ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

QUANDO si dice che l’opera e l’esempio superano la morte fisica, non si dicono parole inutili. Molti anni dopo l’assassinio del Che in Bolivia, dopo poesie e libri scritti per esaltare la sua memoria, negli anni ’90 apparve una canzone che conquistò i cuori, ispirata all’Eroe leggendario. Sono già passati vent’anni dalla sua presentazione e il tema Son los sueños todavía, del cantautore cubano Gerardo Alfonso, continua a lasciare la sua traccia tra coloro che al disopra dei titoli e dei nomi, sono convinti che il dolore non ha ucciso l’utopia. -Che cosa l’ha ispirata a scrivere la canzone Son los sueños todavía?

«L’ispirazione è una costante nella mia vita sin da quando ero piccolo, voglio dire che è sempre stata lì. Molti momenti nella mia vita sono stati onorati con la figura e l’esempio del Che; ho creduto in lui prestissimo e sono stato sensibile al suo atteggiamento e a tutto quello che è stato relazionato con la sua vita in modo che non mi è stato difficile ispirarmi per scrivergli una canzone».

«La ragione per cui la scrissi fu una richiesta della Unione dei Giovani Comunisti (UJC). Volevano avere una canzone per il Festival della Gioventù e gli Studenti, dedicato al Guerrigliero Eroico realizzato in Cuba nel 1997, quando si commemoravano 30 anni dalla sua scomparsa fisica.» -Fu casuale che si realizzò nell’anno in cui furono scoperti i resti del Che^«Io scrissi la canzone nel novembre del 1996. Il video clip lo realizzarono i compagni della UJC in dicembre.

Poi si discusse se dovevano diffondere o meno la canzone che dura più di quattro minuti e non aveva spazio alla televisione. Finalmente fu presentata il 31 dicembre del 1966 a mezzanotte, dopo le parole di Fidel indirizzate al popolo di Cuba».  

«Scrissi questa idea ‘Yo sabía bien que ibas a volver de cualquier lugar...’ sette mesi prima del ritrovamento dei resti. L’allora vice direttore del quotidiano Granma, Guillermo Cabrera Álvarez mi intervistò partendo dall’idea coincidente d’aver scritto quella frase poco prima del ritrovamento dei resti del Che.

L’articolo s’intitolava ‘Yo sabía bien que ibas a volver de cualquier lugar’ e quello creò uno stato d’opinione che fece pensare a molti che io lo sapevo da prima. Ma quello che io sapevo da prima è che sarebbe ritornato, e tornò reincarnato nei giovani del mondo che lo amiamo e che gli crediamo».-Il Guerrigliero Eroico continua ad essere un modello di rivoluzionario.

Come reagisce il pubblico quando ascolta questo tema 20 anni dopo la sua presentazione?«È una canzone emozionante e trasmette, io credo, un profondo senso d’amore, rispetto e lealtà per il suo esempio, sapendo che è un mortale, ammirato per il suo spirito di giustizia e decoro, coerenza d’azione e pensiero, onestà, umiltà e fermezza.

Credo che questi valori del Che siano raccolti tra le linee della canzone e la gente li sente e s’identifica, così la cantano con passione.

Non è da hit parade: è una di quelle canzoni che si sostengono nel tempo per gli ideali che difende, indipendentemente dalla forma che la rende comunicativa, parlando musicalmente».-Che posto occupa questo tema tra le canzoni che ha composto?

«Questo èun terreno delicato, perchè le canzoni per me sono come i miei figli. Le mie creazioni musicali sono i miei figli, ce ne sono alcune virtuose a altre quasi inutili, ma voglio bene a tutte e non le gerarchizzo. Però Son los sueños todavía, mi ha marcato fortemente, mi ha cambiato la vita, mi ha dato una visione differente della realtà che vivo, e ho potuto organizzare credo e pensieri che vivevano dentro di me in maniera disordinata, e non ne ero cosciente. »

«Questa canzone mi ha apportato molti riconoscimenti e anche molti detrattori. Ho dovuto imparare a vivere lottando contro casi estremi e ancora oggi sto imparando e lottando. Sono orgoglioso d’aver scritto una canzone con un utilizzo speciale per i giovani e i movimenti rivoluzionari e di resistenza nel mondo.

Non sto parlando di un’espansione virale della canzone con milioni di visite in Youtube; sto parlando di atteggiamenti, d’impegni di lotte, di principi e di etica.» -50 anni dopo, che significati attribuisce alla figura del Che?«Gli stessi di sempre: è un esempio di rivoluzionario, d’essere umano, di lotta per il miglioramento dei popoli, delle persone, un combattente contro ogni genere d’ingiustizia, dovunque si manifesti e nelle forme in cui si manifestano; ha una maniera di vivere, d’esistere che darà sempre una spinta per continuare a crescere nell’utopia dell’uomo nuovo e della nuova società che non abbiamo sinora realizzato».  Traduzione GM – Granma Int.)