ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Photo: Juvenal Balán

L’Avana, 14 dicembre 2018

In Difesa dell’America Latina e dei Caraibi come Zona di Pace.

I capi di Stato e di Governo dei los paesi membri dell’Alleanza Bolivariana per i popoli di Nuestra America-Trattato del Commercio dei Popoli  (ALBA-TCP) riuniti a L’Avana, in occasione del XVI Vertice dell’ ALBA-TCP:
Ispirati dall’incontro fraterno dei  Comandanti Fidel e Chávez, nella prima visita di questi a Cuba, il 14 dicembre del 1994, che pose la semente  della nostra cooperazione:

1. Reiteriamo la nostra volontà di continuare a fomentare la costruzione di un nuovo ordine internazionale, democratico, giusto, inclusivo ed equo, nel quale sia effettiva l’uguaglianza sovrana tra gli Stati e il rispetto della libera  autodeterminazione dei popoli; un ordine che promuova la cooperazione e el multilateralismo, e che nello steso tempo respinga l’interventismo e le azioni coercitive  unilaterali.

2. Ratifichiamo il nostro impegno con la concertazione politica, la cooperazione  e l’integrazione, coscienti che solo l’unità tra i nostri popoli doterà le nazioni   latinoamericane e caraibiche di una maggior capacità per far fronte all’ingerenza e al dominio politico ed economico storicamente imposto dai poteri egemonici globali.
 
3. Riaffermiamo la necessità di rinforzare la Comunità degli Stati
Latinoamericani e Caraibici (CELAC) come meccanismo di concertazione
politica regionale basato nel  più stretto rispetto e nella difesa dei
principi del Diritto Internazionale, includendo la soluzione pacifica delle controversie, la proibizione dell’uso e della minaccia dell’uso della forza, il rispetto del libera determinazione, della sovranità, dell’integrità territoriale e la non ingerenza nei temi interni di ogni paese.

4. Riconosciamo l’attivismo di El Salvador per favorire lo sviluppo e il rafforzamento della CELAC, così come riaffermiamo il nostro appoggio alla Bolivia nel suo esercizio della Presidenza Pro Tempore della CELAC nel 2019.

5. Insistiamo che le misure coercitive unilaterali sono contrarie alla Carta delle Nazioni Unite e al Diritto Internazionale, vulnerano le regole internazionali del commercio, minacciano la pace e la sicurezza  internazionali e restringono il godimento dei diritti umani della popolazione degli Stati contro i quali si applicano.
 
6. Segnaliamo la necessità che le organizzazioni internazionali e in particolare  l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), adottino le misure che ci vogliono per affrontare le violazioni alle norme del commercio internazionale comprese nelle misure coercitive unilaterali, e che gli Stati e i loro gruppi adottino azioni per impedire gli affetti dell’extraterritorialità che  le accompagnano.

7. Denunciamo il carattere extraterritoriale di  molte di queste misure
che non solo danneggiano gli indici  socioeconomici degli Stati colpiti, ma danneggiano anche gli interessi economici e commerciali di terzi.

8. Esprimiamo la nostra preoccupazione per le aggressioni e le azioni contro la pace e la sicurezza regionali e soprattutto le minacce dell’uso della forza contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela che attentano il Proclama dell’America Latina e i Caraibi come Zona di Pace, firmato dai capi di Stato e di Governo nel II Vertice della CELAC, realizzato a L’Avana il 28 e 29 gennaio del 2014.

9. Segnaliamo la resistenza del Governo e del popolo del Venezuela di fronte all’ingerenza esterna e alle misure coercitive unilaterali, e alla costante manipolazione mediatica contro questo paese.
 
10. Reiteriamo il nostro appoggio e riconoscimento al Governo eletto del presidente Nicolás Maduro Moros al quale auguriamo successo nella sua gestione al fronte della Repubblica Bolivariana del Venezuela, a partire dalla  consegna del potere il prossimo 10 gennaio del 2019.

11. Respingiamo le azioni d’ingerenza del Governo degli Stati Uniti, che utilizza ancora una volta la OSA nella sua politica interventista contro la sovranità, l’autodeterminazione e l’ordine costituzionale della Repubblica Bolivariana del Venezuela, del Nicaragua e di  altri paesi.

12. Ratifichiamo il nostro appoggio senza condizioni al governo e al popolo del
Nicaragua nella sua decisione di continuare a difendere la sua sovranità, la pace, le notevoli conquiste sociali, economiche, di sicurezza e di unità nazionale conquistati.

