ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Díaz-Canel. Photo: Estudio Revolución

Una frase di Fidel ha guidato ieri giovedì 20, la cerimonia per il termine della partecipazione della Brigata Medica Cubana nel programma Más Médicos per il Brasile: «Nessuno potrà sabotare la cooperazione di Cuba con altri paesi del Terzo Mondo. Fatti e non parole, azione rapida e non attesa per le calende greche, quando ci sono esseri umani di paesi poveri che stanno morendo tutti i giorni a tutte le ore».  
Il Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, alludeva precisamente alle essenze umaniste del Comandante in Capo, dirigendosi a una rappresentazione dei medici che sono tornati a Cuba,
dopo aver compiuto con onore la loro missione.
«Il ritorno nella Patria non è un finale, è un inizio - ha detto - voi arrivate in un momento importante per Cuba, quando siamo al punto di approvare la nuova Costituzione che sarà sottoposta a referendum il prossimo 24 febbraio.»
«Voi che ritornate nei centri di lavoro o partirete per partecipare a un’altra missione, siete parte di questo popolo che offre prove d’eroismo. A nome del Partito e del Governo voglio reiterare che siamo profondamente orgogliosi di ognuno di voi, come lo siamo del resto dei collaboratori della Salute che partecipano a missioni in altri 66 paesi … voi siete un simbolo del paese che vi ha formato e siete anche l’espressione  del tipo di uomo e di donna ai quali aspiriamo per la società cubana, basati sulla giustizia e l’umanismo e non la sulla legge del più forte».
La cerimonia si è svolta nell’Unità Centrale di Cooperazione Medica dove si trovavano José Ramón Machado Ventura, Secondo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba; i membri del Burò Politico Roberto Morales Ojeda, vicepresidente dei consigli di stato e dei Ministri, Bruno Rodríguez Parrilla, ministro delle Relazioni Estere, e José Ángel Portal Miranda, titolare del Ministero di Salute Pubblica.
La collaboratrice Indira García Arredondo, che è tornata nell’Isola dopo aver prestato i suoi servizi nello stato di Sao Paulo, ha affermato a nome dei suoi colleghi: «Si conoscono la feroce campagna che sperimentiamo tutti, le azioni permanente per piegarci, la carota che ci promettono quei falsi profeti della libertà e della democrazia, mille volte calpestate da loro stessi. Ma si sono sbagliati… Il nostro lavoro è terminato con risultati che nemmeno gli stessi nemici hanno potuto nascondere; abbiamo trasformato gli indici di salute ed abbiamo migliorato la qualità di vita di milioni di brasiliani».
Nella cerimonia sono stati elogiati gli organismi che hanno assicurato la partecipazione di Cuba al programma Más Médicos per il Brasile e il ritorno dei medici cubanai nel paese in soli 20 giorni, i ministeri delle Relazioni Pubbliche, del Commercio Estero e l’Investimento Straniero, del Trasporto, di Salute Pubblica, il Banco Centrale di Cuba, la Dogana Generale della Repubblica e i media di comunicazione di massa. ( GM – Granma Int.)