ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
L’educazione e la cultura sono alcuni dei settori più danneggiati dalle strette misure coercitive dell’attuale amministrazione nordamericana. Photo: Ricardo López Hevia

A quasi 60 anni dalla sua implementazione, la politica di blocco degli Stati Uniti contro il popolo cubano s’indurisce in un contesto di tensioni che danneggiano i passi avanti realizzati dalle due nazioni in materia diplomatica.
Il documento  sulla risoluzione  7/15 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite  intitolata: “Necessità di porre fine al blocco economico commerciale e finaziario imposto dagli Stati Uniti d’America a Cuba”, reso pubblico di recente, espone i danni sofferti dall’Isola più grande delle Antille.
Il  documento, che analizza il periodo tra aprile del 2016 e giugno del 2017, fissa l’ammontare per danni reali in questa tappa, in 4.305,4 milioni di dollari .
Per l’Isola, queste cifre si traducono in limiti che incidono nel suo sviluppo economico e sociale, nonostante gli enormi sforzi del governo cubano alla ricerca di palliativi per l’obsoleta e brutale politica.
Educazione, salute, sport, cultura, sviluppo industriale, turismo, alimentazione, informatica e comunicazioni, sono sempre i temi più colpiti dalle strette misure coercitive dell’attuale amministrazione  nordamericana.
Extraterritorialità, danni alla cooperazione e al diritto internazionale e la continuità delle loro leggi con caratteristiche vigenti nella retorica della Casa Bianca, hanno il preciso proposito di asfissiare un popolo sovrano e indipendente, precisa il documento pubblicato nel sito web Cubaminrex.
La firma del Memorandum Presidenziale di Sicurezza Nazionale sul rafforzamento della politica degli Stati Uniti verso Cuba, firmato a Miami dal presidente  Donald Trump è l’esempio  più recente della scalata aggressiva contro l’Isola più grande delle Antille.
Il testo, presentato da Cuba ogni anno, che precede le votazioni nella ONU, espone anche mostre  della condanna della società statunitense, della comunità internazionale e il reclamo del nostro popolo che esige l’eliminazione immediata della vecchia e fallita politica.
Dopo 57 anni di falsa retorica e disgraziati tentativi d’incidere nella nostra sovranità e nel nostro Progetto Sociale, si ratifica che il blocco economico, commerciale e finanziario costituisce il maggiore ostacolo per l’implementazione del Piano Nazionale di Sviluppo Economico e Sociale del paese, il benessere del popolo e la normalizzazione delle relazioni con gli Stati Uniti.
Più che una relazione  ufficiale, la presentazione di questo documento si trasforma in una mostra che precisa che il popolo cubano non cederà nel suo impegno  di porre fine al blocco.
La verità, il rispetto e la coesistenza pacifica saranno ancora una volta gli argomenti più solidi in difesa della nostra causa.
I danni accumulati per il blocco in quasi sei decenni, raggiungono una cifra di 822.280 milioni di dollari, considerando la svalutazione del dollaro di fronte al valore dell’oro nel mercato internazionale. (Traduzione GM – Granma Int.)