ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Dogana dell’Aeroporto Internazionale José Marti. Per aver tentato d’introdurre stupefacenti nel paese, sono state processate 56 persone. Photo: Ismael Batista

Antonio Israel Ybarra Suárez, segretario della Commissione Nazionale delle Droghe (CND), ha detto a L’Avana che «Anche se il consumo di stupefacenti in Cuba non costituisce certo un problema sociale grave, l’esistenza di un solo caso è già una preoccupazione per le autorità cubane e per questo l’Isola riafferma la sua politica di tolleranza zero di fronte alle droghe.

In accordo con l’esperto, la nostra colonna vertebrale per maneggiare questo crescente problema internazionale, è l’implementazione di strategie integrali che ottengono un equilibrio tra le azioni di prevenzione, che dall’educazione fomentino una cultura di rifiuto di queste sostanze e lo scontro al fenomeno.

Questo in un contesto marcato dal processo di legalizzazione della marijuana in diversi paesi della regione, l’apparizione di nuove e potenti droghe e l’aumento della produzione di cocaina, ha informato.

La legislazione cubana proibisce sia le droghe che le sostanze con effetti similari, e questo è un vantaggio di fronte all’apparizione di queste nuove sostanze psicoattive, stiano o non stiano nella lista, ha sostenuto Ybarra Suárez.

Il Segretario della CND ha detto che l’anno scorso sono stati sequestrati 5.539 chili di droga, circa cinque tonnellate e mezza, soprattutto di marjuana, rispetto alle 3.2 tonnellate sequestrate nel 2016.

La maggior parte, il 95%, è stata trovata nel mare partendo da 346 lanci di pacchi nelle acque, trascinati dalle correnti marine verso le coste cubane.

Sono stati denunciati 19 casi nei quali erano implicate 48 persone che erano riuscite ad impadronirsi di una certa quantità di droga e cercavano di venderla nel territorio nazionale.

Si sommano a questi reati altri 94 scoperti negli aeroporti del paese.

56 persone sono state processate per aver tentato d’introdurre stupefacenti nel paese.

Ybarra Suárez ha aggiunto che anche se il clima cubano non permette la coltivazione della marijuana e quella che si semina è di cattiva qualità, nel 2017 sono state sequestrate 67.549 piante e 111.434 semi.

Parlando del consumo nazionale il funzionario ha precisato che in accordo con l’ultima inchiesta realizzata due anni fa, si calcola nello 0,038 por 100.000 abitanti.

Tra le droghe più consumate la marijuana e i medicinali, questi ultimi combinati spesso con alcool, che presenta maggiori livelli di consumo.

«Questo è un problema che non si può combattere solo con misure domestiche, per cui la cooperazione internazionale è essenziale», ha sottolineato il Segretario della CND, che ha sostenuto che Cuba ha firmato accordi con 46 Stati e più di 50 agenzie per la lotta contro la droga. Nel caso della collaborazione con gli Stati Uniti, nonostante i passi indietro delle relazioni bilaterali voluti dall’amministrazione Trump, negli ultimi dieci anni Cuba ha apportato a questa nazione informazioni su circa 500 casi, dando la possibilità di sequestrare più di 40 tonnellate di droghe. ( GM – Granma Int.)