Fratello Raúl, Presidente della Repubblica di Cuba;
Vicepresidenti;
Fratelli Cancellieri;
Ministre, Ministri;
Ministri che mi accompagnano in questa cerimonia;
Comandanti delle Forze Armate;
Invitati speciali;
Amici della stampa e di tutto il popolo cubano:

Prima cosa: sono sorpreso per questa decorazione. A nome del popolo
boliviano e a nome dei nostri movimenti sociali voglio dire : Molte grazie fratello Presidente, per questa alta decorazione José Martí, il nostro leader per la vita.
Sono sorpreso anche, come sempre, da tutta la solidarietà del popolo cubano.
Grazie alla sua Rivoluzione, grazie all’unità del popolo di Cuba.
Siamo dove stiamo, non tutti i paesi ma alcuni paesi, con governi antimperialisti.
Cuba, per i movimenti sociali della Bolivia e specialmente per me, è sempre stata una fonte d’ispirazione in questa lotta per la liberazione dei nostri popoli, da dirigente sindacale lottavamo contro uno stato coloniale e adesso come presidente rappresento lo Stato Plurinazionale servendo il nostro popolo.
Cuba è esempio di unità di lotta antimperialista; Cuba per me è un modello di paese socialista per tutti i paesi del mondo.
Il patrimonio del popolo cubano, e non solo del popolo cubano, di questa Rivoluzione, sono la salute e l’educazione.
Sono sorpreso per tutta la cooperazione che voi e il vostro popolo sviluppate con tutto il mondo.
Questo patrimonio del popolo cubano, della salute e l’educazione, è prodotto della Rivoluzione e sento che è un patrimonio modello dei servizi in tema di salute e d’ educazione per i popoli del mondo.
Il nostro rispetto e la nostra ammirazione vanno al fratello Fidel.
Sento che noi di queste generazioni siamo i figli e i nipoti dai tempi della colonia, di Tupac Katari, di Tomás Katari, di Amaru, di tanti leaders indigeni. Ma in questi tempi della Repubblica siamo figli e nipoti di Fidel Castro. Ci ha lasciato una grande lotta.
Voi sapete il rispetto, l’affetto e l’ammirazione che proviamo per Fidel e per Lei. fratello Raúl e per tutto il popolo cubano.
Così come prima della fondazione delle Repubbliche c’erano guerriglieri per l’indipendenza e alcuni passarono forse anche alle guerriglie per la liberazione di altri popoli, io direi perlomeno che: “Sono state le conferenze antimperialiste in Cuba, dell’ epoca dei ‘90, le tante conferenze nella sala delle convenzioni qui in Cuba, come una grande lezione per condividere la lotta dei popoli, le dottrine anti imperialiste dei dirigenti sindacali, dei dirigenti dei movimenti sociali e anche di leaders politici e per questo, fratello Raúl, al popolo cubano vanno sempre il nostro rispetto e la nostra ammirazione”.
“Io non ho mai pensato di ricevere una decorazione, Io mi ricordo quando stavo cominciando come dirigente sindacale, che volevo tanto conoscere Cuba e che c’erano persone che racco,mandavano :“Se vai a Cuba, non farti timbrare l’immigrazione… se nel tuo passaporto ci sarà il timbro di Cuba, sarai escluso in tutto il mondo… Questo è terminato e adesso è un lusso avere un timbro del popolo cubano nei nostri passaporti”.
“Un momento fa si commentava e coincido perfettamente, che gli Stati Uniti hanno cercato d’isolare Cuba, ma si sono isolati loro, perchè tutto il mondo sta con Cuba. Come cambia la vita! Come cambiano i tempi!”
“Sono sicuro che siamo in altri tempi, e siamo anche convinti, fratello Raúl, che ci sono temi pendenti in America al margine dei temi economici, al margine di temi culturali, sociali, ideologici, e sono temi geografici. La Bolivia ha sempre una domanda sul tema del mare, così come Cuba ha un tema pendente con gli Stati Uniti: Guantánamo. Io sono quasi convinto che presto o tardi ci sarà un presidente anticapitalista negli Stati Uniti e che, con sicurezza, Guantánamo tornerà al popolo cubano, cosi come ci sarà un presidente antimperialista in Inghilterra e anche le Malvine torneranno all’Argentina o all’America Latina.
Questi temi geografici pendenti passano da una questione politica, ideologica, programmatica e culturale, ma è anche importante riconoscere, fratello Raúl, ne sono sicuro, che questo processo d’integrazione è quello sognato da nostro fratello Fidel. Ricordo dopo la creazione della CELAC che mi telefonò per parlarmi con molta passione di questa grande integrazione della CELAC, dei presidenti di oggi e dei futuri presidenti. E che non possiamo abbandonare questa grande opera di Lula, di Kirchner, di Hugo Chávez, di Fidel, e degli altri presidenti, e i processi d’integrazione per la liberazione dell’America Latina.
Per questo, a Fidel un saluto; a lei Raúl molte grazie per questo riconoscimento che è un riconoscimento alla lotta dei popoli della Bolivia, al movimento indigeno, operaio, contadino, di tutti i settori sociali.
Abbiamo capito quanto è importante l’unità per la liberazione dei nostri popoli.
Nuovamente grazie Raúl, molte grazie a tutti voi.
Fortuna e felicità!
Sino a che esisterà il capitalismo, la lotta continuerà verso la liberazione definitiva dei popoli di tutto il mondo.
Molte grazie.
( Applausi /Versione stenografica del Consiglio di Stato- Traduzione GM - Granma Int.)




