ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Photo: Estudio Revolución

Il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha assicurato che: «Ci rallegra molto stare nella Patria cubana e ricevere come sempre tutte le espressioni di fraternità e di vera amicizia», durante la manifestazione di solidarietà con la fraterna Repubblica Bolivariana del Venezuela che si è svolta nel Palazzo delle Convenzioni a l’Avana, nella cornice del XV Consiglio Politico dell’ALBA-TCP.

«L’affetto tra cubani e venezuelani è davvero amore, è solidarietà condivisa dalla verità della nostra storia», ha riferito il mandatario, che ha ricevuto dal popolo cubano e da tutte le sue organizzazioni sociali un grande appoggio.

Maduro ha ringraziato per l’appoggio della gioventù e della classe operaia cubana e ha detto che li ha ricevuti come un rinforzo di verità.

«Questo Consiglio Politico dell’ALBA continua a segnare la rotta. A noi nella vita della lotta per la dignità, per l’indipendenza del nostro popolo nulla è stato regalato», ha aggiunto Maduro durante la manifestazione realizzata il 10 aprile.

Il presidente della patria de Bolívar ha ricordato che proprio il 10 aprile si commemora un altro anniversario del Partito Rivoluzionario Cubano e che corrispose a José Martí ordinare la dottrina, la strategia e prendere la guida, riorganizzare le forze in un XIX secolo di battaglie e di ricerche, un XIX secolo di fondazione con l’idea di cercare l’uguaglianza e il diritto alla vita dei nostri popoli che conoscevano solo il vassallaggio coloniale.

«Il dominio delle potenze imperiali europee sino ad allora era stato assoluto ed egemonico», ha aggiunto. Poi ha detto che i nostri popoli hanno conosciuto solo il colonialismo, il razzismo e tre secoli di dominazione d di sterminio delld popolazioni aborigene, di schiavitù dei nostri avi africani.

Il XIX secolo ha avuto un Bolívar, un Sucre, un Ayacucho, un Martí, che si sono trasformati in esempi di lotta e il XX è stato il secolo dell’irruzione dell’ imperialismo statunitense, un secolo pieno di episodi d’interventismo, con la politica delle cannoniere, del garrote, dei vincoli dell’oligarchia dei nostri paesi con gli interessi della cupola imperialista che ha sempre diretto il destino degli Stati Uniti.

Maduro ha spiegato che la OSA è l’organizzazione nata come erede delle Conferenze Panamericane che Martí denunciò e nelle quali si esprimevano le politiche egemoniche che gli Stati Uniti avevano tracciato sul nostro continente.

«Dalla fondazione dell’Organizzazione degli Stati Ameriacai, come si è ben dibattuto oggi nel Consiglio Politico dell’ALBA, sono passati 69 anni e in 69 anni la storia della OSA è la storia della vergogna più grande di subordinazione alle oligarchie locali dei nostri paesi, agli interessi imperiali in tutte le congiunture e in tutti i momenti», ha detto.

CUBA DEV’ESSERE ORGOGLIOSA DELL’ESEMPIO CHE HA EMANATO

Il Venezuela ha vissuto quello che hanno vissuto i cubani nei primi anni della Rivoluzione Cubana», ha commentato Maduro.

Negli anni 1959-1962, la OSA fu lo scenario dove si preparava l’aggressione contro Cuba, tutto orchestrato dal governo degli Stati Uniti, e così cominciò un processo di aggressioni e di attacchi con campagne mediatiche, politiche e diplomatiche.

“Queste azioni portarono il cancelliere della dignità, Raúl Roa García a marchiare la OSA come il ministero delle colonie degli Stati Uniti”. Questa è stata un’altra idea esposta da Maduro nel suo ricco intervento.

Cuba non era stata espulsa prima dalla OSA perchè speravano che con l’invasione di Playa Girón si sarebbe costituito un governo marionetta nell’Isola, e lì arrivava la OSA riconoscendo la legittimità di quel governo e giustificando il richiamo di un intervento nordamericano sul popolo cubano» ha segnalato ancora.

