, al suo popolo  e al Governo legittimo guidato dal presidente Nicolás Maduro Moros, con la decisione di continuare a fare tutto quello che è alla nostra portata di mano per evitare che la guerra, la sofferenza e la morte s’impadroniscano della nostra regione, coerenti con quanto accordarono i capi di Stato e di Governo del continente, che cinque anni fa qui a L’Avana vistarono con la loro firma il Proclama dell’America Latina e dei Caraibi come Zona di Pace.
Con uguale fermezza e convinzione, le cubane e i cubani lo scorso 24 febbraio abbiamo detto un forte Sì alla nuova Costituzione della Repubblica.
Abbiamo così ratificato l’irremovibile decisione di preservare il nostro socialismo, ora con una Carta Magna adeguata agli impegni e alle condizioni del  presente e del futuro.
La partecipazione dei nostri compatrioti all’esemplare consultazione popolare è stata ampia ed eccellente- senza paragoni con altri luoghi – e l’intelligenza collettiva ha apportato tanto, facendo sì che la nuova legge delle Leggi autentica  con trasparente chiarezza le conquiste rivoluzionarie e, non meno importante: tracci il cammino per conquistare quello che sommeremo d’ora in avanti.
Con speciale enfasi la Costituzione esprime la piena uguaglianza della donna e i suoi diritti in tutti gli ordini, il ruolo primario della famiglia, il dovere dello Stato e della società nel loro congiunto di proteggere l’infanzia e le persone con invalidità, insomma le molte realtà presenti in Cuba e che sfortunatamente sono sempre chimere per la gran maggioranza dei popoli del mondo.
Non è necessario ampliare questo tema, perchè sono cose conosciute dal nostro popolo e voi le avete toccate con enfasi nei vostri interventi.
Mi limiterò a ricordare che oggi a Cuba la metà delle responsabilità di direzione nello Stato e nel Governo la svolgono donne, includendo più del 42% dei detti “incarichi di decisione”. Nell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, come sapete, le deputate rappresentano il 53,2% dell’attuale legislatura.
Non si tratta di un regalo o di una concessione da parte di qualcuno.
Come ha affermato il compagno Raúl nel suo messaggio d’auguri alla Federezione delle Donne Cubane in occasione del suo 35º anniversario, quando ha detto:«La Federazione non solo ha svolto un ruolo decisivo nella battaglia per l’uguaglianza della donna, e Fidel comprendeva che allora stava appena cominciando, ma ha fatto qualcosa di molto pi`importante , ha guadagnato il diritto che tutti i cubani la sentiamo come cosa propria, perché le nostre   
federate hanno saputo mettere la loro schiena nel lavoro, lo studio e la difesa, e sono state sempre disposte a condividere con i loro compagni  allegrie, pericoli e difficoltà».
Anche nelle ultime elezioni si è alzata la proporzione delle delegate di circoscrizione che è di circa il 36%. Nonostante questo non siamo ancora sodisfatti con questa percentuale che non corrisponde al ruolo e agli impegni che la donna realizza nella comunità.
Sappiamo che non è per mancanza di prestigio, nè di autorità; al contrario con frequenza domina il desiderio di proteggere la vicina che quando torna dal suo lavoro inizia un’altra giornata, generalmente più faticosa, dato che deve assumere tutti gli impegni domestici. È una cosa in cui noi uomini abbiamo avanzato un pochino, ma non abbastanza..

La Federazione delle Donne Cubane è conseguente all’impegno che significa essere stata fondata dal leader storico della Rivoluzione. Photo: *Dunia Álvarez Palacios

