ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Nicolás Maduro nell’aeroporto internazionale José Martí prima di tornare in Venezuela. Photo: AIN

“Abbiamo visto Fidel con una forza tremenda, come sempre, attualizzato più che mai”, ha affermato a L’Avana Nicolás Maduro, presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, poco prima di partire per ritornare nel suo paese.

Accompagnato da Miguel Díaz-Canel Bermúdez, Primo Vicepresidente dei Consigli di Stato e dei Ministri di Cuba, Maduro ha commentato alla stampa, nell’aeroporto internazionale José Martí, che il leader della Rivoluzione, Fidel Castro Ruz, lo ha ricevuto pieno d’ottimismo.

“Quando siamo arrivati stava scrivendo alcuni articoli, correggendoli. Abbiamo parlato della sua visione del mondo, del continente, della sua tremenda passione per Bolívar, per la storia della Patria Grande”, ha raccontato Maduro, mostrando il contenuto di una cartellina gialla che portava tra le mani, con le immagini che testimoniano la sua conversazione con Fidel e scritto a mano da lui personalmente: “Ricordo di Marzo. Un abbraccio per Cilia e Maduro”.  

Il Presidente bolivariano ha detto che Fidel è attento ai piani dei 14 impianti che sono entrati in funzione in Venezuela e soprattutto quelli per la produzione di alimenti, con le nuove tecniche a alla necessità di diventare indipendenti nella produzione delle sementi e di molte altre cose dalle quali siamo sempre pendenti.

Come dice Dalia, sua moglie, Fidel è l’uomo più informato del pianeta Terra”, ha scherzato Maduro.

Riferendosi alla visita ufficiale di due giorni nell’Isola, appena terminata, ha reiterato che se ne va ricaricato, pieno di forza e di ottimismo.

“È stata una giornata straordinaria, con le conversazioni con Raúl, il ricevimento, i documenti firmati, i nuovi aspetti della cooperazione per lo sviluppo condiviso che abbiamo esposto; è stato molto emozionante, perchè ci muove la passione per la Patria Grande”, ha segnalato.

Poi ha ricordato il leader bolivariano Hugo Chávez quando nella sua prima visita a Cuba nel 1994 disse che il XXI secolo sarebbe stato il secolo dell’America Latina e molti pensarono che era un pensiero audace.

“Il XXI secolo non può essere quello degli imperi e del mondo unipolare: dev’essere quello del mondo multipolare, di un mondo di pace, di rispetto, di riconoscimento del diritto all’esistenza dell’America Latina, dei Caraibi, di Cuba, del Venezuela e dell’ALBA. Dev’essere il nostro secolo e perché sia così si deve lavorare molto, unirsi, svilupparsi e camminare con i nostri passi”, ha sottolineato ancora.

Prima di partire Maduro ha inviato un ultimo messaggio al popolo cubano.

“Vi lasciamo il nostro amore, un saluto e l’impegno di sempre. Grazie a Raúl e a Fidel continueremo il nostro lavoro dal 2016 al 2030, nuovamente, con un nuovo impulso e con la stessa visione profetica di Chávez”.

“Il XXI secolo sarà il secolo di Nuestra America e sono sicuro che giungeremo al 2030 più uniti, più prosperi e più felici. Grazie Cuba!”, ha concluso.

Durante la sua visita nell’Isola, Maduro ha controllato con il suo pari cubano la marcia dell’Accordo Integrale di Collaborazione e gli è stata imposta la medaglia Ordine José Martí, la più alta decorazione che assegna lo Stato cubano.

Il Presidente Maduro ha dedicato al popolo del Venezuela questa decorazione che gli e stata assegnata venerdì 18 dal Generale d’Esercito Raul Castro, presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri.

Raúl ha ribadito a Maduro l’assoluta solidarietà di Cuba con la Rivoluzione bolivariana e chavista e con l’Unione civico-militare del popolo venezuelano.

Maduro ha detto che ha ricevuto la decorazione come un impegno di lealtà agli ideli dei leaders Fidel Castro e Hugo Chávez e alle idee gloriose che hanno fatto rialzare i nostri popoli. Poi ha ricordato i fatti vissuti da Cuba e dal Venezuela negli ultimi vent’anni, per consolidare l’unità latinoamericana, come la fondazione dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra America, Petrocaribe, la Comunità degli Stati Latinoamericani, CELAC, che ha definito “una nuova realtà che nessuno potrà disconoscere e che tocca difendere”.

Hanno accompagnato il Presidente nel suo viaggio a L’Avana, Cilia Flores, prima combattente; Delcy Eloína Rodríguez Gómez, vicepresidente settoriale alla Sovranità Politica, Sicurezza e Pace e ministra del Potere Popolare per le Relazioni Estere, e altri funzionari del gabinetto Presidenziale.

(Traduzione GM – Granma Int.)