ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

«Ci sono strade che conducono a una sola direzione. Questo cammino lo scelgo come unica soluzione  Rompendo montagne e città, cambiando il corso ai fiumi, scendendo sino alle mie montagne, salendo al mare, ai miei, facendo un cammino lungo, lungo sino a vedere la mattina tutta questa terra precoce che si vuole sollevare, mattina che si sveglierà senza vedere i suoi giorni amari», anta il torrente melodioso di Pablo Milanés, mentre 11 uomini con andare sicuro aprono il suo passo per le strade cubane.  
Si tratta di 11 padri, biologici e biografici, che mettono a nudo le loro realtà in dieci storie e della saggia narrazione di Marino Luzardo, nel più recente documentario di Lizette Vila e Ingrid León “Sono papà...in qualche modo”, le cui voci si ascolteranno sabato 18 novembre nel pomeriggio nel cinema Yara durante una presentazione speciale.
A tono con il Giorno Internazionale dell’Uomo (il 19 novembre), data che si ricorda in qualche luogo dal 1999 e che il progetto  Palomas, diretto da  Vila, celebra da due anni, questi coraggiosi condividono i loro momenti più personali con coloro che li vogliono ascoltare, rompono il clichè “che gli uomini non piangono”, riconoscono gli errori e accettano la loro mascolinità nell’ampiezza del concetto.
I protagonisti che hanno da 28 a 82 anni, prima figli e poi papà, rinforzano i termini di  padri «biologici» e«biografici». Il primo, è chi tradizionalmente apporta il seme, con la madre, per concepire il nuovo essere;  il secondo è chi accompagna durante tutta la crescita , colui che forma e educa, che ama.
«Lizette Vila e il suo gruppo toccano da molte prospettive le più diverse circostanze nel quali si  sviluppano le più diverse paternità contemporanee cubane.
«Il materiale è un richiamo alla responsabilità dei padri, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, il livello culturale, la religione, la capacità fisica e intellettuale,  le condizioni economiche e/o quelle dei loro figli e figlie», ha affermato in un testo sul documentario María Machicado Terán, rappresentante del Fondo delle  Nazioni Unite  per l’Infanzia (Unicef).
Padri vedovi, scapoli, sopravvissuti, allontanati da alcuni dei loro figli, di famiglie numerose, di piccoli con invalidità,  ex alcolizzati, una volta al punto di perdere la loro creatura o che già non ne hanno nessuna, che sfidano qualsiasi tipo di discriminazione, padri zii e padrini, papà non importa come, che vivono la Cuba di oggi e affrontano con il viso in alto, con le loro incertezze, la mattina, sono tutti quei  volti che Vila e León  hanno selezionato e che rappresentano una mostra dei milioni che danno forma all’Isola.
L’opera secondo Machicado Terán, apporta un materiale accessibile per far sì che il pubblico cubano rifletta e si sensibilizzi con i messaggi chiave che propone : la paternità responsabile dalla prima infanzia, come determinante per il benessere, la salute, lo sviluppo del bambino e della bambina, a beneficio non solo dei piccoli, ma di tutta  la famiglia. ( Traduzione GM – Granma Int.)