«Ma Cuba dimostrò forza di ribellione e dimostrò che si poteva affrontare l’imperialismo», ha detto Maduro.

Dopo la vittoria in 72 ore, una vittoria straordinaria, magica, che rappresentò la prima sconfitta dell’imperialismo in terre americane, il prestigio di Fidel e della Rivoluzione cubana acquistarono un enorme prestigio di fronte ai popoli del mondo.

Allora cominciò un’altra campagna per separare l’Isola dal resto dell’America, che si evidenziò quando tutti i governi latinoamericani, eccetto il Messico, ruppero le relazioni con l’Isola.

Nicolás Maduro ha riconosciuto che sente un’ammirazione immensa per Fidel, per Raúl e tutti gli uomini e le donne che non hanno lasciato cadere la bandiera della dignità, perché la Rivoluzione cubana ha fissato un tempo storico per quello che era possibile e quello che era necessario fare, perchè i nostri paesi sempre sottovalutati dal nord, incontrassero il loro cammino.

Cuba ha segnato un’epoca e per questo deve sentirsi orgogliosa dell’esempio che ha dato di sè e della sua forza spirituale, morale e politica, che ha impresso ai popoli del mondo.

Maduró ha indicato che la forza dell’ALBA è la forza di tutti e che con 13 anni di realizzazione pratica della parola solidarietà, di dimostrazione delle difficoltà e delle possibilità del concetto di cooperazione, ha spauto creare con lamiglior forsa d’invenzione i suoi propri cammini.

Se la OSA in 69 anni è stata marcata dal dolore e dal sangue delle invasioni e dai colpi di Stato, l’ALBA in soli 13 anni è marcata dalla forza meravigliosa della solidarietà dell’unione in azione e dell’unione pratica.

Come esempio ha posto i circa quattro milioni di latinoamericani e caraibici che sono stati alfabetizzati negli ultimi decenni, gli altria quattro milioni che con l’appoggio della scienza medica cubana sono stati operati con la Missione Miracolo, così come i 50.000 medici formati in Cuba, che oggi lavorano in America Latina e nei Caraibi, oltre alla creazione di PetroCaribe che ha assicurato la stabilità enegetica a tutti i paesi dell’ALBA, ha sostenuto il presidente della Repúubblica Bolivariana del Venezuela.

Dalla sua creazione, l’ALBA è stata un’invenzione collettiva; non è una matassa di relazioni protocollari, ma un incontro reale dei popoli e 13 anni dopo è una fortezza che dice a tutti coloro che pretendono omogeneizzare il nostro continente: «Voi non avete potuto e non potrete».

Ugualmente ha detto che il Venezuela è nella mira da tempo, dall’arrivo della Rivoluzione Bolivariana e dal sorgere di una guida che ha cambiato tutto.

In 18 anni la Rivoluzione Bolivariana ha sopportato aggressioni di ogni tipo ed ha ricordato che l’11 aprile si compie un altro anniversario del colpo di Stato perpetrato contro il Comandante Hugo Chávez.

« Colpo di Stato che stiamo affrontando in questo momento e stiamo sconfiggendo in Venezuela, certo che sì, ma lo sta facendo la destra oligarchica subordinata agli interessi degli Stati Uniti.

Di tutti i colpi provati, sopportati e superatai in Venezuela, ha riconosciuto Maduro, il più duro è stata la perdita fisica del comandante Hugo Chávez, il padre di una Rivoluzione giovane come quella Bolivariana.

«Recentemente siamo venuto a custodire in questa roccia eterna, a Santaigo di Cuba, il padre della Rivouluzione Cubana, il padre dei rivoluzionari latinoamericani, ma già con un’opera, con un popolo, con un partito, con una forza armata, con un Raúl e decine di anni con tante battaglie, ed anche di tante cose da fare».

