ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Per aiutare nell’educazione popolare e nei processi comunitari, nelle problematiche sulla sessualità, l’identità di genere, la salute e i diritti sessuali, più altri temi affini, in Cuba funziona il Centro Nazionale d’Educazione Sessuale (Cenesex), fondato il 28 dicembre del 1988.

Questa istituzione specializzata appartiene al Ministero di Salute Pubblica, è accreditata come centro di studi post-laurea unita all’Università di Scienze Mediche de L’Avana dal 2006.

Fa parte dell’Associazione Cubana delle Nazioni Unite, dell’Associazione Mondiale per la Salute Sessuale, la Federazione Latinoamericana delle Società di Sessuologia e di Educazione Sessuale, l’Associazione Internazionale delle Lesbiche e dei Gays e l’organizzazione con lo stesso nome dell’America Latina e i Caraibi.

«Promuove l’educazione della sessualità dal paradigma emancipatore del socialismo, tenendo come base le contraddizioni generate nei temi del godimento sessuale pieno nelle persone come un diritto umano inalienabile in qualsiasi società, che vanno superate in funzione dello sviluppo stesso dell’umanità», ha dettagliato a Granma Internacional il Master in Scienze Manuel Vázquez Seijido, vice direttore dell’entità.

Per questo si vale di tre aree della conoscenza scientifica: l’assistenza medica relazionata con funzioni docenti e investigative, il lavoro comunitario per la sensibilizzazione della popolazione e la consulenza giuridica per i temi del compimento della legalità prescritta nei differenti codici legislativi.

« La nostra istituzione risulta molto diversa per le attività che realizza. Da un lato dedica importanti sforzi all’investigazione scientifica per ottenere le basi che sono fondamenta nei processi di specializzazione prima e dopo la laurea, Contiamo con programmi per diplomi e master e lavoriamo a uno di dottorato.    

Inoltre impartiamo vari corsi e addestramenti che offriamo a livello nazionale e internazionale. Sviluppiamo anche varie azioni a livello comunitario, rese visibili nelle quattro giornate fondamentali, eseguite tutto l’anno con un grande impatto sociale e mediatico», ha affermato il dirigente.

LE GIORNATE DEL CENESEX

 

Al principio dell’anno inizia la Giornata maternità e paternità uguali in diritto e responsabilità, che si estende dal 14 febbraio al Giorno del Papà, in giugno, e comprende anche il Giorno della Mamma. Lì si presta una speciale attenzione a modelli d’allevamento dei figli in tutta la loro diversità e s’incorporano attività docenti di sensibilizzazione e d’impatto comunitario, come fiere, presentazioni di libri e altro.

In coincidenza si svolge la Giornata cubana contro l’omofobia e la transfobia che si celebra dal 2007. Nell’anno che trascorre si è svolto l’11º capitolo.

La principale attrazione è la conga nelle strade principali della città selezionata come sede con l’apporto di artisti e musicisti.

Nell’attività si coinvolgono le differenti strutture del Partito in alleanza con un gruppo d’istituzioni del Governo, come la Polizia, i ministeri di Cultura e dell’ Educazione, l’Istituto Nazionale degli Sports, Educazione Fisica e Ricreazione e varie entità di Salute Pubblica.

Si realizza anche la gala cubana contro l’omofobia e la transfobia, che accoglie un gruppo importante di attivisti e della popolazione con un’alta incidenza del gruppo di Lesbiche, Gays, Transessuali, Bisessuali e Intersessuali (LGTBI) e di numerosi artisti. Vi partecipano funzionari e dirigenti a livello nazionale, che appoggiano il lavoro del Cenesex.

In agosto e settembre si svolge la giornata per il Giorno Mondiale della Salute Sessuale, che si realizza nel paese dal 2012, in una data internazionale, stabilita dall’Associazione Mondiale di Salute Sessuale e che ogni paese che appartiene all’organizzazione celebra ogni anno circa il 4 settembre con diverse attività

In questa occasione si cerca di richiamare l’attenzione sui temi vincolati alla salute sessuale e su quella dedicata a bambine, bambini, giovani e adolescenti.

Per chiudere l’anno si lavora alla giornata contro la violenza di genere che inizia il 25 novembre, giorno identificato dalle Nazioni Unite per mettere a fuoco l’esclusione, la discriminazione e le aggressioni sofferte dalle donne e dalle bambine, anche se le soffrono altri gruppi e si manifesta in bullismo, scherzi ed espressioni naturalizzate di carattere segregazionista.

«Noi utilizziamo la giornata per richiamare attenzione su tutte le forme di violenza sulle donne lesbiche, transessuali, sugli uomini gays, gli uomni trans e verso uomini eterosessuali. Questa Giornata termina il 10 dicembre nel Giorno Internazionale dei Diritti Umani e comprende nel periodo il 1º dicembre, che si celebra in tutto il mondo come Giorno di risposta al VIH e il 5 dicembre come giorno del volontariato vincolato alla lotta contro le epidemie», ha specificato

Vázquez Seijido.

