ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Con una biodiversità invidiabile, Topes de Collantes presenta dieci prodotti turistici vincolati alla natura . Photo: Alfonso Sosa, Oscar

SANCTI SPÍRITUS.– La  detta Tabernaemontana  apoda, era al punto di sparire nelle stesse colline di Banao, proprio il luogo dove uno staff di lavoratori e specialisti dell’ unità delle imprese di base  (UEB) Sancti Spíritus Norte, di Flora e Fauna, ha sviluppato la sua vigilanza.
Endemica di questa parte del paese e tra le più minacciate di Cuba, questa specie della flora nota anche come Uovo di gallina, ha vissuto il suo peggior momento anni fa, soprattutto per la sua presenza quasi esclusiva in zone d’uso intensivo per l’agricoltura e il bestiame.
L’accurato monitoraggio e l’enfasi posta dal gruppo, guidato da Oliver Valle Hernández, principale esperto della conservazione nei paraggi, ha permesso non solo la riposizione delle sementi e dei germogli,  ma anche lo stabilimento di piantagioni primarie nella regione da dove ha cominciato ad estendersi per parcelle disegnate per il suo sviluppo.
Il fatto si classifica meritevole e i suoi protagonisti assicurano che i lavori non terminano con la salvezza della Tabernaemontana apoda: il collettivo responsabile dell’attività della flora nella Riserva Ecologica, lavora anche al riscatto dell albero noto come  “mantequero” (Magnolia cubensis), la Sabina (Podocarpus angustifolius) e il noce del paese (Jungla insularis), tutti compresi tra le 50 specie più minacciate dell’arcipelago.
Con più di 6.000 ettari, la Riserva Ecologica  Lomas de Banao non è una vetrina di cristallo isolata dai capricci dell’uomo, ma uno scenario vivo di permanente interazione, dove negli ultimi tempi è cresciuta l’affluenza dei visitatori che desiderano tuffarsi in una delle pozze della zona, fotografare il paesaggio o raggiungere la fattoria La Sabina,  praticando una sorta di corsa di fondo, più che un’escursione.

UN PONTE TRA I CAYOS

Il fomento dell’attività turistica negli isolotti ubicati a nord delle province di   Ciego de Ávila e Villa Clara e le rotte stabilite dal centro sud dell’isola  –Trinidad e Cienfuegos–  verso questi cayos, ha posto la natura della zona a un crocevia privilegiato.
Anche se la prolungata siccità degli ultimi anni ha mantenuto senza commercio la spiaggia di Rancho Querete, in Yaguajay, uno dei luogi di maggior affluenza in condizioni normali, Fonti del Ministero di Scienza, Tecnologia e Ambiente - CITMA - assicurano che nel 2016 il numero dei turisti nelle aree protette del territorio è cresciuto  a più di 225.000, una cifra relativamente discreta  e rivelatrice delle potenzialità della regione.
Per Ernesto Pulido García, segretario esecutivo della Giunta Coordinatrice Provinciale delle Aree Protette, è significativo che negli ultimi tempi si sia rafforzato il sistema che copre otto zone  con amministrazione  (status legale con l’approvazione del Comitato Esecutivo del Consiglio dei Ministri, bilancio e gruppo tecnico) e altre proposte, che contano su invidiabili condizioni naturali e aspettano il loro riconoscimento ufficiale.
Tra le prime ci sono il Paesaggio Naturale Protetto  Topes de Collantes, il Parco Nazionale  Caguanes, le Riserve Fioristiche  Maneggiate Lebrije e Lomas de Fomento, il Rifugio della Fauna Tunas de Zaza, la Riserva Ecologica Lomas de Banao e le Aree Protette delle Risorse Maneggiate  Jobo Rodo e Buenavista, mentre con la seconda condizione ci sono i delta dei fiumi  Agabama e Higuanojo e le zone note come La Tasajera, La Chucha e Hornos de cal.
Interrogato da Granma a proposito della celebrazione a Sancti Spíritus.
Dei festeggiamenti in occasione del Giorno Mondiale dell’Ambiente, Pulido García ha riconosciuto che in questo territorio il sistema si è consolidato soprattutto nel programma di uso pubblico e nel miglioramento dell’infrastruttura.
«Ora ci sono più guide, ha detto, meglio preparate, che parlano altre lingue, è aumentata  la quantità dei prodotti, soprattutto a Caguanes; è stato creato un nuovo centro per visitatori a Banao ed è terminata la costruzione di un molo a  Tunas de Zaza, dove si pratica la pesca al fly o di “cattura e rilascia” ed è terminato il piano della Valle de los Ingenios».

TRA LE CIME DI GUANIQUICAL

A Topes de Collantes dicono che se Osbel Romero avesse unito tutte le sue camminate per i differenti sentieri della regione  –Vega Grande, El Caburní, La Batata, Codina…– oggi senza esagerare starebbe già sul mitico monte  Everest.
Senza voler gareggiare con gli  sherpa  del Nepal che percorrono le creste del  Himalaya, questo contadino della zona del  Caburní assicura che non ricorda le paia di scarpe usate nel suo lavoro di guida di Gaviota, scendendo e salendo per le cascate, le caverne e le valli che formano il Paesaggio Naturale Protetto.
Gli aborigeni lo chiamavano Guaniquical, ed è situato a 800 metri d’altezza. Topes de Collantes è nota come l’area protetta di maggior uso pubblico in Cuba, con vari alberghi e dieci prodotti turistici, come escursioni, camminate, percorsi e sentieri, tutti ripartiti nei suoi circa 200.000 ettari.
Investigazioni molto accurate indicano che solo nelle alture di Trinidad si localizzano 50 specie della flora, con una ventina minacciate, con predominio dell’endemismo di montagna.
Unito all’esclusività delle sue risorse idriche, le valli, i sistemi di caverne  trasformano questa regione in una meraviglia della natura cubana che non pochi nazionali e stranieri vogliono scoprire, un anno dopo l’altro.
Topes, indubbiamente conta con un dono molto attraente: a 20 chilometri dal suo centro si localizza una delle città coloniali più pittoresche e meglio conservate dei Caraibi, custodita da bellissime spiagge e dell’emblematica
Valle de los Ingenios, una sorta di «tutto compreso»  che non abbonda in molti pacchetti turistici.  (Traduzione GM - Granma Int)