Maduro ha ricordato che uno degli ultimi ordini che gli diede il Comandante Hugo Chávez fu esplorare se si potevano avvicinare a nuove relazioni con il governo degli USA nell’ultimo mandato di Obama, ma la visione che impose il Dipartimento di Stato è stata quella di distruggere il governo rivoluzionario.

Poi il 9 marzo del 2015, lo stesso Obama firmò l’infame decreto che dichiara che il Venezuela è una minaccia alla sicurezza degli Stati Uniti, aprendo così le porte ad un’avventura interventista della cupola imperialista in qualsiasi momento.

In questi momenti negli Stati Uniti c’è una situazione molto rischiosa e minacciosa contro la pace dei popoli del mondo, una situazione di nuova confezione, di nuova conduzione del potere.

«Lo abbiamo detto di recente: gli organi principali di presa delle decisioni dell’apparato politico, industriale e militare degli Stati Uniti sono oggi nelle mani di estremisti.

Il presidente ha parlato della recente decisione di bombardare la fraterna Repubblica Araba della Siria, passando al disopra delle leggi internazionali del Consiglio di Sicurezza della ONU e con risultati disastrosi che dimostrano come si prendono oggi le decisioni nel potere degli Stati Uniti.

«Questo deve chiamarci alla riflessione, in allerta», ha indicata il mandatario venezuelano.

«Il recente allineamento di un gruppo di governi di destra neoliberista perdenti, contro il Venezuela; il recente attacco interno della destra venezuelana che ha preso il cammino della violenza e del golpismo dell’assalto al potere, rappresentano le nuove correnti estremiste che dirigono il governo e prendono decisioni negli Stati Uniti», ha indicato Maduro.

Il presidente venezuelano ha assicurato che continua a mantenere il suo richiamo al dialogo, ma la verità è che è stato dato l’ordine da Washington di zero dialogo con il Venezuela, per far scoppiare nel paese una situazione per un intervento straniero.

«L’unica forma per ottenere la pace è attraverso la parola, il dialogo, il dibattito sincero, la ricerca della ragione, la ricerca di punti in comune. Maduro ha ricordato l’esempio di Fidel. Chi ricorda il nome di un cancelliere o di un presidente di un governo che ha aggredito Cuba e ha fatto espellere Cuba dalla OSA in quell’epoca ? Chi lo ricorda ? E chi ricorda il nome di Fidel Castro Ruz e della Cuba rivoluzionaria?  Il mondo intero! Questa è la nostra storia e questa è la nostra grandezza».

Il dignitario ha ringraziato Cuba per l’appoggio dei suoi collaboratori in terre venezuelane, per il loro ruolo salvando vite, nell’alfabetizzazione, la cultura e lo sport, ed ha ringraziato per la formazione dei professionisti venezuelani in tutti questi anni.

Come dice Evo, Cuba è la campionessa mondiale della solidarietà in Nuestra America e nel mondo.

Poi Maduro ha riconosciuto l’importanza dell’unità latinoamericana, palpabile con la creazione del Banco dell’ALBA «che dobbiamo far crescere in accelerazione costante di profitto e investimenti. Dobbiamo prendere le redini dello sviluppo integrale della nostra regione», ha affermato.

Poi ha riferito che l’era post petrolifera in Venezuela sta già avanzando ed ha ricordato che per 100 anni sono stati dipendenti dal petrolio.

«Ora andiamo avanti con un’economia non solo differenziata all’interno ma integrata verso tutta la nostra regione, in una rete d’investimento, commercio sviluppo tecnologico verso tutta la regione, in una rete d’investimenti», ha detto ancora.

Alla fine del suo intervento ha segnalato che non sarà la OSA e non sarà la destra pro imperialista a interrompere il corso vittorioso di una rivoluzione che è nata dalla storia e che la storia chiama verso un solo destino: La Vittoria! La Vittoria! e La Vittoria! ( Traduzione Gm - Granma Int.)