ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Profilo del Presidente Días-Canel in Twitter. Photo: Twitter

I nuovi tempi implicano nuovi canali di comunicazione. Gli studi nazionali e globali sui consumi d’informazione da parte dei cittadini di differenti età e tendenze, rivelano che a questo punto del XXI secolo alle persone non basta vedere o ascoltare notizie attraverso radio e televisori, nè eleggere sula carta qualcosa che non possono appoggiare o ribattere.

La cittadinanza vuole interlocutori e se si tratta di persone con un alto potere di decisone nella vita sociopolitica ed economica delle loro nazioni, tanto meglio.

Le reti sociali facilitano immediatezza nell’emissione di messaggi e risposte e i siti web garantiscono l’accesso a pubblicazioni dirette delle fonti d’informazione.

Il 10 ottobre del 2018 quando si sono compiuti 150 anni dall’inizio del processi indipendentisti nazionali, il Presidente Miguel Díaz-Canel Bermúdez è diventato la più alta figura della politica in Cuba con un account in Twitter, una delle reti sociali più usate dai mandatari di tutto il mondo che vogliono un’interazione più diretta con i loro popoli e con altri attori politici.

Díaz Canel lo aveva promesso alla chiusura del X Congresso dell’Unione dei Giornalisti nel mese di luglio scorso, quando poco prima di cominciare il suo discorso disse all’udienza «prima di dicembre starò in Twitter».

Sino ad ora in Facebook le opinioni sul fatto se il mandatario deve o meno avere uno spazio erano diverse …

IN TWITTER PERCHÈ E PER FAR COSA?

Le reazioni sono state d’allegria tra chi ha visto la prossima apertura del canale come un’opportunità per conoscere di prima mano i pensieri del presidente della nazione.

Ma ci sono state anche reazioni contrarie i cui questionamenti si basano nelle condizioni in cui si accede a internet dall’isola… anche se esistono 755 siti pubblici con wifi e 211 sale di navigazione.

Come ha fatto conoscere di recente Mayra Arevich, presidente esecutiva di Etecsa, circa 51.728 famiglie dispongono del servizio di Nauta Hogar ed già è stata installata la tecnologia 3G in tutti i municipi, con capacità per offrire i servizi al 65% della popolazione. La presenza del presidente cubano in internet servirà per stringere i vincoli con le comunità dei cubani all’estero che ora avranno una via più semplice e rapida per inter agire con uno dei politici di maggior importanza nelle decisioni di tutto il paese.

Nel contesto internazionale, Twitter è considerato uno strumento positivo migliore di Facebook, soprattutto per quei leaders di sinistra delle nazioni sulle quali le vere informazioni vengono taclute o manipolate dai media della stampa con ampia portata e notorietà.

Secondo Twiplomacy, un progetto della firma Burson-Marsteller che s’incarica di studiare l’atteggiamento dei leaders globali nelle reti sociali, Twitter viene seguito specialmente in America Latina dove i presidenti tendono a inviare messaggi personalmente.

Uno studio pubblicato da questo progetto nel luglio del 2018, ha indicato che a sud del Río Bravo il presidente della Bolivia era stato l’ultimo a creare un account in Twitter, che il 91% dei governi sono in Facebook e il mandatario argentino Mauricio Macri è uno dei più seguiti in Snapchat e Instagram.

Come parte dell’investigazione di 951 account di capi di Stato e di Governo, è stato dimostrato che il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro —frequente bersaglio di una destra che domina e usa la tecnologia per consolidare la sua egemonia— occupa la posizione numero 12 tra i 50 leaders globali piu influenti nella piattaforma creata da Jack Dorsey nel 2006.

STARE DOVE C’È IL POPOLO

Cuba ha una straordinaria tradizione di comunicazione politica che supera l’uso tradizionale dei quotidiani, la radio e la televisione.

Fidel Castro, Comandante in Capo della Rivoluzione ha insegnato al popolo ad esigere informazioni e lo ha abituato con la sua pratica costante a ricevere spiegazioni su ogni situazione e misura assunta dal governo.

