ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Ricardo Cabrisas, vicepresidente del Consiglio dei Ministri e titolare di Economia e Pianificazione ha sottolineato che l’economia cubana prevede di realizzare il 2 % di aumento nel 2017 di fronte ad una caduta dello 0.9% nell’anno attuale, segnato da limiti finanziari sin dal primo semestre.

Cabrisas ha informato sullo svolgimento dell’economia nel 2016 e dei pronostici per il prossimo anno, parlando ai deputati e agli invitati nell’ottavo periodo ordinario di sessioni dell’Ottava Legislatura dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare.
Il ministro ha ratificato la tesa situazione che esiste per via della scarsa disponibilità di divisa, la mancanza delle entrate previste per le esportazioni, l’insufficiente rifornimento di combustibili, oltre alla vigenza del blocco, i cui effetti extraterritoriali si sono  rinforzati negli ultimi anni.

Questa situazione colloca l’economia in uno scenario che non cambierà in breve tempo. Cabrisas ha risaltato che è imprescindibile applicare le indicazioni del Presidente Raúl Castro,  cioè aggiustarci alle capacità reali e non spendere più di quello che siamo capaci di generare, ed ha spiegato che nella proposta del  piano si pianificano la crescite più alte nei settori dell’industria dello zucchero e degli hotels e ristoranti, che superano il 30% e l’8% rispettivamente.  Si prevede l’aumento tra il 2% e il 5%  nei trasporti, ammasso, comunicazioni, servizi di elettricità, gas e acqua, costruzione,  allevamento del bestiame, agricoltura, commercio, riparazione di effetti personali, pesca, industria manifatturiera, senza includere quella dello zucchero.

Diminuisce invece del 5.2 % il settore dello sfruttamento delle miniere e delle cave e si mantengono a livelli simili i servizi sociali.
Cabrisas ha detto che si ratifica la tesa situazione del bilancio della divisa e che in questo senso si dovranno realizzare obiettivi permanenti e decisivi, come garantire le esportazioni e gli incassi designati nel Piano.

“Dobbiamo identificare le possibilità per sostituire le importazioni, ridurre al massimo le spese non indispensabili e usare con efficienza le risorse”.

Parlando di portatori energetici, ha detto che il Piano permette d’ottenere livelli similari al 2016 con una crescita del consumo produttivo del 6.9 %.

Si prevede, per il 2017, la produzione nazionale di tre milioni 500.000 tonnellate di petrolio e di gas equivalente e questo rappresenta una caduta del 4% rispetto alle stime dell’anno precedente.

Sul totale degli investimenti pianificati, solo il 6,5% conta con la partecipazione straniera e per questo non si ottiene che il capitale straniero sia un elemento essenziale per il progresso dell’economia nazionale.

Considerando la difficile congiuntura del 2017, il Vicepresidente ha segnalato l’importanza d’avanzare nella realizzazione dei progetti d’investimento vincolati al programma di sviluppo economico; di rendere agile l’uso efficiente delle offerte di  finanziamento estero, e incrementare il controllo e l’uso razionale delle risorse energetiche.

Il ministro d’Economia ha sottolineato la necessità d’elaborare un programma a medio tempo che permetta di rovesciare la critica situazione dell’industria alimentare, evitare il pagamento di salari senza supporto produttivo, mantenere lo stretto seguimento dell’equilibrio monetario nel settore della popolazione e assicurare le attività di salute, educazione e altri servizi di base (Escambray / Traduzione GM – Granma Int.)