ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
La targa che ricorda il luogo in cui furono fucilati gli otto studenti di medicina il 27 novembre del 1871. Photo: Archivo

«Chi, chi fu il primo nella processione del sacrificio, quando il tamburo della morte rimbombava, si udiva l’ondata dei singhiozzi e abbassavano la testa gli assassini ; chi era il primo, con un sorriso di pace sulle labbra e il passo fermo e quasi allegro e tutto in lui come già circondato di luce?
Scintillava nei corridoi delle aule un cubano fine e generoso, la bocca in fiore e un passero nell’anima, inanellata la mano e come un gioiello il piede, tutto piacere, regalo e carri, senza una ruga nell’allegro pensiero: e chi marciava a passo fermo alla testa della processione era il bambino monello e scervellato delle aule felici, quello con la mano inanellata e il piede come un gioiello!
E l’altro, il taciturno, quello che i suoi compagni consideravano un giovane poco impulsivo e scarsi avvisi?
Con bellezza superiore si animò il loro viso caduto, con superbo potere si alzò l’animo patrio, con abbracci fermi strinse i suoi amici che andavano alla morte e con la mano serena asciugò loro le lacrime.   
Così nei sollevamenti che verranno, dal petto più oscuro uscirà a trionfare la gloria! Così dal valore occulto cresceranno gli eserciti di domani!
Così con l’occasione sublime, gli indifferenti e i colpevoli di oggi, i vanesi e disattenti di oggi, competeranno nel fuoco con i più valorosi!
Il bambino di sedici anni andava davanti  sorridendo, circondato come di luce, voltando indietro la testa  per vedere se qualcuno gli si invigliacchiva (…) Cantiamo oggi davanti alla tomba indimenticabile l’Inno della Vita!»

(Frammenti del discorso di José Martí, “Los pinos nuevos” del 27 novembre del 1891)