ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Creare una metodologia che permetta di conoscere la frequenza e l’intensità degli uragani che hanno colpito il paese nel passato è uno dei propositi del progetto scientifico Valutazione del Paleoclima e Paleouragani a Cuba e nei Caraibi negli ultimi 10.000 anni, partendo dai Registri d’Alta Risoluzione  degli Speleotemi, il cui seminario iniziale si svolge oggi martedì 21 marzo,  nel Museo Nazionale di Storia Naturale di Cuba (MNHNC).
Il professor Jesús Pajón Morejón, investigatore curatore di questa istituzione che appartiene al Ministero di Scienza, Tecnologia e Ambiente e a capo del citato progetto che forma parte del programma nazionale Cambio Climatico in Cuba:  Impatti, Mitigazione e Adattamento, ha precisato a Granma che per realizzare questo obiettivo si studieranno le impronte lasciate da questi fenomeni naturali nelle bande di crescita delle stalagmiti presenti in determinate caverne dell’occidente del nostro arcipelago.
Oltre ad ottenere informazioni riferite all’incidenza degli uragani e con quale presunta forza lo fecero nel periodo di tempo menzionato, i risultati del lavoro saranno di grande utilità all’ora di valutare possibili cicli di ritorno o ricorrenze e in particolare di quei casi notevolmente forti.
Partecipano al progetto anche gli specialisti del Centro del Clima dell’Istituto di Meteorologia e delle Università di Auburn e Alabama, negli Stati Uniti.
Negli ultimi decenni la paleoclimatologia ha risvegliato un interesse particolare a livello mondiale, mostrando l’evoluzione del temperature e il regime delle precipitazioni in diversi periodi storici del pianeta.
Per esempio oggi si sa che il clima del mondo non è mai stato stabile, è variato in forma naturale in tutte le scale di tempo e continuerà a farlo nel futuro, indipendentemente da quanto possa influire l’attività umana.
Lo stesso accade con i grandi cicloni e altri fenomeni meteorologici estremi. ( Traduzione GM – Granma Int.)