ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Un insieme di piscine e varie installazioni formano la miniera d’oro all’aria aperta di Jobabo, che contiene riserve per 10 anni e più di sfruttamento. Photo: Tiempo 21

LAS TUNAS.- I lavoratori della miniera Golden Hill, del municipio di Jobabo, in provincia di Las Tunas, secondo Geomel Vila Placeres, direttore dell’ Unità della Impresa di Base, prevedono di estrarre nel 2018 11 chili d’oro.

Il funzionario ha precisato che per questo sono garantiti tutti gli strumenti e i materiali, dalla tecnologia necessaria alle sostanze chimiche per la produzione del metallo e che c’è un gruppo di circa cento operai che in maggioranza risiedono nelle zone vicine.

Secondo lui è cominciato bene il calendario, perchè è stato realizzato il piano di gennaio e l’idea è accelerare i lavori per avere migliori condizioni all’inizio della stagione ciclonica.

Precisamente la devastazione dell’uragano Irma è stata la causa che ha impedito d’ottener quel che era previsto nel 2017, perchè le forti piogge avevano provocato l’inondazione del giacimento con le maggiori riserve aurifere.

Geomel Vila Placeres, direttore dell’Unità dell’Impresa di base Golden Hill, di Jobabo. Photo: Tiempo 21

L’anno scorso l’estrazione dell’oro è stata realizzata solo al 96,7 % del piano d’investimento, ed è terminato nel primo trimestre il miglioramento per l’elaborazione dei residui con la conseguente diminuzione degli indici di vulnerabilità.

Per garantire la protezione dell’ambiente nella principale riserva di oro del territorio, è stato organizzato un piano di controllo ambientale che evita impatti negativi sull’ambiente dall’area della concessione al bacino El Lavado e così si proteggono sia le acque superficiali che quelle sotterranee.

I precedenti dell’attuale miniera d’oro del territorio jobabense rimontano all’epoca della colonizzazione spagnola e sono stati riportati giacimenti d’oro nei depositi di Little Golden Hill, Big Golden Hill e Trhee Hill, con riserve per più o meno dieci anni di sfruttamento.

Nell’ anno 2004, a partire dal finanziamento di un progetto dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra America, si decise il riscatto del luogo, considerando i prezzi del prodotto nel commercio a livello internazionale. ( Traduzione GM – Granma Int.)