ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Tra i mesi di dicembre e di gennaio scorsi aveva raggiunto la sua massima intensità e si era collocato tra i più forti degli ultimi sessant’anni, con quelli del 1997-1998 e 1982-1983.  
L’attuale evento El Niño/Oscillazione del Sud (ENOS)  ha continuato la sua graduale declinazione nel mese di marzo, diminuendo le sue calde anomalie della temperatura del mare nell’Oceano Pacifico equatoriale.
Come sostengono gli specialisti del Centro del Clima dell’Istituto di Meteorologia, la maggioranza dei  modelli di pronostico indicano che questa  tendenza deve proseguire in aprile e maggio, sino a tornare alla normalità alla metà dell’anno.
Nel caso particolare di Cuba, l’influenza di questo complesso processo d’interazione oceano-atmosfera  ha contribuito a far sì che il 2015 sia stato l’anno più caldo dal 1951; che il trimestre novembre, dicembre, gennaio sia stato il più piovoso del normale per l’epoca, soprattutto nelle regioni occidentali e centrali.
Se non fosse stato per questo, i livelli  d’acqua nei laghi artificiali di queste zone sarebbero molto inferiori agli attuali.  
In febbraio e marzo  le precipitazioni sono stata al di sotto di quanto sperato.
 A livello internazionale El Niño  ha provocato notevoli impatti in vari luoghi del mondo.
Basta citare le precipitazioni intense e le grandi inondazioni in Argentina, Uruguay  e Brasile e le severe siccità in Venezuela, Panama, Indonesia e altre nazioni.
Per il momento gran parte dei modelli prevedono il predominio di condizioni neutre nel Pacifico equatoriale nel secondo semestre dell’anno, ma un certo numero segnala lo sviluppo possibile di un evento meteorologico detto La Niña o AENOS. (Traduzione GM - Granma Int.)