ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
9º periodo ordinario di sessioni della ANPP nella sua VIII Legislatura. Presiede Miguel Díaz-Canel Bermúdez, primo vicepresidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, con Abel Prieto Jiménez, ministro di Cultura e Ena Elsa Velázquez,ministro d’Educazione. Photo: Juvenal Balán

«Il lavoro comunitario deve attraversare i processi ideologici, economici e sociali. Non possiamo vedere il lavoro culturale e d’educazione separatamente, ma dobbiamo farlo con messe a fuoco integrali. L’ideale del rivoluzionario cubano dev’essere la base di questa attività,  i simboli, i costumi e le tradizioni», ha detto Miguel Díaz-Canel Bermúdez, membro del Burò Politico e primo vicepresidente dei  Consigli di Stato e dei Ministri, intervenendo nei dibattiti delle commissioni d’Educazione, Cultura, Scienza, Tecnologia e Ambiente nella prima giornata di scambi.
Il lavoro culturale comunitario e il ruolo delle alleanze istituzionali e i centri educativi in funzione di questo lavoro, hanno segnato le analisi dei parlamentari su un tema che come ha definitoDíaz-Canel, esige rigore professionale, ogni volta che aiuterà a migliorare la qualità della vita della gente, il suo impegno con la Rivoluzione e l’unità nazionale.
«I progetti devono essere esaltanti, di partecipazione, devono appartarsi dalla volgarità e sostentarsi in un’etica socialista.  Il lavoro comunitario deve partire da un’azione di governo relazionata al lavoro delle istituzioni,  ai vertici comunitari, alla creatività, le iniziative e le aspirazioni degli abitanti. Si devono scoprire le potenzialità delle istituzioni», ha aggiunto Díaz-Canel.
Il deputato Luis Morlote Rivas, vicepresidente della Unione Nazionale degli Scrittori e gli Artisti di Cuba ha presentato  ai parlamentari il rapporto di fiscalizzazione realizzato dai deputati per questo tema che risponde alla Linea 133 della Politica Economica e Sociale del Partito e la Rivoluzione, approvata nel 6º Congresso del Partito.
«Nel percorso realizzato nel paese sono stati identificati problemi e spigoli principali che incidono nel lavoro comunitario, tra i quali l’assenza di una strategia di formazione sul tema, la mancanza d’integrazione, articolazione e coordinamento per lo sviluppo di questa  attività, dato che non si basa nella diagnosi sugli interessi degli abitanti della comunità. In alcuni luoghi - ha segnalato Morlote-  si evidenzia un’insufficiente chiarezza sul ruolo del governo nel lavoro comunitario».
»Inoltre ci sono le insoddisfazioni della popolazione per la scarsa socializzazione dell’impatto del lavoro comunitario e le difficoltà nel trattamento del tema e della sua sostenibilità».
Su quest’ultimo aspetto è stato precisato che non sono sufficienti i promotori culturali e gli istruttori d’arte e ci sono molte espressioni di carenze di bilancio per realizzare questo lavoro.
Tra le sfide fondamentali Morlote ha citato la necessità di fomentare proposte estetiche di qualità dall’azione comunitaria, introdurre cambi strutturali per rinforzare l’istituzionalità, sviluppare una cultura economica che accompagni la gestione del lavoro culturale comunitario, inserire la strategia dell’informatizzazione della società attraverso un maggior uso dei media in funzione di questa attività, lavorare con maggiore intenzionalità alla dimensione del lavoro comunitario nella formazione del maestro, implementare nei principi pianificati e nel perfezionamento dell’educazione la vita della comunità.
Ena Elsa Velázquez, ministro d’Educazione ha indicato che parlare della scuola come del centro culturale più importante della comunità è parlare di migliorare la qualità dell’insegnamento. Ha citato tra gli spazi di seguimento e valutazione delle attività da parte dell’organismo formatore, gli scambi con gli studenti, i membri della comunità presidenti dei consigli di scuola e i docenti nei seminari di preparazione del corso.
Come esempio di quanto è stato fatto per l’educazione si è riferita all’approvazione nel 2014 della Risoluzione 186 con cui sono stati approvati adeguamenti per il lavoro educativo per ottenere una maggior flessibilità  nel disegno della sua organizzazione scolastica.
«Lì dove li abbiamo implementati in forma coerente, abbiamo ottenuto un lavoro maggiore della comunità, il concretamento di convegni con differenti centri di lavoro e  una miglior formazione», ha aggiunto.
Inoltre ha indicato il programma “Educa tuo Figlio”, un’espressione concreta di Lavoro Comunitario con il quale si seguono circa 490.000 bambini in tutto il paese, da 0 5 anni.
Tra le sfide spiccano tra l’altro l’attenzione a targhe, monumenti e luoghi storici e incentivare l’abito della lettura.
Nel dibattito i parlamentari si sono pronunciati per l’importanza di misurare  gli impatti del lavoro comunitario, per ottenere il suo perfezionamento continuo e sul lavoro realizzato dal Ministero d’Edicazione  (Mined) nell’ informatizzazione dei centri educativi e lo sfruttamento delle risorse audiovisive create da Cinesoft.
Il deputato Miguel Limia, della provincia Granma,  ha sostenuto che il lavoro comunitario non va analizzato separatamente dal suo vincolo con la promozione dello sviluppo economico e sociale. In questo senso  ha segnalato che è necessario arricchire la comprensione della funzione culturale della scuola nella comunità, per coprire le dimensioni scientifiche, tecnologiche e innovatrici nella formazione della cultura economica e lavorativa necessaria.
Liliam Mendoza, presidente della brigata culturale degli istruttori  d’arte, ha puntualizzato l’importanza dell’efficienza nelle alleanze che si stabilisono tra le istituzioni e gli attori sociali.
Tra i progetti comunitari delle entità culturali ha segnalato la Guerrilla 50º Aniversario, il Concorso Escaramujo e i gruppi di montagna.
Nonostante qusto persistono insoddisfazioni, come il fatto che non si potenzia la realizzazione di una diagnosi nell’ora di realizzare un progetto di questo tipo. «Non si lavora come un sistema», ha criticato.
Inoltre si è riferito alla forza tecnica di 30.000 laureati come istruttori formati dal paese dei quali oggi si conta solo su 14000.
Una rappresentante di questo gruppo di professionisti, Idaliena Díaz, deputata per Guantánamo, ha aggiunto che è imperativo affrontare l’esodo degli istruttori d’arte.
Al proposito si è saputo che il paese, per dare una risposta a questa necessità inizierà, partendo dal prossimo ottobre, la formazione di professori istruttori d’arte in forma sperimentale con una durata di tre anni e un gruppo ridotto di diplomati  di livello medio-superiore.
«Nella comunità si sta dando battaglia tra i valori del socialismo e gli impulsi verso una pretesa Cuba capitalista che non accetteremo mai», ha detto Abel Prieto, ministro di Cultura, riferendosi al tema.
Parlare alla gente, vigilare sempre la qualità di coloro che promuoviamo questi spazi, misurare la qualità di quello che si promuove, diffondere il lavoro degli istruttori d’arte, articolare gli impegni di ognuno degli attori, lavorare in maniera più coerente, sono principi fondamentali in questo lavoro», ha ribadito. ( Traduzione GM - Granma Int.)