Con l’ospitalità e la dignità che ci caratterizzano, le cubane come parte di tutto il nostro popolo, riceveremo il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e sua moglie Michelle. Siamo coscienti che questa visita forma parte del complesso processo per raggiungere la normalità delle relazioni tra i nostri due governi.
Sarà quindi un’opportunità per mostrare quello che abbiamo realizzato in uguaglianza di genere e il protagonismo che abbiamo noi donne nella vita politica, economica, culturale e sociale nel nostro paese.
Nella loro visita potranno constatare che riceviamo lo stesso salario per lavori dello stesso valore, che nove delle quindici province cubane hanno una donna al fronte del governo, che l’amministrazione di giustizia è in mano a un numero superiore di donne. In ogni luogo che percorreranno incontreranno il lavoro svolto con abnegazione delle donne di tutte le generazioni.
Constateranno come amiamo la nostra Patria libera e indipendente, che abbiamo difeso dalle aggressioni di ogni tipo.
Con creatività e consacrazione abbiamo resistito più di mezzo secolo di blocco economico, finanziario e commerciale e abbiamo costruito una società dove gli esseri umani sono l’importante.
In questi valori di solidarietà, antimperialismo e sovranità nazionale abbiamo educato i nostri figli e le nostre figlie, e a questo non rinunceremo mai.
Raggruppate nella Federazione del Donne Cubane, un’organizzazione non governativa della società civile, con status consultivo di fronte al Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC), alla quale sono iscritte 4 milioni di cubane, circa il 90% delle donne con più di 14 anni, portiamo avanti programmi specifici per sviluppare nel nostro paese una piena cultura dell’ uguaglianza e dell’inclusione sociale.
Molte delle mete dell’obiettivo 5 della recentemente approvata Agenda per lo Sviluppo Sostenibile 2030 per ottenere l’uguaglianza tra i generi e dare potere alle donne e alle bambine, sono una realtà nel nostro paese.
Sappiamo che la signora Michelle Obama porta avanti un’iniziativa chiamata “Let Girls Learn” con l’obiettivo di dare accesso all’educazione di 62 milioni di bambine nel mondo.
Le offriamo la nostra umile esperienza in questo campo, perché il 100% delle nostre bambine vanno a scuola indipendentemente da dove vivono, dal colore della pelle, se hanno handicaps o se sono ricoverate.
Una cubana, Leonela Relys Díaz ha creato il metodo “Io sì posso”, con il quale sono state alfabetizzate milioni di persone nel mondo.
Ugualmente sarà un’opportunità per reiterare la nostra domanda d’eliminare la disumana politica di blocco contro il nostro paese ,che ha provocato moltissime privazioni e ci ha impedito di svilupparci ulteriormente.
La Federazione delle Donne Cubane, sostiene la Dichiarazione del nostro Governo che reclama la restituzione del territorio della Base Navale di Guantánamo, la derogazione della Legge de Ajuste Cubano, la fine della politica dei “Piedi asciutti, piedi bagnati”, con l’eliminazione dei programmi indirizzati alla destabilizzazione interna. Queste politiche attentano la sicurezza e la tranquillità delle nostre famiglie.
In questi giorni sono sempre più vigenti che mai per tutte le federate, le parole dell’eterna Presidentessa dell’organizzazione, Vilma Espín: “Il socialismo per le donne cubane significa libertà, indipendenza, sovranità, dignità, giustizia sociale, sicurezza per la formazione e lo sviluppo dei figli, diritto all’uguaglianza, alla vita, a decidere del proprio destino, a lavorare per l’avvenire sognato e a difenderlo con tutte le forze. ( Traduzione GM – Granma Int.)


