ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

L’uso di tecnologie molto moderne per la protezione, la conservazione e lo studio delle aree marine protette offre la possibilità d’arricchire le conoscenze che esistono su questa attività in Cuba.
“Nel  Parco Nazionale  Jardines de la Reina, ( Giardini della Regina) in provincia di Ciego de Ávila, è stata collocata la prima boa oceanografica per raccogliere dati di grande interesse per l’investigazione scientifica”, ha detto  Yadira Torres Olarriaga, specialista della conservazione nell’Impresa Nazionale della Flora e la Fauna parlando con l’Agenzia Cubana di Notizie, ed ha spiegato che questi strumenti misurano la clorofilla presente nell’acqua, la quantità di sedimento e la circolazione delle correnti marine, tra ai vari parametro tecnici.
La specialista ha aggiunto che ogni sei mesi si raccolgono le informazioni  accumulate e si cambiano le batterie della boa, donata all’Isola grazie ad  un progetto di collaborazione internazionale con l’Unione Europea e una ONG tedesca.
“La sua implementazione risponde alle strategie dell’Isola per mitigare gli effetti del cambio climatico”, ha aggiunto.
Yadira  Torres Olarriaga ha informato che nei prossimi giorni si collocherà la seconda boa nella  Ciénaga de Zapata, in provincia di Matanzas, e che si aspira ad incrementare questo metodo d’investigazione.  
“Noi lavoriamo assieme ad altre istituzioni, come la fondazione Antonio Núñez Jiménez, i Centri d’Investigazioni Marine e della Pesca e le comunità adiacenti.
Le aree marine protette sono una porzione del territorio nazionale marino con alti valori naturali.
In totale queste sono 47 zone e includono le paludi costiere, i cayos e l’area emersa  sino a 200 metri all’interno della linea di alta marea.  (info ACN/ Traduzione GM – Granma Int.)