ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Dopo la conferenza stampa offerta martedì 3 dal cancelliere cubano  Bruno Rodríguez Parrilla, a conoscenza della decisione del governo nordamericano di ridurre il  personale diplomatico della sua Ambasciata per presunti incidenti riportati nella capitale cubana, le espressioni di solidarietà con l’Isola non si sono fatte aspettare.
Il Ministro delle Relazioni Estere dell’Isola, in nome di questa istituzione cubana , ha protestato energicamente ed ha denunciato «questa decisione infondata e inaccettabile,  così come il pretesto utilizzato per giustificarla, affermando che il governo di Cuba non ha adottato tutte le misure adeguate per prevenire i citati incidenti».
Poco dopo le dichiarazioni di Bruno, comunicati e valutazioni attraverso le reti sociali hanno cominciato a circolare esprimendo appoggio al nostro paese e alle preoccupazioni per la decisione del Governo degli USA.
Il Venezuela ha espresso la sua solidarietà con il popolo e il Governo cubani e a nome del presidente Nicolás Maduro, la Cancelleria ha criticato la decisione di  Washington di espellere 15 diplomatici cubani, quando le investigazioni non hanno ancora dato risultati sulle presunte aggressioni.
I vincoli erano già danneggiati dopo l’annuncio nel giugno scorso del presidente nordamericano Donald Trump sull’applicazione di una  nuova politica verso la nazione dei Caraibi in accordo con il suo Governo.
Il Governo del Venezuela ha espresso la sua profonda preoccupazione ed ha denunciato le misure diplomatiche degli Stati Uniti, che sono infondate e inaccettabili.
 Il mandatario boliviano Evo Morales ha espresso la sua solidarietà con «nostro fratello Raúl Castro e il popolo  cubano. Muri ed espulsioni ci uniscono e rinforzano il nostro spirito  antimperialista».
Evo, nella rete sociale Twitter, ha criticato la decisione degli Stati Uniti affermando: « Che paradosso! Gli Stati Uniti espellono diplomatici  cubani accusati di mai provati attacchi acustici, quando ci ricordiamo i 43 anni dallo scandalo Watergate».
Dagli Stati Uniti  l’organizzazione politica con sede a  Washington, Engage Cuba, ha sostenuto in un comunicato che espellere i diplomatici cubani non migliorerà la sicurezza dei funzionari  statunitensi e al contrario avrà un impatto negativo nelle famiglie ai due lati dello stretto della Florida.
Il senatore democratico Ben Cardin (del Maryland)  ha espresso la sua preoccupazione di fronte alla possibilità che tutto questo possa acuire le tensioni diplomatiche e complicare la possibilità di realizzare e un’investigazione completa di questi fatti.
Per il legislatore, gli Stati Uniti non dovevano prendere decisioni che possono danneggiare le relazioni bilaterali con Cuba e le politiche statunitensi incamminate a promuovere interessi strategici nazionali e dell’emisfero.
Per la congressista del Partido azzurro, Barbara Lee (della California), il governo di Donald Trump utilizza il tema dei diplomatici per avanzare nel suo obiettivo di rovesciare il progresso storico tra gli Stati Uniti e Cuba.
«Espellere funzionari cubani non garantirà la sicurezza degli statunitensi, solamente ci porterà indietro e metterà in pericolo l’avvicinamento tra i due paesi», ha stimato la rappresentante.
Alex Soza, coordinatore del Partito Comunista del Cile in Cuba, ha affermato con un comunicato che i suoi militanti, simpatizzanti e amici residenti in Cuba sostengono fraternamente le denunce del Governo dell’Isola di fronte a misure che sono rappresaglie del Governo degli Stati Uniti del nordamerica di fronte a infondate accuse.
Il documento riferisce che l’Isola mantiene uno stretto rispetto e difesa della sua sovranità e indipendenza, cosa molto contraria a quello che gli Stati Uniti possono mostrare in molti luoghi del mondo.
L’Associazione Martiana dei Cubani residenti a Panama ha condannato fermamente l’espulsione dei diplomatici cubani in Washington ed ha appoggiato  le dichiarazioni del cancelliere dell’Isola.
Da Bogotà, il Movimento Colombiano di Solidarietà con Cuba (MCSC) ha respinto la decisione di ridurre il personale diplomatico cubano a Washington,  partendo da argomenti infondati che conducono a un retrocesso delle relazioni bilaterali.
Con un comunicato il gruppo solidale ha indicato che le azioni del presidente statunitense violano la Convenzione di Vienna del 1961. ( Traduzione GM – Granma Int.)