Anche le istituzioni si devono sforzare di sviluppare servizi e prodotti che diminuiscano la fatica degli impegni domestici nella misura in cui le possibilità economiche lo permettono.
I passi avanti della donna in tutti gli ordini costituiscono un’importante forza per la Federazione delle Donne Cubane e la pone in condizione di proporsi impegni superiori. È già determinante la forza femminile nei settori decisivi, non solo nell’educazione e la salute dove lo sono da tempo, ma anche e sempre più in produzioni e servizi di gran peso nell’economia nazionale.
Pertanto si deve pensare a vie che contribuiscano a un ruolo più protagonista della Federazione delle Donne Cubane in questi importanti fronti, senza diminuire l’attenzione ai restanti.
Molte volte le delegate hanno citato il nostro Comandante in Capo, il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz e Vilma Espín, presidente per sempre di questa organizzazione (Applausi). Non poteva essere diversamente. In ogni conquista realizzata dalla donna cubana in questi anni sono presenti il loro pensiero e la loro permanente azione, non poche volte di fronte a concetti e pregiudizi radicati profondamente nella mente di buona parte dei nostri compatrioti.
In questa lunga battaglia che continua sempre, ma nella quale sono notevoli i successi, è necessario risaltare lo straordinario ruolo svolto da Vilma. L’amore e la passione con cui lavorava a favore dell’infanzia, della gioventù,  delle persone discriminate o in situazioni di svantaggio (applausi), la sua battaglia permanente per far prevalere sempre più il rispetto di diritti di ogni essere umano senza alcuna distinzione.
La sua infinita pazienza con la dolcezza che la caratterizzava, per persuadere, convincere senza imporre criteri, ma con totale fermezza e senza fare la minore concessione nei principi.
Il miglior omaggio a Vilma è continuare la sua opera e così hanno fatto le nostre federate. Sono giunte a questo Congresso con risultati superiori nei principali indici e in particolare nel lavoro delle delegazioni e dei blocchi, l’anello dove si materializza e si fa effettivo il lavoro dell’organizzazione.
Questi passi avanti hanno come punto di partenza l’analisi obiettiva e autocritica del loro lavoro che ha seguito uno sforzo organizzativo e sistematico incamminato a risolvere ogni deficienza in maniera costante, senza pretendere di fare salti spettacolari. Sappiamo che questo ha necessitato uno sforzo notevole soprattutto per i quadri professionali e le dirigenti di base che con frequenza hanno assunto funzioni di altri incarichi scoperti.  
Si sta comprendendo meglio a tutti i livelli che le circostanze attuali sono molto differenti da quelle che si esistevano anni fa. Una realtà che agisce sulla mente delle persone e si manifesta nella loro condotta. Sarebbe assurdo pensare che i metodi e le forme d’attuazione che l’organizzazione ha usato anni fa renderebbero gli stessi frutti nel presente.
E non sciu`pare il tempo lamentandosi che la gente già non risponde o che è calato l’entusiasmo, senza valutare che non si è lavorato bene, pensando con spirito innovatore. Per questo è tanto importante che come risultato del processo organico del Congresso si continui a migliorare la proposizione tra dirigenti sperimentate e giovani, perche queste ultime, per ovvie ragioni, sono le più disposte ad esplorare nuovi cammini.
Com’e logico tutto questo non significa che tutto va bene e così lo ha analizzato il Congresso in cui,  per fortuna, sono state praticamente assenti cose cosi dannose come l’auto compiacenza e i trionfalismi. Ci saranno sempre dei punti in cui si avanza ameno, mancanze nuove o vecchie da sradicare, problemi da risolvere e incomprensioni da spiegare.
Questa è la battaglia del rivoluzionario.
Ed è così soprattutto in un’organizzazione come questa che integra più del 90% delle adulte e adolescenti del paese, che rappresentano un ampio ventaglio di interessi, costumi, conoscenze etc., ma sono unite da qualcosa di decisivo: tutte sono cubane e amano la terra dove sono nate. È un insegnamento d’enorme importanza che ci ha trasmesso Fidel in quello storico 23 agosto del 1960, ed è la bussola che deve guidare sempre l’organizzazione.
Così come avete valutato sono presenti mancanze nel funzionamento interno, soprattutto in alcune strutture di base ed anche a livelli municipali.
I compiti organizzativi, i documenti e il controllo non costituiscono in sè un obiettivo da realizzare e non devono stare al centro del lavoro nè venire super dimensionati, in nessun caso, perchè le riunioni e pezzi di carta non risolvono i problemi.
Ma tutto questo non elimina la loro importanza; sono la base dell’unione, delle azioni unite, incamminate verso un fine.
Senza un corretto funzionamento è impossibile un lavoro effettivo nei fronti fondamentali: per esempio la raccolta della quota sulle cui mancanze si è discusso abbastanza nel Congresso, contribuisce all’unione, al contatto con le federate e al senso d’appartenenza all’organizzazione e questo è molto più importante dell’apporto all’auto finanziamento che, ovviamente, è anche necessario.
Quindi si deve dare l’attenzione necessaria al funzionamento partendo dal principio che none esistono due luoghi con la stessa situazione e in ognuno si deve fare quello che è necessario lì.
Il Partito a tutti i livelli deve collaborare di più con voi in questo, soprattutto nei municipi.
In settori di grande importanza come il lavoro sociale e la prevenzione, senza dubbio, si è avanzato e oggi la situazione è migliore di quella di cinque anni fa. Qui sono state citate le numerose e importanti  incombenze realizzate dalle Case d’Orientamento della Donna e della Famiglia, dalla Casa Editrice  e dal Centro di Studi della donna.  Le molte esperienze positive nelle province e nei municipi dimostrano l’importanza d’incentivare la creatività nella base.
La maggioranza logicamente sono state realizzate con altre organizzazioni di massa e politiche e con gli specialisti dei ministeri d’Educazione, del Lavoro e della Sicurezza Sociale, di Salute Pubblica e del Ministero degli Interni che, come il Congresso ha riconosciuto, sono stati sempre disposti a collaborare con la Federazione delle Donne cubane, non solo perché è il loro dovere, ma perchè comprendono che questa stretta alleanza apporta benefici ai loro organismi e al paese, nel loro insieme.
Soddisfa soprattutto costatare che voi siete le prime a non essere soddisfatte con i vostri risultati, che siete coscienti della necessità di fare molto di più, soprattutto nell’interesse della prevenzione, un fronte che per l’alto grado di sensibilità e umanesimo che richiede, rende insostituibile nel lavoro della donna «il miele del suo affetto», come disse Martí.
Quando già esiste il problema, non c’è altra alternativa che affrontarlo, ma è molto più valido scoprirlo a tempo e agire sulle cause e le condizioni che costituiscono un  brodo di coltura di condotte anti sociali o malavitose, o quando sorgono indizi che qualcuno sta prendendo uno di questi cammini.
Vi chiedo di stare attente ugualmente ad altri problemi che non hanno questo carattere, come le gravidanze precoci, che danneggiano molto le adolescenti, i loro figli, il resto dei familiari e quindi la società.
D’essere coscienti che l’essenziale non è il numero degli impegni realizzati, ma la qualità e l’effettività di questi. Chidersi spesso se stanno dando risultati, se sono realmente impegni adeguati a questo luogo e nei momenti concreti, perché nessuna situazione è statica.
La comunità è sarà sempre  lo scenario por eccellenza della  Federazione delle Donne Cubane, e come suoi elementi di base, la scuola e la famiglia, e soprattutto con quest’ultima è necessario incrementare e perfezionare il lavoro dell’organizzazione.
Nel quartiere, le nostre compatriote godono di un rispetto e una considerazione più che meritate, guadagnate nello scontro quotidiano con le molte difficoltà che il blocco impone alla vita casalinga e per essere come paladine della solidarietà tra vicini, che ha reso possibile superare numerosi ostacoli, in particolare quando avvengono disastri naturali o ci sono situazioni difficili, come accadeva nel periodo speciale. Per la loro stoica dedizione alla cura di nonni, genitori e  figli e all’educazione di bambini, adolescenti e giovani.
La difesa è sempre un fronte molto importante come dimostrano abbondantemente gli avvenimenti più recenti.
Tra i vari compiti la Federazione delle Donne deve contribuire a far sì che cresca il numero delle ragazze e soprattutto dei genitori che comprendono il valore del Servizio Militare Volontario Femminile in un paese dove la situazione demografica rende imprescindibile l’apporto della donna alle Forze Armate, nelle cui fila si consolidano anche la loro formazione e contano con grandi possibilità di specializzazione.
La Federazione continuerà ad avere molte cose da fare, metodi e forme per realizzarle, ma deve tenere sempre presente che niente sostituisce la conversazione franca e diretta con le persone che è molto valida per stimolare coloro che si distaccano o per riconoscere semplicemente chi compie il suo dovere indipendentemente dagli omaggi o dai diplomi.
Lo è anche di più quando si tratta di chiarire temi importanti o influire positivamente su qualcuno che sta commettendo errori.
  Conversare, come insiste con frequenza il compagno Raúl, guardando direttamente negli occhi e criticando con franchezza l’atteggiamento negativo, farlo da uguale a uguale, non con un atteggiamento da superiore che fa il sermone al subordinato.
Questo lavoro quotidiano che come norma appare anonimo, costituisce senza dubbio il maggior apporto della Federazione nell’impegno di fare ogni giorno migliore, più disciplinata, giusta  solidale la nostra società.
Nella misura in cui più quadri professionali, dirigenti di base e federate in generale faranno proprie queste idee e agiranno in conseguenza, sarà più efficace il lavoro della Federazione delle Donne Cubane.
Ora, com’è stato fatto dopo il Congresso precedente e meglio di quanto è possibile, la prima cosa sarà implementare gli obiettivi approvati.
Valutarli nel Comitato Nazionale e quindi in ogni provincia, municipio, blocco e delegazione, per intraprendere immediatamente le azioni che permetteranno di materializzare quelle che si aggiustano alle caratteristiche concrete di ogni luogo.

