ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Foto: tomada de Cubasí
Photo: tomada de Cubasí

La Conga contro l’omofobia e la transfobia, un altro passo avanti nella battaglia della comunità LGBTI per la conquista dei pieni diritti.
Piume colorate, bandiere, costumi e soprattutto un’allegria sfrenata, hanno caratterizzato la mattina di sabato 14 con la conga contro l’omofobia e la transfobia, organizzata ogni anno dal Centro Nazionale di’Educazione Sessuale come parte della Giornata.
A pochi passi dal Malecón avanero, con un sole brillante, e la presenza di centinaia di persone nella più ampia diversità, non solo per l’orientamento sessuale e l’identità di genere, ma per la cultura  e provenienza  sociale e geografica, la conga è stata un vero  successo nella battaglia della comunità LGBTI (lesbiche, gays, bisessuali, transessuali e intersessuali) nella lotta per il rispetto dei loro diritti che sono diritti umani.  
La conga si è sommata al reclamo dell’eliminazione del blocco degli Stati Uniti contro Cuba e nella voce di Mariela Castro Espín, direttrice del Centro Nazionale d’Educazione Sessuale (Cenesex), è stata chiesta l’unione di tutti i popoli della regione.
Mariela ha incitato i movimenti LGBTI dell’America Latina e dei Caraibi a non dimenticare la storia dei loro paesi e a difendere la loro indipendenza, perchè per essere liberi si deve lottare contro ogni forma di discriminazione, ha sostenuto.
La nota transessuale Farah María, su una motocicletta, e la trans Imperio, sono state forse gli elementi più in vista di uno spazio nel quale ognuno si è mostrato com’è e come vuole essere.
La coordinatrice residente del Sistema delle Nazioni Unite – SNU- in Cuba, Mirta Kaulard, stupita dalla quantità di popolo lì riunita, ha detto con soddisfazione a Cubasí che nell’occasione, paragonandola all’anno scorso, c’erano più persone e una maggior partecipazione e questo la rendeva molto contenta perchè l’inclusione è sempre più necessaria.
“Per le Nazioni Unite è fondamentale il rispetto dei diritti e per questo è importante celebrare questa giornata per favorire l’inclusione negli ambienti di lavoro.
La transessuale Yisel,  ha assicurato che era lì per appoggiare la comunità gay se voleva fare una sfilata e che era lì per mostrare la diversità di genere.
“Io sono trans dai miei 16 anni e oggi ne ho 25. Sono stata discriminata negli ambienti di  lavoro, ma oggi sono felice. Ho cercato per molto tempo un luogo dove fare la modella e non avevo trovato porte aperte, ma due anni fa il mio sogno è stato realizzato nell’accademia  Modabaila, dove ci sono anche eterosessuali”,  ha sottolineato.
Le  lesbiche  Yoanka Fajardo e Mónica Martínez, che vivono in coppia da tre anni hanno affermato d’essere molto compiaciute per la giornata e  per questo spazio dove si rispettano i diritti e ognuno può mostrare apertamente il suo orientamento sessuale  e identità di genere.
“Siamo qui contro l’omofobia, perchè ogni persona deve avere il suo pezzetto e non possiamo continuare ad essere discriminati. Siamo molto felici e questo sentimento lo vogliamo condividere con tutti. (Traduzione GM - Granma Int.)