ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Terremoto in Messico Photo: Reuters

Il presidente Enrique Peña Nieto ha affermato che la priorità di fronte alla situazione d’emergenza che vive il Messico, è riscattare le persone in strutture crollate e curare i feriti.
Il mandatario ha decretato mercoledì 20 tre giorni di lutto nazionale in onore delle vittime del terremoto che ha fatto tremare con violenza il centro del paese.
Peña Nieto  ha ricordato che la forza, la decisione e la solidarietà dei messicani di fronte a questo disastro permetterà al paese di andare avanti.
Inoltre ha espresso la sua gratitudine e il riconoscimento alle migliaia di volontari e servitori pubblici che hanno partecipato ai lavori di riscatto.
Durante la notte le squadre di riscatto e le forze della sicurezza hanno partecipato ai lavori di rimozione delle macerie in un lavoro al quale si sono unite migliaia di cittadini in forma volontaria.
Sette bambini sono stati riscattati nelle ultime ore in Messico, dopo il terremoto forza  7,1 che ha colpito il Messico martedì 19.
Tra questi una bambina di otto anni trovata viva 33 ore dopo il terremoto.
“Buone notizie, pochi minuti fa è stata riscattata viva una bambina di 8 anni nell’Unità Abitazionale Tlalpan”, ha informato la delegazione del sud di Città del Messico  nella rete Twitter.
La bambina ha passato 33 ore sotto le macerie dell’edificio multi familiare di
Tlalpan, nelle cui zone adiacenti sono stati installati centri di ricovero e magazzini.
Sei bambini sono stati riscattati dalle macerie del collegio Enrique Rébsamen nella capitale messicana.
Il salvataggio è stato annunciato mentre il presidente messicano Enrique Peña
Nieto informava, in un messaggio alla nazione, che più di 50 persone erano state riscattate dalle macerie degli edifici crollati nella capitale del paese.
«La priorità è salvare vite e curare coloro che lo necessitano», ha indicato il mandatario, aggiungendo che le squadre di soccorso lavorano per ubicare e riscattare le persone che sino a questo momento si riportano come disperse a Puebla e Citta del Messico.
«Un totale di 115 persone sono morte nella capitale messicana dopo il terremoto di forza 7,1 che ha colpito la capitale e gli Stati vicini», ha assicurato il sindaco della città, Miguel Ángel Mancera.
Questo ha elevato la cifra dei morti in tutto il paese a 245, secondo un conteggio precedente del Governo Federale che stimava 100  vittime nella capitale, per dare un totale di 230 morti confermati, ha riferito l’agenzia AP.
Città  del Messico ha sofferto la peggiore cifra di morti.
Inoltre Mancera ha detto che sono stati riscattati vivi un uomo e una donna la notte di mercoledì, quasi 36 ore dopo il terremoto di martedì a mezzogiorno (Telesur).