ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Venerdì 16 abbiamo seguito con indignazione il momento in cui il presidente degli Stati Uniti d’America realizzava, circondato da una recalcitrante fauna annessionista, una dichiarazione furibonda, infondata, lontana dalla storia, che è diventata un ripugnante circo mediatico.
Alla sua retorica obsoleta Donald Trump ha aggiunto la firma della dichiarazione esecutiva chiamata «Memorandum Presidenziale di Sicurezza sull’indurimento della Politica degli Stati Uniti verso Cuba», documento  che segna un punto  di ritorno  nel processo verso la normalità delle relazioni tra le due nazioni, nel quale erano stati realizzati i primi passi con l’amministrazione dell’ex presidente Barack Obama.
Questa  provocazione mal eleborata da assistenti dal pensiero ultra arcaico, più che infondere timore, è servita per smontare le vere e immutabili intenzioni imperiali del Governo degli Stati Uniti per coloro che forse si erano confusi con la politica di lieve confronto che si stava realizzando. Inoltre dimostra l’odio di un settore anticubano di destra ed estremista, residente a Miami, che mascherato di patriottismo in realtà si arricchisce ed esiste ancora, forte delle aggressioni contro il nostro popolo.
Tra le misure adottate si proclamano l’indurimento del blocco contro Cuba- la politica genocida che danneggia il popolo cubano quotidianamente – così come l’eliminazione degli scambi  nel settore dell’educazione «popolo a popolo» a titolo individuale,  violando i diritti di centinaia di studenti e professionisti nordamericani che sino ad ora studiano e si specializzano nelle nostre università e convivono tra di noi.
Il signor Trump  parla di diritti umani, ma ignora quelli che si riferiscono alla salute, alla sicurezza sociale, all’uguaglianza; quelli dei bambini e dei giovani, la conquista rivoluzionaria che ci permette di godere dell’educazione gratuita e di qualità, che nel suo pese costerebbe centinaia di migliaia di dollari a un giovane che desidera studiare in una facoltà universitaria.
La Federazione Studentesca Universitaria (FEU), come organizzazione genuina della nostra società civile e in rappresentazione degli studenti di questo livello scolastico in Cuba, appoggia l’altruista e reiterata disposizione del nostro Governo, nonostante le provocazioni, di continuare il dialogo rispettoso e la cooperazione con l’amministrazione statunitense, ma senza sottometterci a nessun genere di concessione o condizione che contraddica la nostra indipendenza, sovranità ed essenza  antimperialista.
Signor  Presidente degli Stati Uniti d’America:
noi giovani cubani abbiamo ben identificato i nostro eroi, che non sono quelli della Baia deiPorci, ma i combattenti rivoluzionari di Playa Girón, con Fidel come guida, continuatori di Mella, Villena e d’Echeverría.
Qualsiasi strategia annessionista fallirà.
Affronteremo la sfida del confronto imposto, sia “soave o dura”, e la FEU di Cuba manterrà la posizione di bastione e garante di questa grande opera che ci ha dato una Patria libera, indipendente e sovrana e che ci dotato di diritti, responsabilità e protagonismo.
Il processo rivoluzionario cubano non si fermerà e le trasformazioni si realizzeranno, come avviene dal 1º gennaio del 1959 : in forma sovrana  
« con gli umili e per gli umili».
In quest’anno così carico di gloria e significato, con Fidel e il Che, con la guida di Raúl e del nostro unico partito, oggi diciamo: Vinceremo!
Consiglio Nazionale della FEU ( Traduzione GM – Granma Int.)