ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Che siano tre non è trascendentale, nè da che scuola vengono e nemmeno le tre età che possono avere.
Come i motivi per cui non sono altri, ma proprio loro.
Trascendente è che sono tre pionieri seduti attorno a un tavolo di fronte ad Alí Rodríguez Araque, ambasciatore  venezuelano in Cuba; davanti alla stampa, accompagnati da Aymara Guzmán Carrazana, presidente nazionale dell’organizzazione che li rappresenta.
Questo, e che la OPJM ha come nome quello di José Martí.
È trascendente allora che i tre si trovano nell’ambasciata del Venezuela in Cuba.
E ci sono altri tre in quella del Nicaragua, in quella del Cile e della Bolivia …
E che sono i pionieri che visitano queste missioni diplomatiche, che hanno appoggiato Cuba nella ONU, nella sua risoluzione contro il blocco.
E che lasciano in ogni ambasciata dove giungono una bandiera e un fiore.
L’ambasciatore del Venezuela dice che, come corrisponde a una posizione giusta e di dignità, Cuba ha sempre ottenuto importanti vittorie.
Vittorie nella lotta per aver sostenuto i diritti dei popoli, conquistati nei secoli al prezzo di sangue e sacrificio e che questo si è riflesso nella votazione di ieri contro il blocco, una battaglia nella quale Cuba e il Venezuela sono state insieme, perchè la lotta di uno è la lotta dell’altro.
“Accompagniamo e accompagneremo Cuba nel suo reclamo per l’eliminazione  assoluta e senza condizioni di questa politica che, sono sicuro, lo stesso popolo nordamericano condanna”, ha sottolineato.
Poi ha parlato dettagliatamente della situazione del suo paese.
“Prima e dopo l’elezione del presidente Chávez, si era scatenata una campagna per tentare di deformare la realtà del Venezuela per, con quello, conquistare una parte del popolo e sommarla all’opposizione”, ha ricordato,
“Hanno tentato colpi di Stato, uno sciopero del settore del petrolio, l’unico avvenuto nel paese, ma tutti i loro piani sono falliti e continueranno a fallire”.
“Noi difendiamo la pace, perchè solo con la pace è possibile realizzare il progetto dei nostri popoli”, ha detto, ed ha aggiunto che crede che in America Latina c’è stata una crescita delle coscienze.
Ed è molto difficile che si torni indietro.
“In nome del popolo cubano ringraziamo infinitamente il popolo bolivariano per appoggiare la nosra lotta e gli diciamo che ugualmente noi appoggiamo la sua lotta, perchè siamo popoli amici, fratelli”, ha detto uno dei bambini.
I tre consegnano il fiore e la bandiera . Nervosi, dicono che amano Chávez e Maduro come amano  Martí, Fidel, Camilo…
Rodríguez Araque regala libri.
Usciamo e sulla porta dove ci salutiamo i tre bambini concedono interviste di una maturità che ci sorprende.
Danno fiori e ricevono libri. Va bene. (Traduzione GM - Granma Int.)