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ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Photo: Archivo

“La prima cosa che dirò ai miei studenti, appena arrivato a Roma, è che l’Assemblea Nazionale del Potere Popolare che si riunirà a L’Avana alla fine di dicembre, promulgherà una legge che impedirà di collocare statue, monumenti, busti e similari del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz per eseguire le sue volontà”, ha detto Luciano Vasapollo, noto economista, professore universitario, scrittore, molto legato a Cuba, che ha visitato almeno 38 volte, anche se non ricorda il numero preciso.
Luciano ha una stretta relazione con le università cubane, con gli economisti e gli intellettuali dell’Isola.   Ogni volta che viene in Cuba offre varie conferenze, partecipa a dibattiti, presenta libri e viene invitato alla Tavola Rotonda quotidiana della Televizione nazionale.
Ci incontriamo nell’Icap, Istitituto cubano di Amicizia per i Popoli, dove ha parlato in occasione del Giorno dei Diritti Umani, tema sensibile per le false accuse che si fanno contro Cuba, ed anche in occasione di una bella mostra fotografica di Hector Planes,  che mostra immagini toccanti sulle cure e le attenzioni che Cuba dedica ai bambini malati o con problemi fisici e psichici, sempre gratuitamente e con i metodi più moderni possibili, nonostante il blocco economico imposto dagli Stati Uniti e più che mai vigente.
Luciano è venuto con Rita, sua moglie, attivissima compagna, per partecipare al funerale di Fidel e seguire la Carovana del Comandante.  
“La notiza è stata un colpo forte,  anche se si sapeva, si doveva sapere che un giorno doveva accadere. Non eravamo preparati”, confessa con gli occhi umidi. “Appena l’ho saputo ho fatto di tutto per venire a L’Avana. Dovevo partecipare  a un convegno d’economia l8 dicembre, invitato da parte di Raúl, ma abbiamo anticipato per la triste notizia.  Mi hanno invitato a raggiungere Santiago conla Carovana e ho potuto vedere tutta la passione di Cuba, del suo popolo, l’amore per Fidel, indimenticabile leader, il dolore e la volontà di continuare il cammino che lui ha indicato, tracciato e seguito, nonostante le mille difficoltà, per più di cinque decenni”, Luciano, che è dirigente della Rete dei Comunisti (Lui ci ha aiutato a crearla, ha detto), sottolinea che Fidel è riuscito e consolidare il suo pensiero patriottico e indipendentista, quello suggerito da José Martí, cent’anni dopo la sua morte.
“Fidel ha sempre pensato all’America  come a un continente libero, senza colonizzazione, attraverso la  globalizzazione della solidarietà.      
Come Delegazione della Rete dei Comunisti abbiamo seguito il percorso della Carovana della Libertà a rovescio,  ed abbiamo smentito  il terrorismo mediatico dei bugiardi media italiani che hanno provocato indignazione e rabbia tra i cubani, mostrando cose di Fidel e dei  controrivoluzionari di Miami che ballavano, sostenendo che la popolazione non era affatto addolorata dalla notizia del decesso del suo leader della Rivoluzione.
“È morto il dittatore e lo dimostra il popolo cubano,  hanno avuto la vigliaccheria di dichiarare. Noi abbiamo visto per tutta la carovana i cubani, persone umili, contadini, bambini, tutti commossi, addolorati, piangendo o facendosi forza con la parola d’ordine *Io sono Fidel*. Tutti i cubani sono Fidel e gridavano altre parole d’ordine che rimangono scolpite nella storia.
Non si era mai vista una partecipazione così viva e sincera, nel dolore, e il rispetto, per la morte di una guida, di  un padre, dicevano tutti. Rendiamo onore a un amico, al nostro Comandante …
È stata un’emozione incredibile vedere i giovani con le bandiere, la loro partecipazione viva, dovunque, che gridavano: Allerta che cammina la scuola di Fidel per l’America Latina.   
Io mi sento parte di questa Rivoluzione: io sono rivoluzionario, cubano e fidelista, e sono venuto proprio per accompagnare Fidel. La conferenza è stata sospesa, ma non potevo mancare. Questo è un momento difficile, di dolore.  Fidel  era malato da 10 anni e aveva 90 anni, una vita vissuta pericolosamente… ce lo dovevamo aspettare, ma non è stato così! Fidel è la Rivoluzione, non è solo il leader della Rivoluzione cubana.  
Il popolo è la Rivoluzione e lui è il popolo! Quando mi hanno detto che era morto mi si è stretto il cuore. Una settimana prima era stato con il presidente del Vietnam, abbiamo le fotografie dell’incontro, non me lo aspettavo proprio… era nel pieno delle sue capacità mentali.
Siamo venuti qui con questo popolo, qui dove venni per la prima volta nel 1978.
Io ho avuto la grande fortuna e l’onore d’avere rapporti diretti con il Comandante nei Congressi Nazionali della ANEC, a cui partecipava e in latre occasioni.  Non so se lo merito ma ho anche incontrato grandi figure della nostra epoca: Abel Prieto, Hugo Chávez, Evo Morales  e tanti altri.  
Mia moglie Rita ha pianto per l’emozione dopo aver parlato con Fidel la prima volta …
Fidel non è solo patrimonio di Cuba. Fidel non è solo patrimonio dell’America Latina. Fidel è Patrimonio universale.