OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Il seminario è terminato con un riconoscimento speciale a Fidel per il suo lavoro. Photo: Marcelino Vázquez (AIN)

“L’uomo che compirà 90 anni essendo giovane”: la giornalista Katiuska Blanco lo ha definito così nel seminario dedicato al protagonismo del leader della Rivoluzione nelle Politiche della Gioventù in Cuba, realizzato venerdì 1º aprile nel Palazzo delle Convezioni de l’Avana.
“Fidel ha sempre preferito il nuovo in politica, e dai suoi 19 anni è stato immerso nella lotta per rendere possibili la sovranità e la giustizia nel nostro paese, e il suo dialogo con i giovani è stato costante” ha aggiunto la Blanco, che si è dedicata ad approfondire la vita e l’opera del Comandante in Capo.
Il pedagogo cubano e combattente rivoluzionario, Dr. Fernando Vecino Alegret, è intervenuto  nel dibattito e attraverso un percorso nella storia nazionale ha analizzato la traiettoria di Fidel, come una figura che ha dato un impulso all’ educazione attraverso media di massa come gli audiovisivi, l’università dell’educazione superiore, l’impulso dell’estensione universitaria, la politica del lavoro per i giovani laureati nella loro professione, coloro che dopo la laurea hanno sempre avuto l’opportunità di mantenersi nel sistema di specializzazione disegnato per il paese.
L’apporto di Fidel nel campo delle politiche pubbliche indirizzate alla sfera culturale, è stato analizzato da Luis Morlote Rivas, primo vice presidente dell’Unione degli Scrittori e gli Artisti di Cuba - UNEAC - che ha ricordato il documento *Parole agli intellettuali, in cui il leader della Rivoluzione ha parlato della necessità d’elevare il livello e la qualità del consumo culturale, così come di coltivare la capacità dell’apprezzamento critico da parte del pubblico.
“Da quello sforzo, da quel dialogo nella Biblioteca Nazionale, sono sorte grandi iniziative che hanno trasferito la cultura verso luoghi remoti nella geografia nazionale e partendo da allora è sorta la UNEAC come avanguardia artistica incaricata di dare un nucleo a tutto quel movimento indirizzato soprattutto ai giovani,  coloro che si stavano formando nella Rivoluzione.
Questo interesse per le democratizzazione dell’accesso alla cultura,  messo in evidenza da Fidel, ha portato all’impulso d’una politica profonda, dove non aveva spazio il fanatismo, che non è mai ricorsa alla retorica né allo show, ma ha visto il suo lavoro come missione e come dedizione, ha detto l’intellettuale.
Abel Prieto Jiménez, assessore del Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri  ha ricordato le lunghe ore di Fidel dedicate a spiegare  al suo popolo i dettagli del Governo e ad informare le generazioni.

“Il marxismo in Fidel non è un dogma, perchè pensa in termini di futuro e molti politici dell’America Latina si sono formati ascoltando i suoi discorsi,  attraverso le onde di Radio Haban Cuba e leggendo Prensa Latina, media della stampa mediante i quali ha generato una coscienza nei popoli, partendo sempre dallo studio della storia, ma uno studio critico, attivo, nel quale giovani potessero apprezzare il loro apprendistato”, ha aggiunto Abel Prieto che ha detto poi che i libri di Fidel, i suoi discorsi, le sue interviste, sono una fonte infinita e vanno letti perchè non sono mai superficiali, perché Fidel giunge a Marx passando per José Martí.
Partendo dai suoi 15 anni come ministro di Cultura, Prieto ha indicato quanto ha appreso dal Comandante in Capo su tutto quello che un rivoluzionario non può mai smettere di pensare, una cosa che sembra semplice, ma che indica l’importanza di non cadere nel lavoro meccanico, potenziando la creatività politica più attuale.
Sono stati poi analizzati altri temi, come la Battaglia delle Idee, generata per elevare la cultura generale del popolo, la necessità di far sì che i giovani partecipino partendo dagli spazi della società civile rivoluzionaria e della coscienza, che è imprescindibile nei temi attuali per far froete alla colonizzazione del pensiero che pretende l’industria del consumismo.
Il seminario è terminato con un riconoscimento speciale per Fidel da parte del comitato organizzatore del Congresso Internazionale degli studi degli investigatori sulla gioventù. ( Traduzione GM – Granma Int.)