13. Reiteriamo il reclamo della comunità internazionale che esige l’eliminazione  senza condizioni del blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti a Cuba, ch è una violazione assoluta, flagrante e sistematica dei diritti umani del popolo cubano, il cui carattere extra territoriale danneggia tutti gi Stati. Celebriamo l’approvazione nell’Assemblea Generale delle Nazioni
Unite, per la 27ª volta, della risoluzione che reclama la fine del blocco e ratifica la condanna di questa frustrata politica.

14. Reiteriamo la nostra solidarietà con il compagno Lula Da Silva, leader
emblematico di Nuestra America, prigioniero político in Brasile.

15. Lamentiamo le modifiche annunciate al Programma “Más Médicos
para Brasil”, che impongono condizioni inaccettabili e non rispettano le garanzie accordate per la partecipazione dei medici cubani al Programma. . Respingiamo gli attacchi alla dignità, alla professionalità e all’altruismo dei collaboratori cubani.

16. Riaffermiamo il nostro appoggio e il nostro impegno al popolo e al governo della Bolivia nel suo storico e giusto diritto di un’uscita sul mare con sovranità.
Invitiamo la Repubblica del Cile e lo Stato Plurinazionale della Bolivia a iniziare nuovamente il dialogo e gli scambi, nella cornice della sentenza della Corte Internazionale di Giustizia, con il proposito di risolvere la chiusura  marittima della Bolivia.

17. Respingiamo  energicamente le misure adottate contro i fraterni paesi dei Caraibi, considerandoli giurisdizioni non cooperative ed esortiamo a rivedere i criteri di che li pongono tra i paesi a reddito medio, cosa che rende più difficile il loro accesso al credito e alla cooperazione internazionale.


18. Riaffermiamo  il nostro continuo appoggio ai paesi dei Caraibi nel nostro continuo reclamo del compenso per il genocidio della popolazione nativa e gli orrori della schiavitù e la tratta.
 
19. Riaffermiamo il nostro impegno d’affrontare  il cambio climatico,
coscienti che le cause  di questo fenomeno radicano nei modelli
irrazionali di produzione e consumo  imposti dal sistema
capitalista. Le aggressioni alla nostra Madre Terra mostrano impatti
negativi  sempre più evidenti e questo impone premura nelle azioni della
comunità internazionale al rispetto.

20. Sottolineiamo la notevole  vulnerabilità dei nostri paesi di fronte agli effetti avversi del cambio climatico e ai disastri naturali.  L’ALBA-TCP chiama alla piena implementazione dell’Accordo di Parígi, prendendo come base il principio delle responsabilità comuni ma differenti, per fermare il riscaldamento globale e lavorare per lo sviluppo sostenibile in armonia con la natura.

21. Riaffermiamo il nostro impegno nella preservazione e il rafforzamento delle istituzioni sorte nel seno  ALBA-TCP, che  apportano benefici ai nostri popoli attraverso la cooperazione, la complementarità economica e la concertazione.

22. Esprimiamo la nostra volontà di studiare la possibilità d’implementare le nuove iniziative nel seno dell’ALBA-TCP, che promuovono il beneficio equo e complementare delle economie dei paesi membri.

23. Riconosciamo la necessità del dialogo costante tra le forze  politiche progressiste e dei movimenti sociali. L’ALBA-TCP  ha il dovere d’essere una piattaforma che favorisce l’incontro tra le organizzazioni sociali della regione, coscienti che l’unità dei nostri popoli costituisce il baluardo della sovranità degli  Stati latinoamericani e caraibici.

24. Felicitiamo il Governo e il popolo  cubani per il 60º anniversario del trionfo della Rivoluzione Cubana contro le forze  imperialiste degli Stati Uniti e la dittatura di Fulgencio Batista.

25. Ratifichiamo la piena vigenza delle parole del  Comandante in Capo Fidel Castro Ruz, il 18 ottobre del 1995 nel Undicesimo  Vertice del Movimento dei Paesi non Allineati ( MNOAL)  quando disse: «Non siamo semplici spettatori. Questo mondo è anche il nostro mondo. Nessuno può sostituire la nostra azione unita e nessuno prenderà la parola per noi.
Solo noi e solo uniti possiamo respingere l’ingiusto ordine politico ed economico mondiale che si pretende d’imporre ai nostri popoli». ( GM – Granma Int.)