Come mostra, sono registrati nella memoria collettiva del paese i suoi lunghi discorsi nel mezzo di piazze stracolme di gente, gli interventi nelle tavole rotonde, i suoi percorsi nei luoghi piu insospettabili per conversare con le famiglie, le sue risposte alle lettere che gli inviavano al Consiglio di Stato e al Comitato Centrale del PCC…. e le sue Riflessioni, pubblicate originalmente in Cubadebate, un mezzo digitale nato per affrontare il terrorismo mediatico contro l’Isola.

«Internet sembra inventato per noi», aveva detto il fondatore della Rivoluzione in un contatto con i membri della UPEC.

Per questo non deve apparire così strano che i tempi moderni abbiano stimolato l’adozione delle reti sociali cominciando da Twitter come parte della strategia di comunicazione con il popolo.

E soprattutto quando il suo protagonista, l’attuale Presidente di Cuba, ha dichiarato pubblicamente e in maniera esplicita la volontà politica d’avvicinare sempre più l’uso della tecnologia alla popolazione cubana.

La politica integrale per il perfezionamento dell’informatizzazione della società cubana approvato nel febbraio del 2017 e pubblicata nel sito del Ministero delle Comunicazioni, spiega che una delle priorità è la messa in pratica del Governo Elettronico per migliorare l’informazione y los servicios ofrecidos a los ciudadanos, así como incrementar su participación.

Díaz, este 10 de octubre, ha dado un paso importante en función de lograr ese propósito.

Pero, si usted que lee este texto, jamás ha entrado a Twitter ni sabe lo que es, no se estrese. El presidente ha demostrado en sus casi seis meses de gobierno, que el contacto con el pueblo a través de recorridos regulares a todas las provincias del país continuará como uno de sus métodos fundamentales de trabajo. También se mantendrán el resto de los canales tradicionales y, quien sabe, quizás hasta se enriquezcan.

Si, por el contrario, es usted un consumidor de internet, aproveche la oportunidad para seguir de primera mano los mensajes del presidente de Cuba e intercambiar con él. El camino que está empezando contribuirá a fortalecer las maneras en que interactuamos con (y desde) el gobierno y todos podemos ser parte de eso.

USO DELLE RETI SOCIALI CON FINI POLITICI A LIVELLO GLOBALE

• Il 97 % per cento dei 193 Stati membri della ONu hanno account ufficiali.

L’account di questo organismo internazionale è il più seguito dai leaders mondiali.

• Il Ministero delle Relazioni Estere di Cuba ha aperto il suo account in questa rete nel mese di maggio del 2010.

• Tutti i governi del G20 hanno una presenza ufficiale e sei dei leaders del G7 hanno un account personale. Solo Angela Merkel rifugge dalla rete socile anche se ha un account inattivo dall’agosto del 2017.

• Dopo Twitter, è Facebook la seconda rete più popolare in quanto a diplomazia digitale. Seguono Instagram e finalmente YouTube.

• Trump è il presidente più seguito. Il suo tweet di maggior impatto sono state le “critiche” e quello che descrive come notizie false della CNN.

• Il francese, Emmanuel Macron, è il terzo mandatario più seguito dell’Unione Europea. Il suo messaggio di maggior impatto diceva «Make Our Planet Great Again», e fu inviato il giorno dopo il ritiro degli USA dall’accordo sul clima di Parigi.

• Papa Francisco mantiene nove account in lingue separate.

• La presidenza del Venezuela ha 14 account in differenti lingue ed è uno degli account più attivi del mondo.

• Il Regno Unito ha la rete più grande di diplomatici in twitter, con una registrazione di 413 diplomatici presenti in questo scenario. La Russia occupa il secondo posto.

• Barack Obama è stato il primo leader mondiale a creare uno account di Twitter il 5 marzo del 2007, quando era ancora senator dell’Illinois. (Fonte: Studio di Twiplomacy 2018). (GM – Granma Int.)