ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Diaz-Canel. Photo: Estudio Revolución

Al termine del  del 2018 l’economia cubana avrà una crescita del PIL leggermente superiore al 1% «ma questa crescita anche se discreta tuttavia non impatta nella popolazione come necessitiamo, ma è meritevole per le condizioni in cui si è ottenuta senza deficit nel conto corrente, partendo dalle misure prese soprattutto nel secondo semestre dell’anno ».
Il Presidente cubano, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, intervenendo ieri domenica nella commissione deitemi economici durante le giornate dilavoro del  Secondo Periodo Ordinario di Sessioni della IX Legislatura, ha fatto qusta valutazione.
Ha assicurato a proposito delle deficienze presenti nella realizzazione del Piano 2018, che si devono alla complessa situazione economica che affrontiamo, che è relazionata con problemi accumulati nell’ordine strutturale del funzionamento e delle insufficienze proprie, che dobbiamo risolvere. E non si possono sottovalutare l’impatto del blocco che si è indurito con l’amministrazione Trump, e soprattutto la persecuzione  finanziaria.
Di fronte a questo scenario ha insistito che dobbiamo superare un pezzetto di ogni problema ogni giorno, ed ha aggiunto che le sfide vanno affrontate con la capacità dei dirigenti, perchè  la battaglia economica continua ad essere l’impegno fondamentale ed anche il più complesso, perchè è quello che riguarda di più la gente.
«Il popolo aspetta una risposta economica che impatti nella sua quotidianità: per questo la maggior parte del tempo di tutti noi deve dirigere questa battaglia per eliminare gli inciampi dal cammino che conduce alla soluzione dei problemi economici».
È necessaria una pianificazione che mobiliti e che non permetta che, con  la burocrazia, si immobilizzi tutto quanto è previsto, ha sostenuto il Presidente cubano.
Nel Piano 2019, ha detto è realista, ma è l minimo che possiamo fare.
E per realizzarlo bene avremo potenzialità per fare di più. Ma se ci sono burocrati, se c’è gente che ritarda nel prendere decisioni, esportare, incassare, se ci sono persone che non hanno la sensibilità che esigono le circostanze, allora quanto pianificato s’immobilizza.
Si tratta, ha sottolineato, di rivedere i tempi di lavoro, per non lasciare spazio alla burocrazia e perchè tutto il necessario per lavorare si faccia immediatamente.
Per questo è urgente rinforzare le strutture di direzione e di gestione economica. Si devono cercare le persone più preparate per questa attività e specializzarle.
È anche necessario approfittare del talento di economisti, scienziati, specialisti, accademici, in modo  che siano coinvolti nelle soluzioni.
 Si dev’essere più coerenti con quanto progettato nel Concetto di Modello Economico, documento teorico della costruzione del socialismo nelle condizioni di Cuba, con un alto carattere ideologico.
Ugualmente ha chiamato all’attenzione e soprattutto alla sistematicità nell’implementazione delle Linee senza dogmi e con realismo.
Sull’importanza di rinforzare l’impresa statale, Díaz Canel  ha puntualizzato che sono state prese misure, ma che tuttavia la su autonomia è limitata. Inoltre si devono incatenare e vincolare le imprese miste, il settore non statale e l’investimento straniero, si devono armonizzare e integrare tutti gli attori economici e le forme di gestione che operano nel paese.  
Altri temi d non tralasciare del suo intervento : fomentare l’investimento straniero, chiudere il ciclo delle esportazioni,  riscattare antichi prodotti e identificarne di nuovi, perfezionare l’uso dei crediti, potenziare l’industria nazionale,  rendere più efficienti i processi degli investimenti.
Díaz-Canel  ha risaltato l’importanza della produzione dello zucchero perchè genera entrate liquide, garantisce esportazioni, alimento animale ed energia, oltre a vari derivati.
Inmodo uguale ha fatto commenti sul tema della generazione di posti di lavoro  e dell’uso del Contributo Territoriale in funzione dello sviluppo locale, in una forma che permetta inoltre di fomentare opere sociali, generare entrate attraverso processi di produzione e dei servizi.
L’ ordine del settore non statale, senza pregiudizi è stato un altro tema analizzato.
Si deve perfezionare, ha detto,  ed eliminare le illegalità ma con tatto. Si devono anche combattere l’inefficienza e le illegalità nel settore statale e soprattutto la deviazione del combustibile.
Miguel Díaz-Canel ha reiterato che, come ha detto il Generale d’Esercito, «Non possiamo spendere più di quello che guadagniamo e non possiamo prendere impegni che non siamo capaci di realizzare».  Queste idee si sottolineano nel Piano 2019 che ha un profondo senso obiettivo e realista».
Siamo davanti a un Piano, ha indicato, che s’incornicia in quello che siamo capaci di guadagnare e pagare, e ciò nonostante garantisce una crescita e assicura investimenti associati a programmi prioritari per il paese.
Se lavoriamo in questo modo possiamo creare le basi per far sì che la nostra economia lentamente passi a un funzionamento più naturale, dove i meccanismi amministrativi diano il passo a meccanismi economici.
Non c’è altra maniera di fare il Piano 2019, un anno d’ordine e aggiustamenti senza rinunciare alla crescita. (GM – Granma Int.)