ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
È tornata a Cuba la delegazione cubana al XIX Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti. Photo: Juvenal Balán

I 250 giovani cubani che hanno partecipato al  XIX Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti, appena terminato, che si è svolto nella città russa di Sochi, sono arrivati a l’Avana poco prima dell’alba.
Le quasi 13 ore di volo nel Boeing 777-300 e le intense e faticose giornate vissute a Sochi non hanno fatto calare l’entusiasmo dei ragazzi che nei corridoi dell’ aeroporto  internazionale José Martí de L’Avana hanno gridato molti Evviva al Comandante in  capo  Fidel Castro e alla Rivoluzione cubana.

Photo: Juvenal Balán

Ronald Hidalgo Rivera, secondo segretario dell’Unione dei Giovani  Comunisti, che ha dato loro il benvenuto, ha segnalato la coincidenza storica dell’arrivo della delegazione nella data in cui Fidel 55 anni fa rese pubbliche le misure che garantivano la sicurezza dell’Isola in piena Crisi d’Ottobre.
Poi ha detto che il popolo ha seguito da vicino il protagonismo cubano nel XIX Festival della Gioventù e degli Studenti e che durante i giorni di lavoro sono stati esaltati i principi della Rivoluzione che Fidel fece valere cinque decenni fa e che denunciavano la politica d’ingerenza degli Stati Uniti.

Photo: Juvenal Balán

«Vi riceviamo con l’orgoglio del dovere compiuto», ha sottolineato il dirigente giovanile, segnalando che a Sochi la rappresentazione dell’Isola ha posto in alto i principi d’unità, di antimperialismo e di solidarietà dei cubani.
Per i giovani e gli studenti cubani sono passate le giornate trascorse nella città russa che è stata per una settimana la capitale dei giovani progressisti del pianeta, ma sono tornati carichi d’energia per continuare i loro sogni d’emancipazione dei movimenti progressisti del mondo.      
I circa 20.000 delegati e invitati di 180 paesi sono tornati nelle loro nazioni con la chiara idea di rinforzare l’unità per conquistare il trionfo e continuare le lotte per la solidarietà, la pace e la giustizia sociale, contro l’imperialismo e le guerre.
La delegazione  cubana ha partecipato a 35 spazi di scambio tra Forum, dibattiti e conferenze.
In una dichiarazione alla stampa, Susely Morfa, prima segretaria della UJC, ha assicurato poco prima di tornare a Cuba che il Festival è servito inoltre per ribadire che l’Isola è sempre un riferimento per il mondo, per la sua resistenza e fermezza nella lotta per la sua sovranità e indipendenza.
«Siamo riusciti a combinare allegria ed entusiasmo con responsabilità e maturità politica», ha sottolineato la dirigente.
Sabato 21, con la presenza di Vladimir Putin, presidente della Russia, è terminato con una bella cerimonia il  XIX Festival, riunione che ha convocato a mantenere il carattere antimperialista, anticolonialista e antifascista di questo movimento. ( Traduzione GM – Granma Int.)