Le Giornate sono caratterizzate da campagne mediatiche, corsi di sensibilizzazione e volantini esplicativi su differenti temi; si svolgono seminari scientifici, eventi culturali e azioni nei quartieri, collettivi studenteschi e lavorativi.

«Inoltre offriamo servizi scientifici assistenziali disegnati per collegarci alle principali problematiche e ai malesseri associati alla salute e ai diritti sessuali delle persone.

In queste consultazioni acquistiamo una conoscenza che ci permette di prendere decisioni sulle nostre campagne educative, corsi e investigazioni. È una specie di laboratorio per esplorare le differenti tematiche della società attuale», ha affermato il vice direttore generale del Cenesex.

 

AIUTO E CONSULENZA

 

Chi viene in questa istituzione cerca aiuto per la sua salute sessuale e appoggio per i suoi diritti sessuali. Nella consulenza giuridica si stabiliscono accompagnamenti per tutti coloro che sentono vulnerabilità nei loro diritti.

Inoltre si offrono orientamenti e terapia sessuale per cercare soluzioni ai malesseri come disfunzioni sessuali e altro.

La psicologa Ana María Cano López incaricata del servizio d’attenzione a bambini, bambine e adolescenti che hanno sofferto abusi sessuali, creato nel 2005 con l’appoggio di UNICEF (Fondo della ONU per l’infanzia) coincide con lui su come assistere le piccole vittime di situazioni di violenza, sia maltrattamento infantile o abuso sessuale.

«I casi provengono dal Centro di Protezione dei Bambini, Bambine e Adolescenti che si trova qui a L’Avana. Esistono tre centri di questo tipo nel paese. Uno qui nella capitale, un altro a Villa Clara e un ultimo a Santiago di Cuba. Noi lavoriamo in modo coordinato con il più vicino. Non riceviamo tutti i casi, ma solo quelli identificati con la necessità di seguire l’assistenza psicologica e per le caratteristiche del paziente. Non siamo l’unico servizio di questo tipo nel paese, perchè esistono altri luoghi della città e in varie province che seguono questi casi», ha spiegato la dottoressa, aggiungendo che le terapie dipendono dalla storia di ogni paziente. Quelli ricevuti in maggioranza hanno vissuto situazioni d’abuso lascivo con minori, in maggioranza le bambine. L’età varia tra 10 e 13 anni. Con il primo contatto formiamo la storia clinica specificando le tracce psico-sessuali nel bambino. Si assistono assieme il padre, la madre o un tutore legale. Poi seguiamo con valutazioni psicologiche periodiche sino a quando consideriamo che non necessitano più i nostri servizi.

Valutiamo dove c’è un danno psicologico in accordo con il trauma ricevuto.

Poi lavoriamo con il bambino in maniera terapeutica in differenti sessioni di lavoro», ha aggiunto.

Lei è una delle dipendenti che lavora da più tempo nell’istituzione, con 28 anni di presenza. È giunta molto giovane, quando frequentava ancora l’università.

Si è avvicinata con l’interesse di frequentare corsi di specializzazione in temi affini alla sessualità ed ebbe la possibilità di studiare vari casi patologici e innamorasi della professione.

«Questa è stata la mia scuola. Io ho visto crescre questo centro», puntualizza la specialista, fatto riconosciuto anche dalla giovane sociologa Delia Rosa Suárez Socarrás, specialista del dipartimento d’investigazioni e docenza, e che lavora all’integrazione sociale delle persone LGTBI.

«Un gruppo di abilità che ho sviluppato in questo luogo non le avrei potute realizzare in un altro scenario. Qui i livelli d’esigenza sono alti, si ha fiducia nei giovani e quindi ci danno gruppi di responsabilità per farci crescere e divenire forti in maniera integrale.

Oltre all’impegno delle persone che lavorano qui e dei temi che tocchiamo indistintamente, sapere che puoi apprendere risorse per la tua vita quotidiana è molto importante», ha riconosciuto la giovane che dalla nascita ha limiti di motricità.

Lei afferma che lavorare con la popolazione del gruppo LGTBI l’aiuta a superare le sue stesse difficoltà.

«Dall’accademia si pensa che il professionista è quello che offre tutta la conoscenza ma senza dubbio quando affronti le differenti situazioni ti rendi conto che le altre persone di insegnano tutti i giorni.

Mi muove il fatto che loro hanno subito discriminazioni ed esclusioni in molti spazi della loro vita. Parlo della famiglia, la scuola, i centri di lavoro, le comunità, e accumulano storie di vita che tendono ad essere tristi, ma hanno molti buoni sentimenti da offrire», riconosce Suárez Socarrás.

Questo criterio lo condivide anche la giovane Marais del Río Martín, che realizza investigazioni sulle relazioni di coppia delle persone transessuali.

Le due ragazze preparano la loro tesi di master e coincidono nel riconoscere che questi gruppi della società offrono la possibilità di pensare che possiamo sforzarci per ottenere cose migliori, perchè altri si sentano felici.