ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Photo: Marcelino Vázquez (AIN)

Il Ministro delle Relazioni Estere di Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla, ha presentato,venerdì 9 settembre, ilrapporto di Cuba sulla risoluzione  70/5 dell’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite, intitolata “Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba, in una conferenza stampa realizzata nella sede della Cancelleria  a L’Avana.
Durante la lettura del documento, che l’Assemblea Generale della ONU discuterà nel prossimo ottobre per la 25ª occasione, il ministro ha affermato che il blocco imposto dagli Stati Uniti persiste e che nonostante le dichiarazioni dell’ Esecutivo statunitense di quasi due anni fa - che si deve porre fine al blocco economico, commerciale e finanzario imposto contro Cuba- questa politica si mantiene e continua a provocare forti danni all economia cubana, limitando il diritto allo sviluppo del popolo di Cuba  “Il blocco danneggia il popolo cubano. Carenze e privazioni sono quotidiane per la famiglia cubana. Non va sottovalutato l’impatto del blocco per Cuba. È il princpale ostacolo per lo sviluppo nazionale”, ha aggiunto Rodríguez.  
“Non tralasciamo di riconoscere i progressi nelle relazioni tra i governi di Cuba e degli Stati Uniti, ma questo flagello danneggia settori sensibili del paese”, ha spiegato il ministro.

Photo: Marcelino Vázquez (AIN)

“Non c’è uno spazio in Cuba che non soffra per le conseguenze del blocco. L’applicazione di questa politica colpisce i servizi, la salute, l’educazione, l’economia, i prezzi, i salari, l’alimentazione e la sicurezza sociale. Non c’è elemento nella vita quotidiana di un cubano nel quale non sia presente l’impatto del blocco”, ha aggiunto. 
“Per queste ragioni il governo cubano presenterà nuovamente questo rapporto nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite”, ha detto  Bruno Rodríguez Parrilla.
“Questo rapporto, ha segnalato, rifletterà i passi avanti tra le due nazioni, ma senza dubbio la realtà è che il blosco continua, si mantiene e danneggia i cubani e le cubane”.
Tra aprile del 2015 e marzo del 2016 i danni del blocco contro Cuba sono stati di circa 4.680 milioni di dollari, ha informato il cancelliere.
Il presidente Obama e il suo Governo hanno facilitato i viaggi nel nostro paese solo a gruppi specifici, con 12 licenze, ma la proibizione ai cittadini statunitensi di viaggiare nell’Isola continua e costituisce senza dubbio una violazione dei diritti e delle libertà civili.
“È una pena che si politicizzino le misure sulle telecomunicazioni, prese dal presidente degli USA, per facilitare infrastrutture di inter-comunicazione diretta di compagnie nordamericane a Cuba ed è deplorevole che queste misure non funzionino mentre il blocco è vigente”, ha ribadito.
Il ministro degli Esteri cubano ha anche rivelato che in quasi sei decenni i danni provocati all’Isola, accumulati per il blocco, sono di 753.688 milioni di dollari.
“Forse la situazione della nostra economia non sarebbe migliore senza tutti questi danni?” ha indicato.
Il diplomatico cubano ha continuato, spiegando che ad eccezione delle telecomunicazioni, gli investimenti delle compagnie e degli uomini d’affari statunitensi sono sempre proibiti.
“Anche se sono passati diversi mesi dalla visita del presidente Obama, da quando ha dichiarato che presto Cuba potrà utilizzare il dollaro statunitense in transazioni internazionali, questa restrizione si mantiene”, ha confermato. “Continuano vigenti le insolite leggi di Commercio con il Nemico, la Legge Torricelli, la Legge Helms – Burton...”
Rodríguez ha detto che esiste un appoggo maggiore da parte del popolo statunitense per l’eliminazione di questa politica ostile, per cui è necessario che il Congresso nordamericano ascolti i suoi elettori, ed ha poi deplorato il programma di Parole..., utilizzato dall’amminstrazione nordamericana per i pofessionisti medici cubani.
Nel prossimo ottobre la massima istanza della ONU discuterà il progetto non vincolante che ha già contato sullo stragrande appoggio della quasi totalità dei suoi membri, con un’inequivocabile condanna ad una politica definita dalla comunità internazionale come obsoleta, ostile e ingiusta.
Le misure promulgate sino ad ora dalla Casa Bianca mostrano la loro limitata portata e mostrano quanto potrebbe fare il Presidente degli USA per modificare sostanzialmente l’applicazione del blocco, ricorrendo alle speciali prerogative esecutive.
Il 27 ottobre dell’anno scorso la comunità internazionale riunita nelle Nazioni Unite ha espresso la sua forte condanna a questa politica con 191 voti a favore, 2 contrari (Israele e gli Stati Uniti ) e nessuna astensione, sommando 24  votazioni a favore della Risoluzione cubana.
Imposto ufficialmente il 3 febbraio del 1962, cioè 54 anni fa, il blocco degli Stati Uniti contro Cuba ha provocato enormi danni umani ed economici all’Isola, danneggiando tutta la società cubana. ( Traduzione GM – Granma Int.)