ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Acquazzone torrenziale a L’Avana. Le piogge intense nel periodo secco sono una delle manifestazioni di El Niño in Cuba. Photo: Morejón, Roberto

La maggioranza dei modelli di predizione consultati indicano  che le possibilità di sviluppo di un nuovo evento El Niño/Oscillazione del Sud (ENOS) nell’oceano Pacifico equatoriale, sono crescenti nella seconda metà di questo 2017.
Le informazioni offerte a Granma dal Centro del Clima dell’Istituto di Meteorologia dicono che anche se le condizioni oceaniche e atmosferiche  restano lì nel rango di neutrali, le anomalie calde della temperatura superficiale del mare continueranno a incrementarsi in maniera graduale, anche se questo riscaldamento punta ad essere inferiore al previsto nei mesi precedenti.
Come prevedono gli specialisti di questa entità, il principale impatto del ENOS sul clima di Cuba avviene durante la tappa poco piovosa, quando il totale delle precipitazioni supera le medie storiche e in particolare tra gennaio  e aprile dell’anno successivo all’apparizione di questo complesso processo d’interazione oceano atmosfera.
Nel periodo umido  (maggio-ottobre)  la sua influenza non è così marcata, anche se in occasioni si è osservata una diminuzione notevole delle piogge nel trimestre agosto- ottobre . È successo così nel 1972, 1982 e 1997.
Inoltre tende a deprimere l’attività ciclonica nell’oceano Atlantico e in conseguenza sul nostro paese, ma questo non implica che si annulli la possibilità che qualche organismo tropicale colpisca l’arcipelago cubano, ancora sotto la  presenza di un ENOS, soprattutto se è debole. ( Traduzione GM – Granma Int.)