OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE

La giornata finale del XXIV Incontro Annuale del Forum di Sao Paulo a L’Avana è iniziata con una riunione generale speciale dedicata al pensiero del leader storico della Rivoluzione Cubana, Fidel Castro, e alla sua relazione con il Forum di Sao Paulo e la costruzione dell’unità latinoamericana e caraibica.

«Cos’è la storia di Cuba senza quella dell’America Latina, e cos’è la storia dell’ America Latina senza la storia di Africa, Asia e Oceania, e cos’è la storia di tutti questi popoli se non la storia dello sfruttamento più spietato e crudele dell’ imperialismo nel mondo intero?»

Ricordando queste parole di Fidel dette il 4 febbraio del 1962 nella manifestazione di massa dopo l’espulsione di Cuba dalla OSA, la riunione generale ha segnalato la vigenza del suo pensiero ed è servita da scenario per definirlo un portabandiera dell’unità, per comprendere che i popoli oppressi hanno un fronte di lotta comune.

Con la presenza di José Ramón Balaguer Cabrera, capo del Dipartimento delle Relazioni Internazionali del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, e Mónica Valente, segretaria esecutiva del FSP, lo storiografo della capitale, Eusebio Leal Spengler, ha preso la parola ed ha emozionato tutti ricordando che furono di Fidel il pensiero e l’azione in questa lotta per fare dell’America Nostra il luogo sognato da Martí.

«Uniamo la singolarità nell’unità, rispettiamo il ruolo di ognuno in questo processo di combattimento infinito e solleviamo lo spirito, a volte deluso da fatti circostanziali, ma mai vinto, perchè questa è la vigenza delle idee del Comandante» ha detto Leal.

.«Vediamo le immagini di Fidel universitario ed appare la volontà di ferro, il carattere ; fu un uomo nel senso stretto della parola, un uomo d’azione e di pensiero che ha sempre detto che il solo ruolo che non poteva interpretare era quello del codardo, che doveva avere il coraggio di scontrarsi e così fece», ha aggiunto.

Lo spazio è stato uno dei più emozionanti e attesi dell’incontro, al quale sono stati invitati presidenti, ex presidenti, primi ministri e altre figure d’alto livello, non solo dell’America Latina e dei Caraibi, ma anche di paesi lontani nella geografia, ma vicini per le idee come la Cina Laos e Siria.
Leal Spengler ha chiamato a seguire l’esempio dei grandi uomini della regione che oggi è la nostra Patria, da Simón Bolívar e José Martí a Hugo Chávez e Fidel Castro.

Poi ha citato Lula, fondatore del Forum, un esempio oggi «quando i suoi stessi nemici politici e anche i rappresentanti più duri tra i suoi avversari non possono nascondere quanto ha fatto per far rivivere, cambiare, far sapere al suo popolo che c’era un altro cammino».

«Se possiamo riunirci oggi e meditare su questi temi nello spazio del Forum di Sao Paulo, è perchè la Rivoluzione guidata da Fidel è sempre viva; se possiamo parlare dell’unità è perchè solo questa ha sostenuto il braccio dei cubani, e non sono venuti qui non perché non hanno voluto, ma perchè non hanno potuto. Qui non si tratta di sopravvivere, si tratta di trionfare», ha dichiarato ancora.

Durante il suo intervento, Evo ha raccontato un fatto molto illustrativo, di quando chiese al leader storico della Rivoluzione cubana come si fa la Rivoluzione e Fidel - ha ricordato Morales- gli rispose che la Rivoluzione si fa con il popolo».

La ex presidente del Brasile, Dilma Rousseff, ha segnalato dei momenti della storia della sinistra latinoamericana e del suo carattere progresista, riflesso nei Governi come in quello di Chávez, che ha continuità con Nicolás Maduro, tra gli altri .

Dilma ha valutato come la caratteristica più importante di Fidel, il suo immenso amore per i popoli del mondo, il suo impegno con la trasformazione dei popoli e con l’umanità.

L’ex presidente di Honduras e vittima di un colpo di  Estado, Manuel Zelaya, ha insistito nell’idea di Fidel sulla necessità di una riproposizione delle strategie di lotta della sinistra dell’America Latina e di altre parti del mond,o con la necessità imperativa di costruire il socialismo come unica via di fronte ai poteri egemonici mondiali.

«Fidel Castro è il rivoluzionario più grande della storia, l’esempio più vivo di chi lotta per la giustizia sacrificando tutto», ha sostenuto. (Redazione internazionale).