Díaz-Canel è presidente di Cuba da 100 giorni › Cuba › Granma - Organo ufficiale del PCC
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Miguel Mario Díaz-Canel Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, Photo: Estudio Revolución

Il presidente cubano, Miguel Díaz-Canel, ha compiuto venerdì 27 i primi cento giorni con questo incarico e una gestione che vuole consolidare il progetto socialista nella nazione dei Caraibi, Il dignatario di 58 anni ha assunto l’incarico il 19 aprile, eletto dai deputati nella sessione costitutiva della IX Legislatura dell’ Assemblea Nazionale del Potere Popolare.
«Assumo la responsabilità per la quale sono stato eletto, con la convinzione che tutti i rivoluzionari cubani dalla posizione che occupiamo, saremo fedeli all’esemplare legato del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz, leader storico della nostra Rivoluzione ed anche  all’esempio, al valore e agli insegnamenti del  generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, leader attuale del processo rivoluzionario», aveva affermato allora.

Nicolás Maduro e Miguel Díaz-Canel. Photo: Estudio Revolución

Spiccano i suoi percorsi nel paese, le conversazioni con la popolazione, le riunioni di lavoro per analizzare le principali sfide per l’Isola, i congressi delle organizzazioni della società civile, gli eventi internazionali e la sua prima visita ufficiale all’estero realizzata nel maggio scorso in Venezuela.
Il capo dello Stato ha dovuto affrontare complesse situazioni come il disastro aereo del 18 maggio a L’Avana, nel quale hanno perso la vita 112 persone, e le piogge associate alla tormenta subtropicale Alberto, che hanno provocato perdite umane e severi danni in varie province.
Nei primi mesi del suo mandato 2018 – 2023,  il politico nato nella provincia di Villa Clara ha percorso in giugno le province di Santiago di Cuba e Granma, dove ha constatato la marcia dell’economia ed ha parlato con le autorità e i cittadini.
Tra le sua attività a  Santiago di Cuba sono stati speciali gli omaggi nel Cimitero di Santa Ifigenia a Fidel Castro, all’Eroe Nazionale, José Martí, e alla Madre e al Padre della Patria, Mariana Grajales e Carlos Manuel de Céspedes, rispettivamente.

Photo: AFP

Inoltre ha accaparrato i titoli dei giornali la sua permanenza nella  Santa Basilica della Vergine della Carità del Cobre, uno dei luoghi più attraenti per i turisti nazionali e stranieri che arrivano nell’emblematica provincia.
Díaz-Canel ha percorso il territorio di Sancti Spíritus, Villa Clara, Cienfuegos e Matanzas, le più colpite dalla tormenta subtropicale Alberto e dalle sue forti piogge e inondazioni.
In queste regioni ha conosciuto i dettagli della marcia del recupero ed ha emesso indicazioni alle autorità locali per garantire l’attenzione alle persone danneggiate.
Durante i 100 giorni iniziali della sua gestione, il primo mandatario ha guidato numerose riunioni per analizzare le priorità per lo sviluppo di Cuba, come il turismo e la casa, e incontri per la continuità del  Programma Integrale per Il 500º Anniversario della Fondazione de L’Avana.
Ha anche partecipato al  IX Congresso della Federazione Studentesca Universitaria (FEU) e al X dell’ Unione dei Giornalisti di Cuba (UPEC), e al IX Incontro Internazionale Giustizia e Diritto.
In maggio nel Palazzo delle Convenzioni de L’Avana ha partecipato al XXXVII periodo di sessioni della Commissione Economica per l’America Latina e i Caraibi (Cepal), organismo del quale Cuba ha assunto la presidenza.
Díaz-Canel ha reiterato nella riunione l’impegno dell’Isola  con l’integrazione latinoamericana e caraibica e con lo sviluppo  regionale.
Di grande importanza la sua presenza dal 15 al 17 luglio nel  XXIV Incontro del Forum di Sao Paulo nel quale ha incitato all’unità delle forze progressiste e di sinistra, in uno scenario marcato dalle aggressioni della destra con le sue politiche neoliberiste e la posizione egemonica degli Stati Uniti.
Un altro momento importante della tappa è avvenuto alla fine di maggio quand il capo dello Stato cubano è giunto in Venezuela pochi giorni dopo la rielezione di Nicolás Maduro.
Nel  paese sudamericano,  ha reso omaggio nella Caserma della Montagna al leader della Rivoluzione Bolivariana, Hugo Chávez, ha parlato con il presidente Maduro ed ha reiterato la solidarietà della nazione dei Caraibi con il governo e il popolo venezuelano, nel mezzo di una guerra economica e di pressioni esterne per far cadere il progetto socialista. (Prensa Latina/ GM – Granma Int.)