Circa tre milioni di lavoratori iscritti ai sindacati della Centrale dei Lavoratori di Cuba - CTC - come parte della società civile, riceveranno il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, con ospitalità e rispetto.
I lavoratori affermano che Obama incontrerà una nazione dove sono sono stati capaci di andare avanti nei settori dell’economia e dei servizi, nonostante il blocco imposto a Cuba da più di mezzo secolo.
I lavoratori cubani segnalanao che Obama conoscerà una realtà di lavoro caratterizzata dal diritto all’impiego senza discriminazioni, con uguale remunerazione per donne e uomini, sicurezza sociale, e un sistema di giustizia nel lavoro unico al mondo.
Anche nelle circostanze più complesse, questi diritti sono stati rispettati e preservati, grazie all’intelligenza e alla capacità di risposta delle masse laboriose.
NON RINUNCEREMO MAI ALLE NOSTRE CONQUISTE
Un delegazione di uomini d’affari che potrebbe aprire il cammino a vincoli economici stabili con imprese statunitensi, acompagnerà Obama nella sua visita.
Se si elimineranno le restrizioni a Cuba, si potranno incontrare spazi in un paese impegnato nel suo sviluppo economico che ha accolto imprenditori di altre terre, che hanno incontrato tranquillità cittadina e un capitale umano altamente qualificato.
I lavoratori cubani si sentono orgogliosi della tradizione di lotta contro lo sfruttamento, difesa da coraggiosi dirigenti sindacali come Jesús Menéndez e Lázaro Peña.
In questa congiuntura ratificano che non rinunceranno mai all’unità, agli ideali rivoluzionari, antimperialisti e di giustizia sociale, e che sperano che il processo tra le due nazioni vada avanti su basi d’uguaglianza, senza condizioni e con rispetto alla sovranità dell’Isola. (Traduzione MG – Granma Int.)