Care compagne:

La Federazione delle Donne Cubane ha saputo mantenersi nel luogo d’onore dove l’ha saputa situare Vilma: è stata conseguente con l’impegno che significa essere stata fondata dal leader storico della Rivoluzione, che è stato il suo principale promotore, il più fermo e convinto della sua importanza e del suo ruolo insostituibile nella società e nello stesso tempo i principale fomentatore di ognuno dei suoi compiti.
In nome della direzione  del nostro Partito, che tutte le federate ricevano un meritato riconoscimento per il lavoro realizzato, così come la direzione dell’organizzazione,  la sua segreteria generale e la compagna Teresa Amarelle Boué.
Come esortò il compagno Fidel quel 23 agosto del 1960, quando disse:
«E adesso a lavorare, a organizzare, a porre  in attività lo spirito creatore, l’entusiasmo della donna cubana, per far sì che la donna cubana in questa tappa rivoluzionaria  faccia sparire anche l’ultima traccia di discriminazione ed abbia, la donna cubana, per le sue virtù e per i suoi meriti, il luogo che le corrisponde nella storia della Patria».

Federate:

State sempre all’altezza di questo richiamo alla lotta di vigenza permanente!
Viva la Federazione delle Donne Cubanas! (Esclamazioni di: Viva!)
Gloria eterna a Vilma Espín! (Gloria!)
Viva Fidel! (Viva!)
Viva Raúl! (Viva!)
Patria o Muerte!
Vinceremo! (Ovazione). (Versione Stenografica  del Consiglio di Stato7/ Traduzione Gioia Minuti).